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giovedì 14 luglio 2011

L'incubo (ed il sogno) della Salerno-Reggio Calabria


Completata nel 1972, la Salerno-Reggio Calabria è l'infuocata cornice dantesca riservata a coloro i quali, nella vita, si son macchiati della grave colpa di esser calabresi/amanti della Calabria.

Tale è la natura perversa dei nostri misfatti che la fine dei lavori d'ammodernamento dell'autostrada, le "cantierizzazioni" iniziate nel '97, è slittata, sadicamente soggiungerei, di anno in anno..non più il 2003 (ottimisti :) nè il 2008, ma il 2013 (con l'auspicio della fine del mondo nel 2012).


Al di là del facile sarcasmo bisogna riportare le lodevoli iniziative dell' ANAS s.p.a. (niente insulti o minacce per mail ;) 
"l’utile sevizio Viabilità ANAS Integrata, una combinazione di media per avere un colpo d’occhio sulla situazione delle autostrade italiane"... "con questa considerevole mole di dati e informazioni sulle Previsioni Traffico è sicuramente più agevole riuscire a programmare l’attraversamento della A3 Salerno Reggio Calabria e contenere il più possibile disagi e ritardi sulle tabelle di marcia."
Esistono inoltre dei numeri telefonici a pagamento utili a "l'attraversamento" (riporta alla mente Lawrence d'Arabia nel deserto)..in tal modo potrete sempre esser aggiornati sul punto esatto della coda chilometrica in cui vi trovate..

Lasciando le pene per l'esodo che presto anch'io dovrò affrontare, mi sposto sulla vera applicazione della tecnologia in campo autostradale parlandovi del progetto Solar Park South.

(concept italiano di Francesco Colarossi, Giovanna Saracino e Luisa Saracino)


Un contest del 2010, passato in sordina, per la riqualificazione del tratto autostradale in dismissione tra Scilla e Bagnara.

Il progetto prevede l'utilizzo della carreggiata nord-sud come alternativa alla malandata (eufemisticamente parlando) SS18 per favorire il collegamento tra i paesi e l’accessibilità alle colture agricole di pregio attestate sui crinali, mentre l'altra carreggiata sarà il vero fulcro del contest, destinata alla produzione di energia da fonti rinnovabili, alla sperimentazione di nuove tecnologie eco-compatibili e allo sviluppo di nuove forme d’arte ambientale e di land art funzionali alla creazione di un turismo responsabile.
L'intero progetto si basa sul recupero funzionale e sostenibile delle strutture preesistenti, quelle bypassate dal nuovo percorso dell'A3, investendo i 40 milioni di euro previsti per lo smantellamento del suddetto tratto autostradale nella creazione di questo parco all'avanguardia.
Lo stesso sistema adottato per la selezione delle proposte, presentate per la maggior parte da giovani studenti o professionisti di tutto il mondo, è estremamente innovativo; la Regione Calabria difatti ha creato un apposito sito internet 2.0 www.newitalianblood.com/solarparksouth/ in cui gli internauti potevano visionare e votare le bozze inviate al concorso.

Purtroppo l'idea che si è aggiudicata il primo premio è quella francese, non lo dico per mero campanilismo ma in quanto ritenevo la proposta italiana, che si è aggiudicata un onorevole secondo posto, più valida e a minor impatto ambientale, al terzo posto si piazza, invece, un concept colombiano.

Beh che dire..in un paese famoso per la cementificazione selvaggia, per i progetti fantasma e per le gare d'appalto pilotate o a gestione familiare, un'iniziativa così ecosostenibile e 2.0 può esser, a ragione, definita come un epocale passo in avanti..
..e l'utopia di un Calabria migliore, a piccoli passi, s'avvia alla realizzazione..

