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lunedì 25 luglio 2011

'Bivio delle Terme' ... è nato un albero ...


L'amministrazione comunale di Acquappesa in seguito alle numerose polemiche e denunce seguite al taglio indiscriminato degli alberi siti nella piazzola del cosiddetto "Bivio delle Terme" (leggi il post precedente) ha attuato una "riforestazione" della piazzola, ben accolta da più parti. La scongiurata tabella pubblicitaria per il momento non si vede! Dimostrandosi per il momento  una bufala la notizia circolata in passato.
Il taglio degli alberi decennali un tempo presenti nel sito aveva dato la scintilla iniziale per un flame fra le attuali maggioranza ed opposizione, scatenando un balletto di denunce, esposti, articoli di giornale, nonché l'attenzione di blog come questo. Contemporaneamente c'è stato un balletto delle responsabilità che saltellando di qua e di là alla fine non ha lasciato capire con nitidezza chi ha sbagliato e la tecnica dello "scarica barile" sembra avere funzionato.

Dal mio punto di vista un nuovo intervento, di riqualificazione questa volta, era necessario nella piazzola, oltre che per motivi urbanistici ed ambientali, anche solo per il decoro dell'occhio al passaggio. Tuttavia il risultato dell'opera di rinverdimento al momento mi sembra come un'accozzaglia di specie vegetali che mai nulla potrà contro la maestosità dei pini precedenti, inoltre il palo continua ad essere il protagonista del panorama per il momento (finchè l'abero centrale non crescerà abbastanza, cioè più anni!). Certo meglio così che con la terra bruciata. Spero che il verde nella piazzola al più presto rinvigorisca e ci aiuti  piano piano a dimenticare i vecchi pini, anche se personalmente a me sembra una soluzione provvisoria. Solo  con il passare del tempo vedremo come andrà a finire!
STAY TUNED!!! (Che per i più vuol dire 'Rimanete connessi!!!'



Photo by 3C 

Photo by 3C

lunedì 4 luglio 2011

Non-Luoghi: "Percorso Ecologioco" Terme Luigiane

In passato, agli albori di questo blog, avevo già parlato del "percorso ecologico" (più famoso come "Passeggiata ecologica") situato proprio vicino le sorgenti termali delle Terme Luigiane. Oggi voglio parlare di questo posto per il non luogo che attualmente rappresenta, abbandonato a se stesso, un non luogo anche per gli animali a questo punto. Potrebbe celarsi un amore estremo per la natura selvaggia dietro un tale abbandono, come un mio amico mi ha fatto notare, ma purtroppo la mancanza di prese di posizioni ed il compimento di determinati atti (vedi il taglio degli alberi del "Bivio delle Terme") mi confermano la tesi del ben più comune e normale abbandono. Certamente nell'arco del territorio l'amministrazione di Acquappesa ha problemi ben più grossi e complicati del mantenere in ordine e pulita un area verde, ma credo che proprio in virtù di questa presunta facilità non sia giustificabile tale abbandono, soprattutto alla luce dei vari LSU presenti nel comprensorio. L'unica cosa che un comune ci può guadagnare da una zona abbandonata a se stessa è solo una cattiva immagine per se e per tutti quelli che tacitamente acconsentono con spirito d'accettazione tipico dei martiri, ahimè molto diffuso nella nostra regione.
Nell'articolo precedente che trovate a questo link, sommariamente si parlava di quello che potrebbe essere e diventare il percorso ecologico. Percorso che sin dalla sua 'creazione' è stato subito relegato ad area passeggiata e picnic, tralasciando tutte le altre potenzialità: dal laboratorio didattico all'aperto alla funzione di spazio di educazione ambientale e di sensibilizzazione della cittadinanza, alla realizzazione di strutture prefabbricate (quindi rimovibili e non perenni) che avrebbero potuto sostenere le varie attività, a partire dai servizi igienici (anche solo un bagno chimico ad esempio). Appena entrati nel percorso sulla sinistra, dietro la fitta vegetazione si accede a quelli che un tempo erano gli spazi destinati allo storico locale all'aperto del passato 'Onda Verde', un posto molto bello immerso nella natura, di cui esistono molti ricordi nella mente di chi ha vissuto il glorioso passato delle 'Terme Luigiane'. Un trapassato prossimo in cui anche le strutture del complesso termali erano competitive a livello nazionale ed internazionale, non solo le acque sulfuree in se!
Dopo un periodo di gestione del percorso da parte di terzi, durante il quale il percorso veniva curato, ci ritroviamo con uno scenario degradante. Ma ciò che rende degradante la situazione sono i residui di una presenza antropica, che con le sue panchine marcite trasforma un luogo naturale in un non-luogo innaturale, come se fossimo in una zona utilizzata nel secolo passato, ora abbandonata. Se proprio non si vuole o non si può far funzionare il progetto del percorso ecologico, credo che la cosa migliore sia eliminare totalmente i residui di origine antropica, restituendo alla natura ciò che gli fu preso (seppur senza avergli arrecato un danno permanente, è sempre uno spazio preso in prestito dalla 'Natura'). Ed ecco che senza il riferimento di un tavolo o di un barbecue in pietra l'erba non sarà più alta, senza il cemento dell'ex onda verde la Natura sarà felice di invadere e stabilirsi là dove un tempo la sua macchia mediterranea ballava sospinta dai venti provenienti dalla 'Timpa del Diavolo'.

