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mercoledì 3 agosto 2011

Il San Francesco chiude... 30 persone a casa!



La storia è complicata, non ha certezze, attendiamo ufficialità, e intanto facciamo ipotesi. Iniziamo dal principio.

Giorni fa su questo blog è stata pubblicata una "Ordinanza Sindacale Contigibile ed Urgente" e precisamente la numero 24 del 12 luglio 2011. Mentre l'oggetto di cui l'ordinanza parla è  "Misurazione compositi solforati nella zona delle Terme Luigiane - Limitazione dello stazionamento nelle aree adiacenti alle sorgenti termali" . Da questo documento si evince che la Procura di Paola ha avviato delle verifiche per accertare i valori della concentrazione dei composti solforati nelle aree adiacenti alle sorgenti termali, in relazione al fatto che valori superiori ai parametri prescritti si traduce in un potenziale danno per la salute umana. Dal 7 febbraio 2011 al 9 febbraio 2011 l'ARPACAL proprio per valutare queste concentrazioni ed il comune di Guardia Piemontese, nella persona del Sindaco, è stato informato sulle preliminari attività istruttorie avviate dalla Procura di Paola dai Carabinieri della locale stazione di Guardia giorno 6 maggio 2011. Da parte sua il comune di Guardia Piemontese ha avviato le opportune procedure per verificare e superare l'eventuale situazione di criticità con una nota  numero 1379 (e successive) giorno 31 maggio 2011.

Giorno 12 luglio 2011 la Stazione dei Carabinieri di Guardia Piemontese ha trasmesso al Sindaco con un verbale di notifica (Proc. Pen. 2972/10/44) una relazione tecnica firmata congiuntamente dal Procuratore della Repubblica di Paola (Cosenza) e dal Dottor Giacomino Brancati. Dal contenuto di questa relazione tecnica trasmessa emerge la necessità di adottare determinate strategie al fine di eliminare potenziali situazioni di pericolo per la salute delle persone. C'è stato un incontro operativo con il sindaco di Acquappesa e con dirigenti dell'ASP con i quali congiuntamente è stata concertata l'esigenza di limitare l'accesso alle aree adiacenti le sorgenti termali poiché in queste aree è stata accertata dall'ARPCAL un elevata concentrazione nell'ossigeno di idrogeno solforato. La Regione Calabria ha chiesto con la nota Prot. 2268/2011 di provvedere con Ordinanza di inibizione delle aree individuate dall'indagine.

Andando al sodo l'ordinanza N. 24 del 12 Luglio 2011 del comune di Guardia Piemontese ORDINA i seguenti punti:


  • VIETARE lo stazionamento prolungato di persone presso l'area identificata intermedia tra l'area mineraria e la stazione termale;
  • DARE ATTO che gli operatori addetti allo stabilimento termale dovranno disporre della misura di protezione ai sensi del Decreto Legislativo 81/2008 e s.m.i. 
  • DI DARE ATTO che la presente ordinanza, un provvedimento necessario indifferibile, per motivi di tutela della salute pubblica, ha una efficacia temporanea, valida dal 12 luglio 2011 al 29 luglio 2011.

Fatta questa doverosa premessa, passiamo agli ultimi aggiornamenti.

Lo stabilimento "San Francesco", per intenderci quello costruito e quindi di proprietà dei comuni di Guardia Piemontese e Acquappesa, quest'anno non aprirà le sue porte; chi vorrà "curarsi" dovrà andare allo stabilimento Thermae Novae, per intenderci quello di proprietà della S.a.te.ca. Ancora non ci sono comunicazione ufficiali sul perché lo stabilimento rimarrà chiuso e su chi ha deciso di chiuderlo, fatto sta che se il "San Francesco" non apre 30 persone rimarranno a casa, senza lavoro. Ragioniamo sul fatto per punti:

  • Si potrebbe pensare che questa decisione sia stata presa in relazione all'ordinanza di cui parlavamo prima, per la salute dei lavoratori insomma. Ma se l'aria è "tossica" è "tossica" per tutti anche per i bar e per le case nelle vicinanze, o no? se ci sono rischi concreti tali da evitare l'apertura dello stabilimento bisogna prendere dei provvedimenti seri, a rischio non ci sono solo i lavoratori...

