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mercoledì 1 giugno 2011

Led & Web: Sindaco #mirispondi ?

Ricordo Beppe Grillo, che parafrasando Riina e Buscetta, gridava sul palco: "u leed !? E ccù minchia è u leed !?"


Questo doveva esser l'incipit del mio articolo..
Un post sull'illuminazione comunale del futuro, sul risparmio di energia e di fondi pubblici...
E' rimasto solo quello..
Avrei parlato di Torraca (SA), il primo paese al mondo illuminato da led, e citato le avanguardie "green" calabresi..
E' rimasto solo l'incipit..come simbolo, come espressione di un lavoro vanificato...

Ho ricercato le fonti, consultato i siti del settore, affinato le ricerche, spulciato tra il milione di pagine vomitate da Google..
Poi mi sono schiantato su di un muro, su di un bastione d'arretratezza ed incuria..

Perchè, un'articolo rispettabile, inerente l'amministrazione del denaro pubblico, cita necessariamente il bilancio comunale, altrimenti la misura del risparmio non è quantificabile.
E' nell'accingermi a reperire l'ultima e più importante delle fonti che vi è stata la beffa più grande..

Questo è il pubblico bilancio di Guardia Piemontese



Una pagina bianca datata 5 giugno 2010...

In Italia esiste dal 2005 questa legge, il dlgs 82/2005, da cui cito:

"Le pubbliche amministrazioni nell'organizzare autonomamente la propria attività utilizzano le tecnologie dell'informazione e della comunicazione per la realizzazione degli obiettivi di efficienza, efficacia, economicità, imparzialità, trasparenza, semplificazione e partecipazione."

"Le autonomie locali assicurano la disponibilità, la gestione, l'accesso, la trasmissione, la conservazione e la fruibilità dell'informazione in modalità digitale e si organizzano ed agiscono a tale fine utilizzando con le modalità più appropriate le tecnologie dell'informazione e della comunicazione."

"Entro il 31 maggio di ciascun anno le pubbliche amministrazioni centrali trasmettono al Ministro delegato per la funzione pubblica e al Ministro delegato per l'innovazione e le tecnologie una relazione sulla qualità dei servizi resi e sulla soddisfazione dell'utenza." (Ieri? A me nessuno è venuto a chiedere quanto io sia "soddisfatto" della moltitudine di servizi offerti...e a voi? :)

Il bilancio, per i principi di trasparenza, onestà e fruibilità su vasta scala, dev'essere la prima voce resa nota da una pubblica amministrazione che si rispetti.
L'esser obbligato a recarsi al comune per chiederne visione, con anneso, eventuale sguardo sospetto, va contro ogni diritto del cittadino.


Il bilancio comunale, per legge, deve essere chiaro e preciso in ogni suo punto.. dev'essere accessibile a tutti !


Ed io che pensavo all' "avanguardia"...fantasticavo led, punti luce e ottimizzazione energetica..

Iniziate a pubblicare il bilancio..

Poi ne riparliamo ;)

martedì 10 maggio 2011

Campagna elettorale: orientamento e iniziative social

Durante le campagne elettorali capita di perdersi nell'eccesso di informazioni e promesse.
Manifesti, messaggi, dichiarazioni, interviste, talkshow: può capitare di non riuscire a capire qual è il reale impianto ideologico e substrato culturale dei candidati in corsa e di non conoscere i reali obiettivi portati avanti da ciascun programma politico.


Il progetto "Voi siete qui" ideato dall'associazione OpenPolis è dedicato proprio all'orientamento dei cittadini/elettori. Funziona così: si sceglie la città, si risponde a un sondaggio costruito ad hoc per verificare le proprie posizioni rispetto a obiettivi concreti e proposte (è presente anche un link "approfondisci" relativamente ad ogni posizione presentata) e in meno di dieci minuti il sito calcola la tua posizione rispetto ai programmi presentati dai candidati alle amministrative della tua città. L'esito del sondaggio è una mappa che visualizza le distanze tra la tua posizione e quella dei candidati e un grafico in cui si elencano i candidati "dal più vicino al più lontano". Inoltre, "Voi siete qui" consente di confrontare le posizioni degli stessi candidati.
Il progetto OpenPolis nasce dal basso, dalla volontà dei singoli cittadini associati nella richiesta di trasparenza e accesso all'informazione pubblica (potete approfondire gli obiettivi di trasparenza cui mira l'associazione qui); OpenPolis non dura solo il tempo delle elezioni: è possibile infatti seguire i propri candidati, una volta eletti; tenendo traccia dei loro incarichi precedenti e delle loro dichiarazioni è possibile verificare se realmente abbiano tenuto fede alle promesse fatte - ad esempio.
OpenPolis mette dunque a disposizione dei cittadini-elettori concreti strumenti di informazione e partecipazione, mettendo in pratica la trasparenza amministrativa.