Quello che mi fa ancora più rabbia, come ho potuto osservare per le spiagge di Guardia Piemontese, è il comportamento delle persone, turisti e non, che davanti all'incuria di chi è tenuto a mantenere in ordine la zona risponde da parte sua lasciando spazzatura qua e là, per la serie '#colpodigrazia!'.

Eppure un percorso ecologico con tutte le funzioni annesse portrebbe essere fonte di lavoro per qualcuno, se si pensa che una buona parte dei giovani della zona, anche con qualifiche, sono costretti a fare i soliti lavori stagionali magari in nero, sottopagati, senza ottenere nemmeno lo status di disoccupato ma di inoccupati.

Concludo invitando chiunque voglia dire qualcosa a scrivere, scrivere, scrivere. Ci piacerebbe sapere qualcosa in più del passato? Qualcuno vuole raccontarci la vera storia dell'Onda Verde? Perché fu chiuso ed abbandonato? Qualcuno sa perchè il 'Sentiero Ecologico' è in queste condizioni? Bene scriveteci subito avanguardialab@gmail.com

Per il momento non ci resta che guardare le foto qui di seguito scattate il 21 giugno 2011


giovedì 16 giugno 2011

L'estate è alle porte... le vogliamo aprire!?



Inizia a rilento l’opera di turnover estivo dei servizi sul medio tirreno cosentino da parte degli enti preposti al mantenimento in efficienza delle infrastrutture e alla vivibilità dei siti ricettivi. All’imbocco della stagione balneare, motore pressoché unico dell’economia locale, gli interventi sembrano latitare su tutta una serie di problematiche che si ripresentano anno dopo anno e su cui manca il controllo, si tamburellano le responsabilità, il sollevare la questione spesso genera fastidio e il paventare eventuali risoluzioni appare un’indebita ingerenza. La gente lamenta diversi disagi: camions che sfrecciano la notte come se fossero in autostrada sulla SS18, accodandosi pericolosamente, alzando i fari e suonando le trombe a qualunque automezzo che si ostini a rispettare i limiti di velocità e che quindi li ostacola, i limiti delle sedi stradali sovente sono invasi di vegetazione, rendendo difficoltosa la visibilità nei bivii e nelle strade interne. E’ tutto un coro di lamentele inoltre, nei diversi paesi, sull’opera prestata dai cosiddetti “socialmente utili” che , a detta di molti, si limitano spesso alla “simulazione“del lavoro loro assegnatogli, non si capisce chi li coordina e, fatto stà che li si vede spesso in gruppi più o meno numerosi e variamente operosi ai lati delle strade, col passare delle ore sempre stabili negli stessi posti. E intanto le spiagge in molti tratti non sono state pulite e livellate, e le zanzare tigre prolificano malgrado le disinfezioni che si sono viste, anche nelle piscine che molti esercenti durante l’inverno a tutt’oggi non hanno mai svuotato. Particolarmente pernicioso è il fiorire, ai lati delle carreggiate anche nei pressi degli abitati, di innumerevoli carcasse di animali investiti in decomposizione che non vengono mai rimosse, malgrado l’ASP pare abbia dato da tempo l’appalto ad una ditta che non si è mai vista. I paesi con la raccolta differenziata porta a porta sono pressoché privi di cestini della carta straccia, poiché la responsabilità del loro svuotamento quotidiano, si dice, verrebbe palleggiato tra gli addetti alla nettezza urbana, già abbastanza oberati di loro e gli LSU che a quanto pare si rifiuterebbero, e nessuno si prende la briga di deliberare, e intanto si usano fioriere, portaombrelli, buchi nei muri, con i risultati che tutti immaginano e vedono. Questi e altri piccoli e grandi problemi non contribuiscono al tanto paventato “rilancio” del turismo, manca un coordinamento visibile, manca essenzialmente l’attribuzione di responsabilità, soprattutto di questo si lamenta la gente.

martedì 31 maggio 2011

Là dove c'era l'erba ora c'è...


