venerdì 29 luglio 2011

Limitazione dello stazionamento nelle aree adiacenti alle sorgenti termali


Oggi voglio portare all'attenzione di tutti questa ordinanza che ho trovato sul web, precisamente nella sezione dell'albo pretorio del comune di Guardia Piemontese che trovate a questo link. Si tratta di una "Ordinanza Sindacale Contigibile ed Urgente" e precisamente la numero 24 del 12 luglio 2011. Mentre l'oggetto di cui l'ordinanza parla è  "Misurazione compositi solforati nella zona delle Terme Luigiane - Limitazione dello stazionamento nelle aree adiacenti alle sorgenti termali" . Da questo documento si evince che la Procura di Paola ha avviato delle verifiche per accertare i valori della concentrazione dei composti solforati nelle aree adiacenti alle sorgenti termali, in relazione al fatto che valori superiori ai parametri prescritti si traduce in un potenziale danno per la salute umana. Dal 7 febbraio 2011 al 9 febbraio 2011 l'ARPACAL proprio per valutare queste concentrazioni ed il comune di Guardia Piemontese, nella persona del Sindaco,  è stato informato sulle preliminari attività istruttorie avviate dalla Procura di Paola dai Carabinieri della locale stazione di Guardia giorno 6 maggio 2011. Da parte sua il comune di Guardia Piemontese ha avviato le opportune procedure per verificare e superare l'eventuale situazione di criticità con una nota  numero 1379 (e successive) giorno 31 maggio 2011.

Giorno 12 luglio 2011 la Stazione dei Carabinieri di Guardia Piemontese ha trasmesso al Sindaco con un verbale di notifica (Proc. Pen. 2972/10/44) una relazione tecnica firmata congiuntamente dal Procuratore della Repubblica di Paola (Cosenza) e dal Dottor Giacomino Brancati. Dal contenuto di questa relazione tecnica trasmessa emerge la necessità di adottare determinate strategie al fine di eliminare potenziali situazioni di pericolo per la salute delle persone. C'è stato un incontro operativo con il sindaco di Acquappesa e con dirigenti dell'ASP con i quali congiuntamente è stata concertata l'esigenza di limitare l'accesso alle aree adiacenti le sorgenti termali poiché in queste aree è stata accertata dall'ARPCAL un elevata concentrazione nell'ossigeno di idrogeno solforato. La Regione Calabria ha chiesto con la nota Prot. 2268/2011 di provvedere con Ordinanza di inibizione delle aree individuate dall'indagine.

Alla luce di tutto ciò l'Amministrazione Comunale di Guardia Piemontese ha inteso garantire attraverso questa ordinanza una efficace tutela attraverso un idonea prevenzione in prossimità dei siti ad elevata densità di popolazione. L'articolo 50 del Testo Unico Enti Locali (c. 5) attribuisce la potestà di intervento al Sindaco nei casi di emergenza sanitaria; competenza assegnata anche dall'articolo 216 dl Testo Unico delle Leggi Sanitarie. Inoltre sussistono condizioni di indifferibilità ed urgenza per un intervento urgente, e particolari esigenze di speditezza del procedimento che impediscono di comunicare l'avvio del procedimento amministrativo, come prevede l'articolo 7 della Legge 241/90 e s.m.i. L'ordinanza in questione intende recepire quanto prescritto dalla Azienda Sanitaria Provinciale con la nota  2268/11.

Andando al sodo l'ordinanza N. 24 del 12 Luglio 2011 del comune di Guardia Piemontese ORDINA i seguenti punti:


  • VIETARE lo stazionamento prolungato di persone presso l'area identificata intermedia tra l'area mineraria e la stazione termale;
  • DARE ATTO che gli operatori addetti allo stabilimento termale dovranno disporre della misura di protezione ai sensi del Decreto Legislativo 81/2008 e s.m.i. 
  • DI DARE ATTO  che la presente ordinaza, un provvedimento necessario indifferibile, per motivi di tutela della salute pubblica, ha una efficacia temporanea, valida dal 12 luglio 2011 al 29 luglio 2011.


In conclusione credo per il momento quest'ordinanza rappresenti un atto obbligato da strutture superiori, alla luce dei controlli e dei risultati ottenuti dall'ARPACAL. Quello che non capisco è su quali basi scientifiche per prevenire il danno possibile da elevate concentrazioni di idrogeno solforato nell'aria basti una inibizione tra il 12 luglio ed il 29 luglio 2011? Ovviamente chiunque può dire la sua e commentare questo post in modo di arricchirci tutti quanti.