Ma quest'anno la campagna elettorale per le amministrative non si è spalmata solo sui tradizionali media: i candidati hanno incontrato gli elettori anche sui social media. Con una foto profilo e usando il linguaggio dei social è più facile avvicinare anche i cittadini più giovani e in generale quei cittadini che s'informano on line. Inoltre, essere su Facebook ed esprimere le proprie posizioni in 140 caratteri (tanti sono quelli messi a disposizione da Twitter) è un segno di integrazione ad un sistema di comunicazione bidirezionale, interattivo, basato sulla condivisione di contenuti e risorse.
Sul web nascono nuove forme di consumo partecipativo, imprese collaborative e nuove modalità di relazione in cui credono almeno la maggior parte dei disoccupati/sottoccupati/stagisti/precari. Un candidato sindaco che ci mette la faccia, e scende nelle piazze 2.0 è un candidato disposto a parlare con questa generazione (l'hanno anche chiamata generazione Y). E' un candidato rock, come Virginio Merola a Bologna: oltre a Facebook e Twitter, Merola ha un profilo anche su Linkedin, FriendFeed e Foursquare! In pratica i cittadini bolognesi possono consultare il suo curriculum, conoscere le sue posizioni in merito ai temi sociali e politici, sapere cosa fa e dove si trova in ogni momento e magari raggiungerlo per un incontro o solo con delle domande (e risponde davvero!). Virgino Merola è stato anche il primo - e l'unico fino all'11 Aprile scorso - a sottoscrivere l'appello per Bologna OpenGovernment.
Un candidato sindaco che usa i social media è un politico che sta cercando i giovani, il loro ascolto. Stefano Boeri, candidato sindaco a Milano, si è affidato ad Esterni, impresa culturale e laboratorio creativo milanese e ha creato un blog "Face the vote. Chi non vota si è già arreso". Così, il voto diventa un evento social: "Il 15 e 16 maggio abbiamo organizzato un Face the vote a Milano"; e il voto diventa una scelta, si decide (o meno) di partecipare a un momento di aggregazione.

Ovviamente, accanto a questi (e pochi altri) usi virtuosi della Rete, il web è per i più l'ennesimo canale di propaganda da presidiare. E in mancanza di una strategia comune, il rischio è - di nuovo - la dispersione e l'overload di informazione.

Ci ha pensato Claudia Vago, alias @tigella, un'esperta di social media che ha redatto una tabella con l'obiettivo di schedare i candidati alle amministrative delle principali città italiane e i loro riferimenti virtuali. La Vago si è meritata un articolo su Wired e ha lanciato anche un'inziativa che vorrei qui rilanciare: fare un report social dei giorni dello spoglio.

A Guardia Piemontese i candidati non sono poi così social, o almeno: ci sono stati tentativi di presidiare Facebook ma i profili sono chiusi e di certo non rivelano una conoscenza dei social media e del loro linguaggio. Si potrebbe obiettare che in un paese tanto piccolo non serve fare campagna sui social, basta la piazza, quella vera. Ma questa è una visione tipica di chi vuole conservare lo status quo della politica di Guardia.
Chi ha una visione a lungo termine, chi crede in un cambiamento e nell'innovazione della Pubblica Amministrazione guardiola deve sapere che i social media e la piazza virtuale sono l'unico mezzo a disposizione per parlare a quanti sono residenti ma studiano/lavorano fuori da Guardia Piemontese. E se la politica parlasse a chi si è visto costretto (o quasi) a lasciare il proprio paese per trovare aspettative lavorative e culturali migliori, se riuscisse a portare i suoi ragazzi in paese per le elezioni, con la voglia di esprimersi riguardo programmi e cose da fare...avverrebbe un cambiamento, piccolo forse, ma reale.

Il problema, certo, è l'assenza di cultura digitale. Noi di AvanGuardiaLab eravamo in piazza lo scorso 29 Aprile per diffondere la cultura digitale e fare lezioni di social media. Abbiamo avuto un modesto riscontro, speriamo di incontrare i candidati (e il futuro sindaco) al prossimo Camp.

E speriamo di ricevere le vostre adesioni per fare il report social delle elezioni a Guardia Piemontese.