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giovedì 16 giugno 2011

L'estate è alle porte... le vogliamo aprire!?



Inizia a rilento l’opera di turnover estivo dei servizi sul medio tirreno cosentino da parte degli enti preposti al mantenimento in efficienza delle infrastrutture e alla vivibilità dei siti ricettivi. All’imbocco della stagione balneare, motore pressoché unico dell’economia locale, gli interventi sembrano latitare su tutta una serie di problematiche che si ripresentano anno dopo anno e su cui manca il controllo, si tamburellano le responsabilità, il sollevare la questione spesso genera fastidio e il paventare eventuali risoluzioni appare un’indebita ingerenza. La gente lamenta diversi disagi: camions che sfrecciano la notte come se fossero in autostrada sulla SS18, accodandosi pericolosamente, alzando i fari e suonando le trombe a qualunque automezzo che si ostini a rispettare i limiti di velocità e che quindi li ostacola, i limiti delle sedi stradali sovente sono invasi di vegetazione, rendendo difficoltosa la visibilità nei bivii e nelle strade interne. E’ tutto un coro di lamentele inoltre, nei diversi paesi, sull’opera prestata dai cosiddetti “socialmente utili” che , a detta di molti, si limitano spesso alla “simulazione“del lavoro loro assegnatogli, non si capisce chi li coordina e, fatto stà che li si vede spesso in gruppi più o meno numerosi e variamente operosi ai lati delle strade, col passare delle ore sempre stabili negli stessi posti. E intanto le spiagge in molti tratti non sono state pulite e livellate, e le zanzare tigre prolificano malgrado le disinfezioni che si sono viste, anche nelle piscine che molti esercenti durante l’inverno a tutt’oggi non hanno mai svuotato. Particolarmente pernicioso è il fiorire, ai lati delle carreggiate anche nei pressi degli abitati, di innumerevoli carcasse di animali investiti in decomposizione che non vengono mai rimosse, malgrado l’ASP pare abbia dato da tempo l’appalto ad una ditta che non si è mai vista. I paesi con la raccolta differenziata porta a porta sono pressoché privi di cestini della carta straccia, poiché la responsabilità del loro svuotamento quotidiano, si dice, verrebbe palleggiato tra gli addetti alla nettezza urbana, già abbastanza oberati di loro e gli LSU che a quanto pare si rifiuterebbero, e nessuno si prende la briga di deliberare, e intanto si usano fioriere, portaombrelli, buchi nei muri, con i risultati che tutti immaginano e vedono. Questi e altri piccoli e grandi problemi non contribuiscono al tanto paventato “rilancio” del turismo, manca un coordinamento visibile, manca essenzialmente l’attribuzione di responsabilità, soprattutto di questo si lamenta la gente.

domenica 5 giugno 2011

Attenzione a Sarkozy

Con il vertice a Deauville, il presidente della Francia Nicolas Sarkozy, ha annunciato che sarà il suo paese a dominare sulla scena mondiale. 

Nicolas Sarkozy ha detto il giovedì seguente all'apertura della  due giorni di dibattito: "Il G8 non è più il governo del mondo, il g-8 significa la famiglia dei paesi democratici che devono scambiare liberamente oggi".
Economie emergenti come Cina e Brasile, che sono al vertice finanziario ma non politico, dovrebbero assumere un ruolo più importante in futuro. 
Sarkozy ha incentrato la gran parte del dibattito di vertice sui temi dell'attualità: le conseguenze del disastro nucleare in Giappone e i cambiamenti socio-culturali nel mondo arabo, ma allo stesso tempo è riuscito a riservare un po di spazio a temi "digitali"; portando il regolamento globale di Internet all'ordine del giorno. Il fondatore di Facebook Mark Zuckerberg e il CEO (amministratore delegato) di Google Eric Schmidt sono stati ricevuti a turno dai capi di stato e di governo. Questo incontro deve essere ripetuto ogni anno nel futuro, ha detto Sarkozy, come pure il vertice di Internet, denominato "e-G8". "Siamo d'accordo che nessun regolamento può bloccare l'innovazione" dice Sarkorzy  rivolgendosi ai rappresentanti del settore, ma almeno bisogna introdurre un minimo di regolamentazione. 
Il presidente francese con la sua attenzione sul gruppo delle economie tradizionalmente più importanti del mondo da una nuovo punto di vista. È riuscito anche a far dimenticare il dibattito sul suo fallimento della politica estera fin dall'inizio dell'anno. Al vertice sulla costa della Normandia, il capo di stato di Parigi è alla ricerca, di un grande ingresso sulla scena internazionale. In primo luogo il suo rivale più pericoloso nelle elezioni 2012 sparisce dalla scena: il direttore del FMI Dominique Strauss-Kahn a causa di una denuncia di tentato stupro.

Ma i paesi partner hanno probabilmente preso atto che hanno bisogno di contare di più, che dell'ambizione di Sarkozy. Secondo le stime degli esperti di politica, la Francia ha perso all'inizio dell'anno  tutta la sua credibilità nella politica estera e nel suo significato che questa politica estera esprime. Soprattutto in questioni delicate, a partire dall'Africa, e la diffidenza del mondo arabo. Con l'impegno militare a supporto degli insorti in Libia e Costa d'Avorio, "La Francia ha cambiato completamente la sua politica africana e Araba". Con la sua leadership di politica globale dimostrativa Sarkozy mette in evidenza la debolezza degli altri leader nell'ambito della discussione: ospiti come Barack Obama, Angela Merkel o David Cameron non hanno dimostrato recentemente di attuare importanti iniziative, specialmente in politica internazionale. Tuttavia, Sarkozy più che  presentarsi come una figura di spicco, si presenta  come il francese che ha sostanziali interessi da far prevalere per portare l'acqua al suo mulino. In termini di energia nucleare, ha cercato fin dall'inizio di ottenere un ampio impegno per la continuazione e lo sviluppo in termini di sicurezza. Egli è per l'introduzione di regole in ambito internazionale per impianti nucleari, dove "non si dovrebbe andare per il prezzo più basso". Considerato che a livello mondiale, specialmente dopo i fatti di Fukushima, vi è una progressiva tendenza verso le energie rinnovabili, l'industria nucleare francese beneficerà di questa inversione di tendenza. Sarkozy ci ha provato ad imporsi come leader, cercando di dare una nuova direzione per le istituzioni internazionali.