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martedì 28 giugno 2011

I "Poveri Cristi" della band Brunori sas in giro per l'Italia lasciano il segno

Il giovane Mario”, “Fra un milione di stelle”, “Una domenica notte”: così esordisce la scaletta dei “dipendenti” della ditta Brunori sas sbarcati alla Fnac di Torino per la festa della musica. Ironia, dolcezza, un velo di malinconia che sfugge ma colpisce, gli ingredienti sono semplici e “di tutti” come i testi dell'album “Poveri Cristi” che parlano di una quotidianità che ci vede indistintamente protagonisti di una scena che si ripropone ogni giorno, la vita.
Ci aveva già stregato con il "Volume 1" regalandoci ricordi di un'adolescenza fatta di partite a pallone, estati passate in spiaggia ai falò, di ricordi lontani ma sempre molto attuali, calati in un'atmosfera tutta meridionale. Canzoni dirette, accompagnate da sonorità un po' retrò, nate dalla penna di Dario in un periodo particolare della sua vita, con quell'approccio spontaneo e non indirizzato al grande “debutto”; oggi inaspettatamente tormentone per molti. Ma torniamo a quella giornata in quel di Torino: è tutto pronto, l'atmosfera si scalda, il pubblico prende posto e attende che la band salga sul piccolo palco allestito per l'occasione. Pochi convenevoli, le prime note iniziano a deliziare le orecchie degli spettatori all'inizio un po' timidi e curiosi.

Tra una battuta e l'altra si entra nel vivo del concerto, l'impressione è quella di ascoltare canzoni fatte di storie vissute e con un arrangiamento molto curato, che ricorda gli anni Ottanta. La simpatia di Dario fa sentire tutti a casa, nell'aria risuonano risate, allegria e voglia di musica autoriale, musica che parla di avventure comuni e progetti da realizzare, ma anche di emigrazione. Batteria, tastiera, sax, clarinetto, chitarra e sonagli accompagnano le dolci sfumature del cantastorie Brunori che oscilla tra il romanticismo e la spensieratezza. Gran finale con un bis che non si nega a nessun pubblico: Guardia '82! Richiesto a gran voce dai più nostalgici e dai più affezionati alle radici della propria terra. La soddisfazione rimbomba tra le pareti della Fnac, clamori e riconoscimenti per la Brunori sas che saluta con un arrivederci la "piazza" torinese. Poi ecco la fila per gli autografi e qualche pacca sulla spalla da amici presenti alla grande performance. “Poveri Cristi” fa il giro dello stivale, da un fnac all'altra, da una piazza a un locale ad un salotto, non è ancora un disco conosciuto ma già tutti lo cantano, come mai? E' la bellezza delle cose genuine che rimane impressa. La chiave è rimanere se stessi, con le proprie gioie, i propri dolori, insicurezze e spavalderie. Brunori sas racchiude tutto questo.