Inoltre a che pro non comunicare ufficialmente la questione alla cittadinanza?


mercoledì 27 luglio 2011

Forse dall'elicottero non si vedeva bene........

Qualche giorno fa il Governatore Scopelliti sorvolava la nostra costa per vedere la situazione "ecologica" del mar tirreno; a fine giro (pagato con le nostre tasse) sempre Scopelliti dice "Il tirreno è pulito".........ma forse dal cielo il marrone si confonde con il blu.
Per caso in una giornata di sole, bellissima, girando con la bici sono capitato nella zona di mare adiacente al campo sportivo di Guardia, ai confini con Fuscaldo; i raggi di sole colpendo la superficie del mare evidenziavano una strana macchia marrone lunga e intensa; ho pensato che fotografandola avrei aiutato il governatore nella sua impresa di controllo delle acque calabresi, e per questo ho deciso di immortalare questo stupendo prodigio della natura.









P.S purtroppo le foto sono state fatte in controluce, ma fidatevi che il colore della "macchia" era marrone


Differenziata: al via la raccolta dati - Avviso Arpacal per tutti i comuni della Calabria


Direttamente dal sito dell'Arpacal (agenzia regionale per la protezione dell'ambiente della Calabria) ecco riportato qui di seguito un importante avviso rivolto a tutte le amministrazioni comunali. In occasione della raccolta dati sull'andamento della raccolta differenziata, la direzione dell'Arpacal invita tutti i comuni a fornire entro il 30 settembre i propri dati sull'attività svolta. La cosa importante è che la certificazione Arpacal rappresenta un riconoscimento ufficiale utile alla richiesta di contributi da investire nella raccolta differenziata stessa. Ecco perché segnaliamo questa comunicazione all'amministrazione comunale con il giusto preavviso, in modo che si possano raccogliere e preparare questi dati in tempo, poiché sarebbe un peccato non usufruire di fondi che possono essere utili a migliorare il servizio. 

Avviso a tutti i Comuni della Regione Calabria:
Si ricorda a tutti i Comuni della Regione Calabria di inviare entro la data del 30/09/2011 i dati relativi alla produzione di RU (Rifiuti Urbani) e RD (Raccolta Differenziata) nell’anno 2010, allegando copia della dichiarazione MUD, al seguente indirizzo:


Arpacal
Sezione Regionale Catasto Rifiuti
Via Lungomare Loc. Mosca
88100 Catanzaro

o via mail all’indirizzo
rifiuti@arpacal.it


Si fa presente che i dati elaborati e validati da Arpacal costituiscono fonte ufficiale per l’assegnazione di contributi a favore di comuni e/o raggruppamenti di comuni per interventi di: progettazione e realizzazione di servizi di raccolta differenziata nel rispetto delle norme di riuso, riciclo e recupero dei rifiuti, ai sensi dell’avviso pubblicato dal Dipartimento Politiche dell’Ambiente nel mese di Ottobre 2009.

lunedì 25 luglio 2011

Goletta Verde di Legambiente presenta lo stato di salute del mare e delle coste in Calabria

Riporto in questo post il resoconto di Legambiente riguardo il mare calabrese e noto con piacere che solo due località cosentine vengono riportate (di cui una sola culla costa tirrenica). Tutto questo non giustifica e promuove a pieni voti la situazione del nostro mare comunque che spesso si presenta con la sua tipica schiumetta. Infatti il punto fortemente inquinato segnalato sulla costa tirrenica non dista che una quindicina di km dalle nostre spiaggie. 
Buona lettura




Massima allerta per depurazione, foci e scarichi: ben 20 i punti nella regione risultati fortemente inquinati

Bandiera nera alla Regione Calabria: depurazione insufficiente per oltre il 60% dei cittadini

Calabria al secondo posto della inadempienza depurativa: sono 22 i Comuni calabresi in procedura d'infrazione europea per carenze nella depurazione o nella rete fognaria

Puliti per Decreto: 28,7 km di litorale che fino al 2009 erano interdetti , sono stati riaperti alla balneazione con la nuova normativa 