STAY TUNED ;)
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lunedì 23 maggio 2011

L'incubo delle acque nere torna ogni anno: cittadini e villeggianti vittime di una mala depurazione

L'estate è alle porte, studenti esausti dall'afa delle caotiche città aspettano con ansia il momento di salire su quel treno che li porterà a casa, su quella spiaggia, che ne avrebbe da "raccontare"...


Il mare: una risorsa, sicuramente la più preziosa, soprattutto per i piccoli centri abitati, nei quali resta l'essenza più autentica di una pacata quotidianità. Guardia Piemontese è uno di quei paesi di mare tipici della costa tirrenica calabrese, dove la vita scorre con semplicità, ma soprattutto dove ci si accontenta della bellezza delle piccole cose. Erroneamente, di frequente si dà per scontato che le cose rimangano intatte anche quando vi si dedica poca o pochissima cura; la realtà è un'altra, il tempo logora e l'uomo deve darsi da fare non solo per "creare" ma soprattutto per mantenere vive determinate cose.


Dopo questa lunga e metaforica descrizione, qual è il punto? Qual è il vero problema che ha allontanato il turismo più "quotato"? I fattori potrebbero essere molti, ma credo che il podio lo conquisti la questione dei depuratori: vere carcasse di ferro, costruite per adempiere ad una funzione ben precisa, ma molto spesso abbandonate a sè stesse. La situazione non è da sottovalutare, le autorità e le amministrazioni tendono a rimandare il problema; solo quando la stagione arriva ci si accorge di dover rimediare. La giustificazione più frequente è che i fondi non ci sono o che non bastano, che i guasti arrivano all'improvviso e chi più ne ha più ne metta. Ogni anno si ripropone la stessa situazione, i problemi di mala depurazione tornano a galla per magia: mare marrone, chiazze gigantesche di sporcizia, fiumi trasformati in fogne a cielo aperto. Allora il sistema si "spacca", i villeggianti protestano, scattano i controlli e di conseguenza i sequestri.


Il 2011 potrebbe essere l'anno dei record; a febbraio arriva un nuovo elenco di provvedimenti: la Procura della Repubblica di Lamezia Terme ordina i sigilli per ben 16 impianti in undici comuni della provincia di Catanzaro. Prima di procedere le autorità competenti hanno invitato i gestori a provvedere agli interventi necessari, soprattutto perchè nel mezzo della "bella" stagione fermare l'attività di un depuratore non è proprio la scelta migliore. C'è anche il lavoro della Procura di Paola, che ha deciso di mettere un freno all'inquinamento del mare cosentino, battendo palmo a palmo il territorio alla ricerca di impianti irregolari.



Dal Dossier di Legambiente (29 marzo 2011): "La regione Calabria è stata commissionata dal 1998 al 2008 per l'emergenza ambientale: sotto controllo, insieme al ciclo dei rifiuti, è finito il settore della tutela delle acque. L'ufficio del Commissario delegato doveva censire tutta la rete fognaria e gli impianti della regione, verificando i problemi strutturali e quelli gestionali per definire gli interventi necessari a sanare rapidamente le criticità del sistema. A oggi però la gran parte di questi obiettivi non sono stati raggiunti e la situazione si è aggravata per i ritardi nella costituzione delle strutture operative dei cinque Ato (Ambiti territoriali ottimali) della regione nell'affidamento della gestione del servizio idrico integrato. L'ufficio antifrode della Commissione europea nel 2010 ha verificato una tale serie di irregolarità da suggerire addirittura la revoca dei finanziamenti già erogati".



Legambiente e Goletta Verde ogni anno denunciano i problemi che affliggono il nostro mare e avanzano proposte pratiche da mettere in atto per risollevare la situazione, che del resto comporta conseguenze non di poco conto: tra tutte la più preoccupante riguarda il turismo, sempre più in calo.


Come comportarsi? Per un paese come Guardia che ha voglia di rinnovarsi questo è uno dei problemi più importanti da risolvere. Sembra che ci piaccia nuotare ma in fondo abbiamo paura dell'acqua!