Venerdì 6 maggio a Guardia Piemontese Marina si è svolto l'incontro "Turismo e fondi comunitari" organizzato dalla Lista civica "Rinascita Democratica". E' stato invitato l'On. Mario Pirillo (europarlamentare) come relatore, alla presenza di Giorgio Maritato (consigliere provincia di Cosenza), Vito Calarco e dell'aspirante sindaco di Guardia Andrea Muglia.
Va premesso che l'On. Pirillo ha appoggiato apertamente Rinascita Democratica alle elezioni comunali; l'europarlamentare del Partito Democratico vede infatti in Andrea Muglia il candidato più idoneo. In apertura ha poi auspicato una futura collaborazione con Giorgio Maritato, che considera un buon alleato per le politiche di rinnovamento locali.
Temi centrali della discussione sono stati la rivitalizzazione, la creazione di ricchezza e di posti di lavoro sul territorio - quello che va da Paola ad Acquappesa. Si è inoltre discusso dei finanziamenti comunitari necessari per ammodernare le strutture ricettive turistiche: alcuni tra i presenti hanno rivolto dei quesiti all'onorevole Pirillo proprio per fare chiarezza e chiedere indicazioni sull'individuazione dei soggetti finanziatori competenti. L'onorevole sulle prime sembra attaccare con la retorica della crisi parlando delle difficoltà nel reperire finanziamenti in questo periodo; tuttavia lascia intendere che sarà disponibile in prima persona per la collaborazione ai progetti per la rivitalizzazione/ammodernamento delle risorse locali.
"Per il momento - continua l'on. Pirillo - "bisogna puntare sulle risorse per cui siamo conosciuti anche all'estero: il Santuario di San Francesco a Paola, le Terme Luigiane e il mare". Più volte durante il discorso ribadisce che sono queste le tre risorse chiave del territorio; eppure la questione che il deputato europeo sembra presentare come la più urgente è quella termale. "Il 2016 è vicino", dice rivolto al candidato sindaco Muglia; prosegue sostenendo con forza l'urgenza di una strategia in vista del 2016, anno in cui si aprirà il tavolo di discussione del contratto che lega la s.a.te.ca s.p.a al complesso termale dei comuni di Guardia Piemontese e Acquappesa.
L'europarlamentare del PD ricorda, inoltre, come in passato soldi da investire nei progetti per le terme non sono stati sfruttati bene - nè dal comune di Acquappesa nè da quello di Guardia, ammettendo che spesso è una cattiva gestione del denaro da parte dei politici regionali ad ostacolare il percorso dei finanziamenti per le piccole e grandi opere pubbliche.
Sembrerebbe una lucida fotografia della situazione attuale...
Tuttavia, mi riservo alcune perplessità.
L'on. Pirillo fa parte della classe politica calabrese dal 1972 e ha sempre avuto cariche di spicco: allora, dal momento in cui è consapevole della "mala politica" calabrese, non poteva fare qualcosa prima?
Per quanto riguarda le Terme, se i soldi non sono stati investiti bene bisogna individuare i responsabili, e verificare se questi risiedano ancora nella politica locale. E se così fosse, non significa forse che la cattiva gestione del denaro, in fondo, non è (percepita come) un crimine cosi grave? Forse che le consuetudini perpetrandosi diventano accettabili e tollerabili?
Voglio lanciare un'ultima provocazione.
La provincia di Cosenza - competente sulla fonte termale - è più vicina ai due comuni o è più vicina all'azienda s.a.te.ca? Non mi sembra che negli ultimi anni il consiglio provinciale abbia avuto il pugno di ferro nei confronti della s.a.te.ca. nella gestione dei rapporti contrattuali in favore del territorio.
E allora: come arriviamo al 2016? Forse non è solo il sindaco che deve impegnarsi, non solo i singoli ma la collettività locale e gli enti provinciali - prima ancora che regionali ed europei. La ricchezza del territorio passa dalle terme, e non possiamo permetterci che una partita cosi importante sia gestita male o sia gestita in modo egoistico.
Forse è ora che tutti i soggetti interessati (cittadini, lavoratori s.a.te.ca. e politici locali) alzino la voce contro l'azienda senza avere nessun timore, per pretendere di più da chi ha sfruttato per novant'anni un bene pubblico dando pochissimo in cambio.