Goletta Verde, la storica campagna itinerante di Legambiente, che ogni estate vigila sullo stato di salute del mare e dei litorali italiani diffondendo informazione e sensibilizzazione, realizzata anche grazie al contributo del Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati, di Corepla, Consorzio Ecogas e Novamont - presenta a Catanzaro i risultati emersi dalle analisi effettuate lungo le coste della Calabria.
Ad esporre i dati della istantanea scattata dai tecnici di Legambiente sul livello di inquinamento microbiologico delle acque regionali, questa mattina erano presenti Rossella Muroni, direttrice generale di Legambiente, Andrea Dominijanni, segreteria regionale di Legambiente, Francesco Pugliano, assessore Regione Calabria Politiche dell'Ambiente, Sabrina Santagati, direttrice Generale ARPACAL, Wanda Ferro, presidente dell'Amministrazione Provinciale, Antonio Reppucci, Prefetto di Catanzaro, Vincenzo De Luca, direttore marittimo della Capitaneria di porto di Reggio Calabria, Mario Magno, componente Commissione Ambiente Consiglio Regionale, Enzo Ciconte, componente Commissione Sanità Consiglio Regionale.
Goletta Verde, in seguito al lavoro svolto dai biologi di Legambiente, che spostandosi a bordo di un laboratorio mobile, regione per regione, focalizzano le analisi alla ricerca di punti critici quali foci di fiumi e torrenti, canali e scarichi che confluiscono direttamente a mare, espone un quadro quanto mai critico rispetto alla situazione qualitativa delle acque calabresi. Sono 20 le località segnalate per forte livello di inquinamento microbiologico essenzialmente determinato da scarichi abusivi, mancanza o mal funzionamento di impianti di depurazione.
Prelievi effettuati nella città di Catanzaro, in località Catanzaro Lido, precisamente presso la Foce Fiume Fiumarella, hanno rilevato altissimi livelli di inquinamento. Spostandoci nella provincia del capoluogo regionale, i tecnici di Goletta Verde hanno campionato l'acqua proveniente dal depuratore di Sellia, nelle vicinanze della Fiumara ricadente nel comune di Sellia Marina, in località Sena, situata all'altezza di Viale Carraro/Viale Ionio, che ha evidenziato seri problemi di funzionamento, in quanto il risultato delle analisi indicava il punto come fortemente inquinato. Parimenti nel comune di Cropani, nonostante la località campionata di Cropani Marina sia un SIC (Sito di Importanza Comunitaria), il prelievo effettuato presso la Foce Fiume Cropani, è stato classificato come fortemente inquinato.
Tristemente protagonista nella classifica regionale dei punti critici per inquinamento microbiologico è la città di Reggio Calabria, con quattro punti incriminati ricadenti nel proprio territorio comunale e altri cinque nella provincia. Iniziando l'elenco dalla città, il prelievo eseguito presso la fogna del depuratore di Pellaro accanto al Torrente Fiumarella, in località Pellaro, ha riportato altissimi livelli batteriologici ed è stato catalogato come fortemente inquinato. La situazione del Lido Comunale non è affatto migliore dato che il riversamento dello sbocco del tubo proveniente dal Torrente Caserta inquina fortemente le acque del sito, inoltre, a peggiorare il quadro, i nostri tecnici hanno riportato aloni lattiginosi in corrispondenza del tubo e la presenza di ignari bagnanti a circa 100 m a sud della foce. Situazione ancora peggiore nella zona aeroportuale cittadina, dove lo scarico della fogna che confluisce nel Torrente Menga presentava feci in sospensione e livelli batteriologici così elevati da essere difficilmente quantificabili, probabilmente anche a causa dell'inefficienza del depuratore di Ravagnese che risultava non essere allacciato. Stesso contesto inquietante nel lungomare Catona all'incrocio con Via Marra, dove l'enorme tubo di fogna che sbocca in spiaggia, pericolosamente adiacente a lidi pubblici e privati, presentava anch'esso livelli batteriologici talmente superiori alla norma da risultare non quantificabili. Nella provincia reggina le criticità si susseguono: nel comune di Gallico Marina, presso il lungomare cittadino in fondo a Via Marina Arenile, il campionamento eseguito nel Torrente "Galli" dove sbocca il depuratore, ha riportato a sua volta livelli batteriologici così elevati da essere difficilmente quantificabili. Al passaggio dei biologi di Goletta Verde i depuratori non funzionavano correttamente neanche nel comune di Motta San Giovanni, in quanto, le acque campionate in località Lazzaro, presso lo scarico dell'impianto 300 mt. a nord del Lungomare Cicerone, sono risultate fortemente inquinate. Ancora guai a Villa San Giovanni, in località Cannitello, lo scarico del depuratore presso il Lungomare Cènide inquina talmente le acque da rendere i livelli batteriologici presenti nelle acque campionate così elevati da essere difficilmente quantificabili. Sempre in provincia di Reggio Calabria, a Gioia Tauro, in località Pineta, il prelievo realizzato presso Foce Fiume Petrace è risultato fortemente inquinato. Non diversa è la condizione della Foce Fiume Mesima nel comune di San Ferdinando: i risultati delle analisi evidenziano acque fortemente inquinate.

