
Un fenomeno che di anno in anno si riconferma e cresce, sempre di più è quello del “turismo pendolare”. La costa tirrenica cosentina si presta bene a questa “nuova” tendenza meglio di altre zone, complice il fatto delle diverse vie di accesso presenti. Tuttavia il popolo dei pendolari preferisce usare le tre direttive principali, più curate e che offrono delle condizioni di viabilità relativamente migliori. In particolare prendendo come riferimento l’entroterra cosentino e la città di Cosenza, le direttive relativamente alle zone di mare da raggiungere sono: la Sa-Rc per il basso tirreno cosentino, la SS107bis e la “Superstrada delle Terme” per raggiungere l’alto ed il medio tirrreno. Ovviamente una volta sulla costa tutto il traffico è assorbito della lunga SS18, in entrambe le direzioni di marcia. Per tutto il mese di luglio il turismo “mordi e fuggi” è stato il protagonista indiscusso nel tempo libero della maggior parte della popolazione dell’entroterra, che progressivamente di anno in anno vedono ridursi la possibilità di andare a rilassarsi al mare. Lo scongiurato esodo di fine luglio/inizio agosto quest’anno non c’è stato e persino la Salerno – Reggio Calabria non ha avuto il problema delle solite code interminabili. Da più parti si è detto che molto probabilmente gli italiani quest’anno sono partiti a scaglioni ed a diversi orari per evitare le code e le file ai caselli. Ma tutto questo credo sia molto improbabile, più che altro credo che la realtà sia triplice. L’Italia ha subito un cambiamento radicale, non esiste più l’Italietta che sopravvive anche nei ricordi di noi trentenni e delle generazioni precedenti. A parte tutti quelli che lavorano nell’ambito scolatico-universitario sono sempre meno i lavoratori che hanno 30 giorni di ferie e per di più di fila. Le seconda realtà è che non si può negare che ci sia una crisi totale del paese, crisi che esprime tutta la sua magnificenza nella difficoltà delle nuove generazioni di inserirsi nel mercato del lavoro, percepire salari e stipendi, quindi costruirsi un futuro, futuro che comprende anche andare in vacanza da qualche parte, oltre che fronteggiare il costante caro-prezzi. Infine, non poteva non mancare, la qualità (in molti casi leggi la mancanza) dei servizi e del mare in se stesso, solo dopo che partono le ormai abituali inchieste di luglio si comincia ad avere un mare pulito o meglio il Nostro Mare, quello che ci fa compagnia nelle nostre passeggiate invernali, quello che ci fa dire “perché non parli!”. Quanto detto vale soprattutto per i turisti “made in Calabria”, quelli che vivono nell’entroterra cosentino, che rappresentano la quasi totalità dei pendolari del mare. Lunedì 8 agosto prendevo un pullman da Guardia Piemontese con destinazione Cosenza verso le 9.10 e con stupore non riuscivo a credere che era pieno! Credo che la difficoltà maggiore per gli amministratori locali, dei promotori turistici locali, dei gestori di attività, nonché della gente comune che affitta le case sia una carenza empatica che gli impedisce di immedesimarsi nei panni del turista, cosa che dovrebbe essere naturale poiché turisti lo possiamo essere tutti! La Calabria ha una costa immensa ed ogni entroterra ha il suo mare, per cui è verosimile che una famiglia di Bisignano venga al mare sul tirreno cosentino piuttosto che una famiglia di Maida (Cz). Se a questo principio si aggiunge che non esiste una località calabra che disti più di 60 km dal mare e che con un 15 euro di carburante 5 persone potenzialmente vanno al mare si capisce meglio il fenomeno del pendolarismo. Inoltre il turista pendolare tornato al paese molto probabilmente trova un cartellone estivo molto più completo ed ammiccante rispetto a quelli presenti nelle diverse località tirreniche. Per far fronte a ciò ed arginare il problema è necessario che i prezzi delle case siano veramente proporzionali a quello che le località offrono o, viceversa, che l’offerta eguagli gli affitti, mentre le varie amministrazioni prendano atto che la stagione estiva va pianificata meglio, dando voce a tutte le realtà presenti nei vari comuni ma che non hanno voce in capitolo nel cartellone estivo e sfruttare le potenzialità ignorate. Con basi midi e VanBasco (famoso programma di karaoke alla portata di tutti) chiunque può fare animazione, ma questo non basta.





