lunedì 17 ottobre 2011

Crolla la Repubblica degli stagisti: le restrizioni della Manovra di Ferragosto incoraggiano i disoccupati ma lasciano i giovani inoccupati



C'era una volta lo stage, tanto caro alle aziende promotrici in cerca di personale da "testare" e agli studenti con “fame” di mettersi alla prova nel proprio campo lavorativo. I tirocini rappresentano un periodo di formazione “on the job”, o meglio “una forma di inserimento temporaneo all’interno dell’azienda, non costituente rapporto di lavoro, finalizzata a consentire ai soggetti coinvolti di conoscere e di sperimentare in modo concreto la realtà lavorativa attraverso una formazione professionale e un addestramento pratico direttamente sul luogo di lavoro” (cfr. Min. Lav. Interpello 3 ottobre 2008, n. 44). Da un po' di tempo qualcosa è cambiato, il Governo fa piazza pulita e colpisce anche la cosiddetta Repubblica degli stagisti.
L'articolo 11 del D.L. n. 138/2011, meglio conosciuto come Manovra di Ferragosto, ha cambiato le carte in tavola per poi rimescolarle, disseminando non poche perplessità tra i giovani ormai “in età da lavoro”. A partire dal 13 agosto 2011, il quadro normativo legale vigente è stato stravolto, la normativa, infatti, ha introdotto significative limitazioni per quel che riguarda le modalità di attivazione dei tirocini, i soggetti destinatari e la durata del periodo formativo. Nello specifico, il decreto prevede:

  1. I tirocini possono essere promossi unicamente da soggetti in possesso degli specifici requisiti preventivamente determinati con normative regionali “in funzione di idonee garanzie all’espletamento delle iniziative medesime”. In questo senso la Manovra ribadisce la competenza legislativa delle Regioni per la regolamentazione degli stage.
  2. I datori di lavoro e le pubbliche amministrazioni possono “stipulare” una convenzione soltanto con alcuni soggetti, o meglio con quegli studenti neo diplomati o neo laureati, fatta eccezione per i disabili, gli invalidi (fisici, psichici e sensoriali), i soggetti in trattamento psichiatrico, i tossicodipendenti, gli alcolisti e i condannati ammessi a misure alternative di detenzione, per i quali continuano a trovare applicazione le disposizioni della disciplina vigente.
  3. La durata del tirocinio non può essere superiore a 6 mesi ed il tirocinio, nel rispetto di questo limite di durata, deve essere intrapreso entro e non oltre 12 mesi dal conseguimento del titolo di studio da parte dello stagista.

La nuova disciplina, introdotta dal decreto del 13 agosto, era stata originariamente concepita per limitare l'abuso dei tirocini formativi e di orientamento mediante la predisposizione di regole restrittive, con l'intento di contrastare quelle aziende che spesso utilizzavano gli stage come forma sostitutiva dei contratti di lavoro stabili e di apprendistato. La stretta sugli stage semina non poca preoccupazione nei giovani desiderosi di stabilire un contatto con le imprese. Ma il problema non riguarda solo le nuove generazioni in cerca di un impiego, ma anche i lavoratori e i datori di lavoro: da un lato le opportunità di inserimento sul mercato del lavoro rischiano di ridursi notevolmente mentre dall'altro gli enti troveranno grandi difficoltà nel reperire tirocinanti disponibili a tali condizioni.
In questa maratona di tagli e restrizioni qualcuno che riesce a salvarsi e a sfuggire al decreto anti-crisi c'è. Il Ministero del Lavoro, con la circolare del 12 settembre 2011, ha precisato che le nuove disposizioni in termini di tirocini formativi non vanno applicate ai disoccupati, ai lavoratori in mobilità, agli immigrati nell’ambito del decreto flussi e alle categorie di persone svantaggiate. Inoltre gli stage avviati e approvati prima del 13 agosto 2011 potranno proseguire sulla base della vecchia normativa fino alla scadenza prestabilita.
Ilaria Di Leva