Nella provincia di Cosenza, la Foce Torrente Coriglianeto, ricadente nel territorio comunale di Corigliano Calabro, in località Marina di Schiavonea, è risultata fortemente inquinata, stesso scenario a Paola: la Foce del Torrente S.Francesco che insiste nel lungomare Charitas ha evidenziato alti livelli di inquinamento.

Spostandoci in provincia di Vibo Valentia il quadro è molto simile. Il comune di Ricadi è stato segnalato per due punti fortemente inquinati: il primo, in località Torre Ruffa - Contrada Biluscia, campionato nella Fiumara Ruffa e il secondo a Santa Domenica, dove il riversamento in mare dello scarico della Fiumara, precisamente nella spiaggia in fondo a Contrada Brace rende le acque fortemente inquinate. Nella stessa provincia, anche il prelievo effettuato nel comune di Bivona, presso la Foce Torrente Sant'Anna, in Via del Pescatore, ha evidenziato acque fortemente inquinate.

La Foce Fiume Esaro, che insiste nella città di Crotone, è stata esaminata analizzando il campionamento compiuto vicino al molo cittadino, in Via Botteghelle, nelle vicinanze dell'incrocio con Via Leonardo da Vinci, ha evidenziato livelli batteriologici così elevati da essere difficilmente quantificabili. Anche il famoso comune di Isola di Capo Rizzuto, in provincia di Crotone, rientra nella lista di punti critici regionali fortemente inquinati. In località Le Castella, segnaliamo la presenza di un canale che scarica direttamente in mare sulla spiaggia principale. Nonostante ciò, i biologi di Goletta Verde hanno riportato un'altissima concentrazione di bagnanti e soprattutto di bambini che utilizzano l'acqua di scarico per giocare. La situazione del sito merita particolare attenzione ed urgenti contromisure anche viste le segnalazioni raccolte sul posto dai nostri tecnici che raccontano di casi di infezioni cutanee probabilmente collegabili allo scarico. Ancora nella provincia di Crotone, nel comune di Strongoli, esattamente in località Fasana, la Foce del Fiume Neto è stata classificata come fortemente inquinata.

"I risultati riportati dalle analisi di Goletta Verde purtroppo non ci sorprendono - esordisce Andrea Dominijanni, segreteria regionale di Legambiente. Il deficit depurativo in Calabria è una triste realtà contro la quale ci battiamo da anni. Dei circa 700 impianti tra grandi medi e piccoli, sparsi in tutta la Calabria, la maggior parte non funziona o funziona male, con il risultato che oltre il 62% dei cittadini non è servito da un sistema efficiente di smaltimento dei reflui. Nonostante le ripetute segnalazioni, i sequestri, i dieci anni di gestione straordinaria e centinaia di milioni di euro stanziati per mettere a norma impianti guasti o ripristinare quelli in stato di totale abbandono, la situazione non fa altro che peggiorare. Per la pigrizia con la quale viene gestito questo problema la Goletta Verde assegna la bandiera nera alla Regione Calabria per l'allarme depurazione. Già a marzo - ricorda Dominijanni - abbiamo sollevato la grave situazione proponendo una task force regionale in grado di supportare tecnicamente, controllare e verificare la programmazione degli investimenti proprio per prevenire il disastro estivo. Tutto questo, come si legge tutti i giorni dai giornali, non è avvenuto. Chiediamo, dunque, ancora una volta alle autorità competenti regionali e a tutti gli enti preposti di adoperarsi per cambiare questa situazione che rischia di svantaggiare doppiamente i cittadini sia sotto il profilo economico che per quanto concerne la qualità della vita e la fruizione del patrimonio naturale regionale."

