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venerdì 13 maggio 2011

Uno Vale Uno - Beppe Grillo a Cosenza

In uno splendido pomeriggio metereologicamente fresco, ma politicamente caldo di metà maggio, la città di Cosenza ha accolto Beppe Grillo come molti non si aspettavano. I cittadini accorsi non avevano l'aria di essere là a gremire la piazza centrale della città per la sola curiosità di vedere un personaggio famoso, come a volte può capitare in posti come i nostri, dove le persone non sono abituate alle passerelle dei "famosi".
Ad una prima analisi del pubblico non si poteva fare a meno di notare la "biodiversità" sub-culturale presente. Dal signore di mezz'età distinto, al giovane in tenuta no global, alla giovane coppia, alla mamma con il figlioletto, ai gruppi di amici: tutti li a battere le mani ed a gridare 'Bravo!!!' ad un appassionato ed incazzato Beppe Grillo. N
on sono mancati i momenti di pausa forzata, in cui la voce rauca e sfinita da 15 giorni di tour, ha lasciato posto
al silenzio; silenzio puntualmente infranto dagli applausi di un pubblico non pagante ma presente

Grillo come il suo solito è tutto un fiume e vederlo giù di voce suona un po' come sentire Jimi Hendrix costretto a suonare con tre corde solamente; nonostante tutto l'atmosfera è coinvolgente e la struttura del discorso di Grillo è solida, regge e picchia duro dritto su quei punti che spesso i politici della sinistra omettono, come per continuare a giocare a 'Guardia e Ladri' con il Beneamato Silvio nazionale.
Tra una cosa e l'altra c'è sempre posto per le battute a cui siamo abituati, cui è difficile riuscire a resistere senza sorridere, come nel caso del consiglio dato a La Russa su dove "posizionarsi" le bombe. “Perchè devo aspettarmi un attentato per partecipare ad una missione che fa gli interessi degli altri?” Ed ancora: “Perchè vai a bombardare quello che fino a due mesi fa era il tuo socio?”. E qui, la voce di Grillo raggiunge un acuto che lo lascia afono per qualche istante.
Questa classe dirigente che ci governa ha creato “qualcosa di peggio del fascismo, che ti sorride! Che non riconosci! Ma che è chiaramente una fase dittatura nel nostro paese”, una dittatura bianca di massonica memoria (leggi P2).

Poi, rivolgendosi ai giovani calabresi costretti ad andare via, Grillo dice che bisogna ribaltare questo sistema che continua a far si che ciò accada, cioè, che uno debba abbandonare un posto come la Calabria, dove sono presenti il 90% delle cose per cui vale la pena di vivere. La vera necessità per il Paese è cambiare questa classe dirigente, è il ricambio istituzionale; fa l'esempio della Libia, dove sono i giovani di vent'anni che stanno portando avanti il cambiamento, che comunicano attraverso il web 2.0, perchè laddove c'è una guerra hanno una banda in download il doppio della nostra media nazionale!
In tutti i paesi del mondo ci sono esempi di giovani che hanno cambiato le cose: da Bill Gates a Steve Jobs passando per Zuckerberg... E noi qua stiamo, a farci governare da gente con il catetere e la prostata messa male, gente che non sa nemmeno cosa ca**o sia il wi-fi o Google, chiamandolo "gogol". "E I nostri giovani?!"

Tornando in tema amministrative Grillo parla dell'elevato numero di liste per una citta 70.000 abitanti: "hanno creato le 33 liste...in pratica, avete un candidato per condominio. Lo capite che sono macchine disperdi-voti da ricomporre poi al ballottaggio e fottervi?"
Non mancano le frecciate ai finanziamenti pubblici dei partiti, vietati dal referendum, aggirato poi con la nuova dicitura "rimborso elettorale"... "Noi abbiamo speso 1.992 euro per la campagna elettorale a Cosenza, contro tre, quattro o seicentomila euro degli altri candidati, dei vostri soldi. La nostra è un'assoluta rivoluzione, non c'è leader, uno vale uno". Ed ancora: "Abbiamo già 30 consiglieri in 30 comuni importanti, ma non lo sapete neanche. Secondo la legge sui rimborsi elettorali avevamo diritto a un milione e seicentomila euro: glieli abbiamo lasciati!"

A livello della partita elettorale cosentina ci si accontenta: "Ci bastano un paio di consiglieri, e' come mettere il terminale di un social network dentro il loro consiglio. Loro sono dei disinfettanti naturali!".

E prima di lasciare la piazza sfoggia un buon calabrese al grido: "Mancu li cani!".