mercoledì 12 ottobre 2011

I social network servono anche a trovare lavoro


Negli ultimi mesi (5) ho passato i pomeriggi a mandare Curricula alle agenzie di lavoro interinale, naturalmente il numero delle risposte ricevute è stato pari a 0. Ad ogni offerta di lavoro a cui mi iscrivevo i pretendenti superavano sempre la centinaia, e quindi era difficile non trovare qualcuno più qualificato di me. Nello sconforto più totale, un giorno decisi di provare ad utilizzare i social network a questo scopo; decisi di cercare lavoro scrutando i post che scorrevano su Twitter, Facebook, Linkedin e FriendfeedMi son detto: "Se Sara ha trovato lavoro su Twitter, anche io potrei trovarlo cosi". In effetti sui social era possibile inviare il CV direttamente alla persona interessata senza passare da liste di collocamento o agenzie interinali. Quindi iniziai a cercare su Linkedin, che è nato anche per mettere in contatto le aziende con le persone, poi è stato il turno di Twitter, seguivo degli utenti potenzialmente interessanti per le mie esigenze; in fine fu il turno di Facebook, mi dissero che anche sul social network in Blu era possibile inviare CV ad alcune aziende. Anche questi tentativi risultarono vani, io rimanevo sempre e comunque "in cerca di prima occupazione".
Come ultima chance rimaneva Friendfeed; un social popolato quasi esclusivamente da Blogger e da professionisti del web. Iniziai a "frequentare" dei gruppi che sembravano fare al caso mio: lavoratori del web e lavoratori della comunicazione. Beh, dopo tanto penare trovai l'offerta di lavoro giusta e mandai l'ennesimo CV, chiedendo informazioni (sottoforma di commento) direttamente all'inserzionista. 
L'epilogo della storia è dei migliori, ho trovato quel che cercavo, ma il punto non è questo. Il punto è che se usati con intelligenza i "social cosi" (qualcuno li chiama così) possono essere utili anche nella ricerca di lavoro. Quindi per chi fosse incuriosito dal racconto (vero; lo giuro) ed è in cerca di lavoro gli consiglio di farsi un giro anche sui social, perché dietro ogni "profilo utente" si nasconde una persona in carne e ossa, con la quale si può interagire direttamente senza essere filtrato, e soprattutto non sarà solo in CV a parlare per te, ma sarai tu direttamente a presentarti.

Magari è stato culo eh....ma comunque i social non sono solo giochi ;)

martedì 4 ottobre 2011

Ma il cielo è sempre più blu!

E' un commento a questo inizio settimana.

Rino Gaetano diceva nella sua canzone che qualsiasi cosa succeda in Italia, anche se scomoda per i cittadini, passa nell'indifferenza totale tanto "il cielo è sempre più blu". In Calabria, penso, che questa indifferenza sia maggiore rispetto al resto d'Italia e vi spiego il perché.

In questi giorni a livello politico, finanziario e sociale ne stanno succedendo di tutti i colori: il governo medita sul default finanziario; sta passando il DDL sulle intercettazioni (che significa bavagli per i giudici e per i blog); Vasco rossi fa chiudere nonciclopedia perché si sente leso dalle cose scritte sulla sua pagina; Amanda knox e Raffaele Sollecito vengono scagionati; il Papa viene in Calabria, a Lamezia Terme; in Calabria esiste "l'armonizzatore".

Ora, la cosa che salta all'occhio è che in un periodo del genere in cui non si sa con sicurezza se i risparmi bancari delle genti di Italia vengano tutelati, e soprattutto non si sa se i posti di lavoro delle genti d'Italia vengano mantenuti, gli italiani, brava gente, pensano che sia il caso di occuparsi di due faccende più serie: Amanda e Raffaele, Vaco rossi e nonciclopedia.
In queste ore sui telegiornali e sul web non si parla di altro, la forza e la voglia di milioni di italiani si concentra su questi due fattacci, mentre il governo fa passare in sordina il DDL sulle intercettazioni, che di fatto vuol dire "beata ignoranza" per noi persone normali che si informano dai giornali e dal web (ne avevamo parlato qui). 

In Calabria andiamo oltre, invece di pensare a come fare a sistemare i conti della regione più povera d'Europa, chiediamo al Papa di farci visita e di far benedire la nostra terra. Ma mentre i fatti di Perugia e di Vaco sono argomenti "pourparler" che non hanno costi economici, l'ospitata del Papa ci costa ben 2 milioni di euro. In effetti Lamezia Terme è famosa nel mondo per la sua ricchezza; magari il Papa fa una grazia e con il suo saluto risolve il problema N'drangheta, disoccupazione e emigrazione; magari. 

Fra l'altro sulla repubblica è uscita la notizia che in Calabria, precisamente a Cerisano, per risolvere il problema disoccupazione è stato "inventato" il lavoro dell'armonizzatore politico, cioè una persona pagata 7.200 euro all'anno che come compito ha quello di portare la "pace nel paese". Naturalmente nessuno si è indignato o a protestato, in effetti perché farlo?

Concludo con una frase di Antonello Caporale "Il sud allevato al malaffare non sente nemmeno più l’odore dell’inopportunità, dell’assenza di qualunque credibilità. Non sente, non guarda. Ingoia l’ultimo boccone rimasto, quei pochi spiccioli delle casse comunali, senza nemmeno masticarlo.

Ciao Piccola Italia. Ciao Piccola Calabria