"La situazione calabrese riflette purtroppo un'emergenza nazionale - dichiara Rossella Muroni, Direttrice Generale Legambiente. La mancata depurazione e l'inadeguatezza delle strutture esistenti per il trattamento delle acque reflue rappresentano una nota dolente riguardo la qualità delle acque nel nostro paese. E' dal 1998 che l'Italia avrebbe dovuto mettersi in regola con i sistemi di depurazione delle acque reflue, come richiede la Direttiva Europea 1991/271/CE ma, ad oggi, la copertura del servizio in Italia arriva appena al 70,4%, lasciando una ampia parte della popolazione sprovvista di sistemi adeguati di trattamento delle acque. Il termine ultimo per adeguarsi - continua Muroni - era stato fissato a fine Dicembre 2005, ma a molti anni di distanza, il "Belpaese" si ritrova con un sistema ancora deficitario e con l'ennesima procedura d'infrazione aperta a suo carico dalla Commissione Europea. Secondo quanto riportato dalla gazzetta Ufficiale del 29 gennaio 2011, sono 168 i Comuni che non si sono ancora conformati alla direttiva europea per il corretto ed efficiente trattamento dei reflui urbani. In particolare, ci sono 22 comuni calabresi che rientrano in questa lista, la regione Calabria infatti, si pone al secondo posto insieme alla Campania, nella classifica dei Comuni inadempienti. Oltre il danno economico dovuto all'infrazione, ci sono poi le gravi conseguenze ambientali e sanitarie. E' inconcepibile che un paese come il nostro verta in una simile situazione,- conclude la Muroni - occorrono provvedimenti immediati che diano risposte adeguate ai dettami della Direttiva 271 al fine di prevenire il deferimento alla Corte di Giustizia Europea, che rappresenterebbe l'ennesima onta commessa ai danni dell'ambiente e della credibilità internazionale del nostro Paese".

Nel 2010 ben 18 i chilometri di costa (17.982 metri per la precisione), temporaneamente vietati alla balneazione secondo l'articolo 6 del DPR 470/82 sulla base delle analisi del 2009, (Deliberazione Giunta Regionale 177 del 03/03/2010), sono stati riaperti alla balneazione in giugno (Del. GR 479 del 28/06/2010), in seguito a nuove analisi condotte da aprile e seguendo i principi della nuova normativa vigente che prevede parametri molto più permissivi rispetto a quella precedente. In particolare, sono stati completamente riaperte le aree temporaneamente non idonee in provincia di Reggio Calabria (6,5 km), in provincia di Vibo Valentia (760 metri), in provincia di Catanzaro (692 metri) e in provincia di Crotone (2,7 km). In provincia di Cosenza sono stati riaperti 7,3 km di costa, lasciando 4.151 metri temporaneamente vietati alla balneazione. Nel 2011, l'effetto del cambio di normativa nazionale sulla balneazione si è fatto ulteriormente sentire. In totale, in tutta la Calabria sono state riaperte 42 aree che nel 2010 erano vietate alla balneazione, per un totale di 28,7 km. Nella sola provincia di Cosenza sono stati riaperti "per legge" ben 34 tratti di costa per oltre 21,2 km.

Quest'anno il Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati è Main Partner principale della storica campagna estiva di Legambiente. "La difesa dell'ambiente, e del mare in particolare, rappresenta uno dei capisaldi della nostra azione", spiega il presidente del COOU Paolo Tomasi. L'olio usato è ciò che si recupera alla fine del ciclo di vita dei lubrificanti nei macchinari industriali, ma anche nelle automobili, nelle barche e nei mezzi agricoli di ciascun cittadino. "Se eliminato in modo scorretto - continua Tomasi - questo rifiuto pericoloso può danneggiare l'ambiente in modo gravissimo: 4 chili di olio usato, il cambio di un'auto, se versati in mare inquinano una superficie grande come un campo di calcio". A contatto con l'acqua, l'olio lubrificante usato crea una patina sottile che impedisce alla flora e alla fauna sottostante di respirare. Lo scorso anno in Calabria il Consorzio ha raccolto 2.672 tonnellate di oli lubrificanti usati: 974 nella provincia di Catanzaro, 940 a Cosenza, 379 a Reggio Calabria, 218 a Crotone e 161 a Vibo Valentia.


Il Monitoraggio scientifico
I prelievi alla base delle nostre considerazioni, vengono eseguiti dalla squadra di tecnici di Legambiente, l'altra anima della Goletta Verde, che viaggia via terra a bordo di un laboratorio mobile grazie al quale è possibile effettuare le analisi chimiche direttamente in situ con l'ausilio di strumentazione da campo. I campioni per le analisi microbiologiche sono prelevati in barattoli sterili e conservati in frigorifero, fino al momento dell'analisi, che avviene nei laboratori mobili lo stesso giorno di campionamento o comunque entro le 24 ore dal prelievo. I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali, escherichia coli) e chimico-fisici (temperatura dell'acqua, pH, ossigeno disciolto, conducibilità / salinità).