Chi vive a Guardia Piemontese piuttosto che ad Acquappesa ha sentito ben parlare del 'fattaccio del Bivio delle Terme' e del relativo abbattimento di questi due splendidi esemplari di Pini: uno cresciuto un pò male ma entrambi in buona salute, per quanto mi riguarda nella non mi pare sia arrivata la Processionaria, la terribile 'malattia' che nell'entroterra silano costituisce una piaga tuttora aperta; nè tantomeno mi sembrava così pericoloso l'esemplare che nella foto vediamo inclinato. 

Il genere Pynus è caratterizzato un un legno resistente e con un duramen ben differenziato che riduce drasticamente le possibilità che l'albero collassi o si lasci spezzare dal vento. Si tratta di un genere appartenente alle Spermatofite, un gruppo sistematico di piante che denota una crescita lenta ma costante nel tempo, fino ad arrivare  a circa 25 metri nel caso del Pino (Pinus pinea) e creare delle vaste zone d'ombra e frescura per via della sua pittoresca forma ad ombrello.

I due pini del 'Bivio delle Terme' (termine coniato dagli abitanti di Guardia) rappresentavano un'oasi di fresco in una zona che, oltre l'umidità del fiume bagni non offre niente, se si considera che la zona ripariale del fiume non è accessibile in nessun modo, non è bonificata e non prevede l'accesso delle persone. Per chi nei giorni d'estate si è mai spostato a piedi lungo la 'Strada delle Terme', l'oasi del bivio era una sosta forzata, per godere della brezza come solo all'ombra si può, per prendere fiato e poi continure alla volta delle terme o in direzione scoglio, a seconda della provenienza.

AvanGuardiaLab ed i sostenitori hanno chiesto spiegazioni in forma ufficiale all'amministrazione comunale di Acquappesa la quale ha preferito rispondere in forma privata e non ufficiale, usufruendo così della legge sulla privacy che tutela le corrispodenze private.
Per sommi capi ci è stato detto che l'amministrazione non era informata e che non è stato autorizzato nessun taglio, ma solo una potatura, nei confronti dell'albero cresciuto male (indicato anche diversamente abile). Quindi forse molto probabilmente l'operaio mentre tentava di accendersi una sigaretta con l'altra mano o sorseggiava una meritata Dreher avrà perso il controllo della motosega... poco plausibile la cosa!!!

Quando un albero viene abbattuto così senza un motivo apparente la rabbia è tanta poichè le piante sono essere viventi indifesi, davanti ad uno stupro del genere chi  ama la natura e rispetta le creature viventi non può che provare un dolore immenso.
Infatti, in seguito alla diffusione della notizia del taglio per passaparola mediatico e dopo la diffusione delle foto, sono piovuti decine e decine di commenti e tanta rabbia. In un articolo su un noto quotidano calabrese l'ex assessore Trotta (attualmente nelle file della minoranza)  chiede spiegazioni direttamente al primo cittadino, spiegando che lui è sempre stato contrario anche al taglio del solo albero diversamente abile. Inoltre da quando emerge dalle parole del consigliere di minoranza e da testimonianze sul territorio il comune di Acquappesa non è nuovo in queste operazioni e diversi alberi, anche ultracinquantenari, sono scomparsi nel nulla. Proprio ieri sulle pagine del 'Quotidiano della Calabria' l'opposizione di continua a chiedere spiegazioni all'amministrazione comunale, ma ancora non si hanno notizie certe.

Sicuramente il comune ed i cittadini di Acquappesa hanno subito un danno, ed io dico non solo Acquappesa, in quanto l'oasi del 'Bivio delle Terme' apparteneva a quella parte di territorio che viene condiviso attivamente con i cittadini di Guardia Piemontese e che quotidianamente si trovano a passare da quella strada, anche solo per passeggio. Non ci resta che sperare di non assistere ad altre dimostrazioni di disprezzo nei confronti della natura e dell'ambiente, ed augurarci che siano accertate le responsabilità. Vi sembra troppo per un 'semplice' taglio di alberi? Io non credo!!!