I PUNTI CRITICI DELLA CALABRIA
PROVINCIA
COMUNE
LOCALITÀ
PUNTO DI PRELIEVO
GIUDIZIO
CS


Corigliano Calabro
Marina Schiavonea
Foce Torrente Coriglianeto
Fortemente inquinato
CS

Paola
Lungomare Paola
Foce Torrente S.Francesco - lungomare Charitas
Fortemente inquinato
RC
Motta San Giovanni
Lazzaro
Scarico del depuratore 300 mt. a nord del Lungomare Cicerone
Fortemente inquinato
RC
Reggio di Calabria
Pellaro
Fogna del depuratore di Pellaro accanto al Torrente Fiumarella
Fortemente inquinato
RC
Reggio di Calabria
Reggio di Calabria
lido Comunale (lato dx fronte mare)
Fortemente inquinato
RC
Reggio di Calabria
Reggio di Calabria
Sbocco tubo dal Torrente Caserta
Fortemente inquinato
RC
Reggio di Calabria
Reggio di Calabria
Zona  sud aeroporto
Fortemente inquinato
RC
Gallico Marina
Gallico Marina
Torrente "Galli" dove sbocca il depuratore - lungomare lato nord
Fortemente inquinato
RC
Reggio di Calabria
Catona
Tubo di fogna che sbocca in spiaggia
Fortemente inquinato
RC
Villa San Giovanni
Cannitello
Scarico depuratore - Lungomare Cènide
Fortemente inquinato
RC
Gioia Tauro
Pineta
Foce Fiume Petrace
Fortemente inquinato
RC
San Ferdinando
San Ferdinando
Foce Fiume Mesima
Fortemente inquinato
VV
Ricadi
Torre Ruffa - Contrada Biluscia
Fiumara Ruffa
Fortemente inquinato
VV
Ricadi
Santa Domenica
a circa 500 m dallo scolo del Torrente Arbone di Formicoli
Fortemente inquinato
VV
Bivona
Bivona
Foce Torrente Sant'Anna, Via del Pescatore
Fortemente inquinato
CZ
Catanzaro
Catanzaro Lido
Foce Fiume Fiumarella
Fortemente inquinato
CZ
Sellia Marina
Sena
Fiumara altezza Viale Carraro/Viale Ionio
Fortemente inquinato
CZ
Cropani
Cropani Marina
Foce Fiume Cropani
Fortemente inquinato
KR
Crotone
Crotone
Foce Fiume Esaro
Fortemente inquinato
KR
Isola di Capo Riizzuto
Le Castella
Scarico a mare
Fortemente inquinato
KR
Strongoli
Fasana
Foce Fiume Neto
Fortemente inquinato

LEGENDA 

Facendo riferimento ai valori limite previsti dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) i giudizi si esprimono sulla base dello schema seguente:
  • INQUINATO = Enterococchi intestinali maggiori di 200 UFC/100 ml e/o Escherichia Coli maggiori di 500 UFC/100ml

  • FORTEMENTE INQUINATO = Enterococchi intestinali maggiori di 400 UFC/100 ml e/o Escherica Coli maggiori di 1000 UFC/100 ml

'Bivio delle Terme' ... è nato un albero ...


L'amministrazione comunale di Acquappesa in seguito alle numerose polemiche e denunce seguite al taglio indiscriminato degli alberi siti nella piazzola del cosiddetto "Bivio delle Terme" (leggi il post precedente) ha attuato una "riforestazione" della piazzola, ben accolta da più parti. La scongiurata tabella pubblicitaria per il momento non si vede! Dimostrandosi per il momento  una bufala la notizia circolata in passato.
Il taglio degli alberi decennali un tempo presenti nel sito aveva dato la scintilla iniziale per un flame fra le attuali maggioranza ed opposizione, scatenando un balletto di denunce, esposti, articoli di giornale, nonché l'attenzione di blog come questo. Contemporaneamente c'è stato un balletto delle responsabilità che saltellando di qua e di là alla fine non ha lasciato capire con nitidezza chi ha sbagliato e la tecnica dello "scarica barile" sembra avere funzionato.

Dal mio punto di vista un nuovo intervento, di riqualificazione questa volta, era necessario nella piazzola, oltre che per motivi urbanistici ed ambientali, anche solo per il decoro dell'occhio al passaggio. Tuttavia il risultato dell'opera di rinverdimento al momento mi sembra come un'accozzaglia di specie vegetali che mai nulla potrà contro la maestosità dei pini precedenti, inoltre il palo continua ad essere il protagonista del panorama per il momento (finchè l'abero centrale non crescerà abbastanza, cioè più anni!). Certo meglio così che con la terra bruciata. Spero che il verde nella piazzola al più presto rinvigorisca e ci aiuti  piano piano a dimenticare i vecchi pini, anche se personalmente a me sembra una soluzione provvisoria. Solo  con il passare del tempo vedremo come andrà a finire!
STAY TUNED!!! (Che per i più vuol dire 'Rimanete connessi!!!'



Photo by 3C 

Photo by 3C

venerdì 22 luglio 2011

Il WI-FI pubblico di Guardia Piemontese: ma come funziona?

Di solito, cosi vuole il marketing politico, se una lista attua un punto del programma lo deve pubblicizzare, in modo che gli elettori possano dire "l'hanno fatto"
A Guardia hanno messo il WI-FI pubblico, ma lo si è scoperto per caso; nessuna comunicazione ufficiale è stata fatta, ne un manifesto, ne un annuncio, ne un aggiornamento sul sito del comune.
La situazione al momento è questa: c'è la linea (il segnale è buono) ma non ci si riesce a connettere, e nessuno sa dirne i motivi. Bisogna registrarsi al comune? bisogna cambiare le impostazione del proprio computer? non si sa, gli unici che parlano sono quelli di radio marciapiede, ma per sentito dire e per "io ho fatto cosi".
Sarebbe utile che una nota ufficiale del comune ci spiegasse come fare per connettersi, magari attraverso il proprio sito internet; ma se ti colleghi sul sito vedi che l'ultimo aggiornamento risale al 14 maggio. Non dico che il sito è l'unico mezzo di comunicazione, ma forse è quello più immediato per le comunicazioni.
Comunque facciamo finta che il WI-FI ancora con è stato attivato, e che il comune ci chiede dei consigli su come impostarlo; noi di avanguardialab daremmo questi consigli:



  • Il WI-FI totalmente libero non è una cosa buona in termini di sicurezza; andrebbero registrati i mac address dei computer, o bisognerebbe registrare gli utenti che si connettono alla "rete pubblica". Questo per evitare che attraverso la "rete pubblica" si possano commettere dei cyber-reati (attacchi hacker ad altri siti)
  • Limitare l'accesso a siti che necessitano di una "grossa banda", ad esempio youtube, megavideo, e tutti i siti di video in streaming. Questi siti rallentano la connessione della rete, e non permetterebbero di far navigare "decentemente" tutti gli utenti.
  • Creare una sezione del sito istituzionale dedicata ai "problemi" della rete pubblica, in modo la soluzione è sempre alla portata di mano


Questi sono i nostri consigli, siamo disposti a fare da "comunicatori" anzi da "amplificatori" delle comunicazioni del comune, basta solo che ci informate per tempo delle cose.....per esempio iniziando ad aggiornare quotidianamente il sito istituzionale.



Se avremo altre informazioni a riguardo, le daremo su questo blog. Stay tuned ;)

martedì 19 luglio 2011

Non-Luoghi: Area Panoramica "Palmentello"




Ecco un altro posto per la serie dei non luoghi legati in qualche modo al territorio cui il nostro blog principalmente si riferisce. Sia chiaro che questo sito/blog non è schierato con nessuna forza politica di maggioranza o di opposizione dei comuni toccati. L'area di cui voglio parlarvi oggi ricade nel territorio del comune di Acquappesa, comune limitrofo con il quale Guardia Piemontese "condivide" spazi e luoghi per via della conformazione fisica del territorio. La linea guida dei miei post sui non luoghi è la casualità con cui sono capitato nei miei posti preferiti della zona, posti che amo molto e che odio vedere in condizioni di degrado. Quindi siamo ben lontani dal parlare di Acquappesa per diletto ed i non luoghi guardioli arriveranno nelle prossime settimane, che ovviamente non mancano. 

L'area panoramica del Palmentello è posizionata in modo tale da offrire una panoramica sulla costa guardiola e dall'altra parte  sulla spiaggia un tempo nota nello slang locale come 'I 100 scalini', in virtù dei circa cento scalini in cemento che un tempo portavano giù a mare. Oggi dei "ciantu scaluni"  rimane nulla o poco a causa dell'erosione marina e del dissesto idrogeologico. Ahimè, con gli scalini man mano sta scomparendo anche il nomignolo della spiaggia nella memoria comune, a vantaggio  della ben più nota locuzione "Spiaggia dei R********i", un nome discriminante che evidenzia come l'inaccessibilità della spiaggia da parte dell'utenza media, ha fatto si che nell'immaginario collettivo si sia creata questa figurazione. Personalmente mi sento di sfatare questo falso mito, ma non posso nemmeno negare di aver trovato più volte persone che prendono il sole integralmente: una spiaggia naturista ben venga, ma che sia ufficiale e dichiarata! 

Le viste e le prospettive dall'area panoramica sono spettacolari, come ben si vede dalle foto in questo post. E' un area rilassante, dove è splendido ritrovarsi a guardare il tramonto o a respirare un po di aria fresca al primo mattino. Quando la zona fu messa a posto ed illuminata ne fui entusiasta, purtroppo come ogni altra cosa in questa terra calabra, sin da subito ebbi la paura che con il tempo si sarebbe arrivati allo stato attuale delle cose. Nemmeno la vicinanza del popoloso villaggio di 'Santa Rosalia' ha cambiato le cose. Credo che complice di tanto oblio sia stata la mancanza delle strutture, da un chiosco di bibite e gelati ad un bagno chimico ma anche a delle panchine. Sarebbe stato bello organizzare qualche manifestazione come una mostra di quadri ad esempio, o un punto di ritrovo per artisti di strada, o allestire un mercatino settimanale serale.  La famosissima emittente locale 'Radio Marciapiede', che tutto sa e nulla sa, fece girare dei nomi (che non sto qua a riportare in quanto voci prive di fondamenti) riguardo la licenza rilasciata per questo non luogo. Sarei felice se qualcuno informato sui fatti, magari un rappresentate dell'amministrazione di Acquappesa, partecipasse al dibattito su questo blog, contribuendo alla ricerca di una verità sulla causa dello stato attuale delle cose e della storia di questa nicchia di costa tirrenica cosentina. Credo che sia un diritto di tutti gli italiani potersi esprimere su un qualsiasi luogo del territorio italiano e che ciò non sia solo un'esclusiva dei residenti del luogo. A maggior ragione una zona turistica, cioè predisposta ad accogliere persone dalla più disparata provenienza, deve essere soggetta alle critiche/apprezzamenti ed aperta al confronto su tematiche e problematiche del proprio territorio. Se qualcuno non è d'accordo credo allora che la sua alternativa sia quella di lottare per eliminare lo status di zona turistica alla propria area, evitando di cercare persone cui offrire case in affitto e ritirarsi ad una tranquilla vita paesana, come un qualunque abitante di Macondo

Abbandonata a se stessa ed alla gente incivile ovviamente (sempre presenti... la madre dei deficienti è sempre  gravida!), la zona panoramica si ritrova con vari  lampioni  rotti; c'è chi ha semplicemente spaccato i lampioni e chi si è portato le lampadine a casa (in questo secondo caso li reputo un po meno stupidi e più intelligenti). L'erba è alta e in alcuni casi ha perforato l'asfalto ed ha cominciato quel processo naturale di usura delle cose che nel lunghissimo tempo restituirà alla natura il proprio ruolo predominante. Sono presenti piccoli smottamenti che in certi casi potrebbero anche risultare pericolosi se qualcuno si trovasse in quel posto d'inverno.

Attualmente durante le mie passeggiate a piedi Guardia Piemontese - Intavolata mi capita di passare dalla panoramica (unica alternativa al passare nella galleria della SS18), provo una forte sensazione di disagio per la paura di essere scambiato per uno dei tanti guardoni che ormai sono territoriali del luogo. In particolare a causa di alcuni lavori (certo non di recupero della zona) è stata cacciata la catena che impediva l'acceso alle auto, di conseguenza con un tempismo eccezionale la zona è diventata punto di imbosco per amanti della costa: mi è capitato proprio qualche settimana fa di trovare una coppia di amanti clandestini alle 7:30 di mattina!!! Come corollario vi è un punto di accumulo di rifiuti dell'amore che rende ancora più squallido un posto che poteva essere un luogo ideale di un piccolo business per qualche disoccupato. 
E qua mi chiedo... per caso la concessione per quella zona fu ottenuta  da qualcuno che già ha un'attività per  realizzarci una succursale e, quindi, sommerso dal già tanto lavoro, non ha provveduto a sfruttare l'ennesima possibilità di guadagno?
Spero che qualcuno possa contribuire al dialogo costruttivo e non alla sola critica attaccandosi magari ad una singola frase da me scritta, alla mia non residenza nel comune di Acquappesa (del resto non sono residente nemmeno nel comune di Guardia Piemontese... a furor di cronaca!!!).

Buona estate!