  • L'Arpacal ha fatto i rilievi a febbraio e la comunicazione è arrivata a fine maggio, quindi il tempo per trovare una soluzione ci sarebbe stato. Ad esempio programmare dei turni spezzati per ridurre la presenza nell'area.

Inoltre, in concomitanza con questo avvenimento, pare che la Sa.te.ca abbia deciso di chiudere gli stabilimenti termali il 16 settembre; cioè hanno aperto il 23 maggio e chiudono il 16 settembre. 5 mesi scarsi di lavoro per una stazione termale, a me sembrano pochini....

Sostanzialmente il comune di Guardia ha vietato l'accesso nella zona incriminata, qualcuno non farà aprire lo stabilimento e 30 persone saranno a spasso; aspettiamo novità, rimanete connessi su questo blog!

 p.s purtroppo mancano le comunicazione ufficiali dei soggetti in causa e quindi possiamo limitarci ad ipotesi


venerdì 29 luglio 2011

Limitazione dello stazionamento nelle aree adiacenti alle sorgenti termali


Oggi voglio portare all'attenzione di tutti questa ordinanza che ho trovato sul web, precisamente nella sezione dell'albo pretorio del comune di Guardia Piemontese che trovate a questo link. Si tratta di una "Ordinanza Sindacale Contigibile ed Urgente" e precisamente la numero 24 del 12 luglio 2011. Mentre l'oggetto di cui l'ordinanza parla è  "Misurazione compositi solforati nella zona delle Terme Luigiane - Limitazione dello stazionamento nelle aree adiacenti alle sorgenti termali" . Da questo documento si evince che la Procura di Paola ha avviato delle verifiche per accertare i valori della concentrazione dei composti solforati nelle aree adiacenti alle sorgenti termali, in relazione al fatto che valori superiori ai parametri prescritti si traduce in un potenziale danno per la salute umana. Dal 7 febbraio 2011 al 9 febbraio 2011 l'ARPACAL proprio per valutare queste concentrazioni ed il comune di Guardia Piemontese, nella persona del Sindaco,  è stato informato sulle preliminari attività istruttorie avviate dalla Procura di Paola dai Carabinieri della locale stazione di Guardia giorno 6 maggio 2011. Da parte sua il comune di Guardia Piemontese ha avviato le opportune procedure per verificare e superare l'eventuale situazione di criticità con una nota  numero 1379 (e successive) giorno 31 maggio 2011.

Giorno 12 luglio 2011 la Stazione dei Carabinieri di Guardia Piemontese ha trasmesso al Sindaco con un verbale di notifica (Proc. Pen. 2972/10/44) una relazione tecnica firmata congiuntamente dal Procuratore della Repubblica di Paola (Cosenza) e dal Dottor Giacomino Brancati. Dal contenuto di questa relazione tecnica trasmessa emerge la necessità di adottare determinate strategie al fine di eliminare potenziali situazioni di pericolo per la salute delle persone. C'è stato un incontro operativo con il sindaco di Acquappesa e con dirigenti dell'ASP con i quali congiuntamente è stata concertata l'esigenza di limitare l'accesso alle aree adiacenti le sorgenti termali poiché in queste aree è stata accertata dall'ARPCAL un elevata concentrazione nell'ossigeno di idrogeno solforato. La Regione Calabria ha chiesto con la nota Prot. 2268/2011 di provvedere con Ordinanza di inibizione delle aree individuate dall'indagine.

Alla luce di tutto ciò l'Amministrazione Comunale di Guardia Piemontese ha inteso garantire attraverso questa ordinanza una efficace tutela attraverso un idonea prevenzione in prossimità dei siti ad elevata densità di popolazione. L'articolo 50 del Testo Unico Enti Locali (c. 5) attribuisce la potestà di intervento al Sindaco nei casi di emergenza sanitaria; competenza assegnata anche dall'articolo 216 dl Testo Unico delle Leggi Sanitarie. Inoltre sussistono condizioni di indifferibilità ed urgenza per un intervento urgente, e particolari esigenze di speditezza del procedimento che impediscono di comunicare l'avvio del procedimento amministrativo, come prevede l'articolo 7 della Legge 241/90 e s.m.i. L'ordinanza in questione intende recepire quanto prescritto dalla Azienda Sanitaria Provinciale con la nota  2268/11.

Andando al sodo l'ordinanza N. 24 del 12 Luglio 2011 del comune di Guardia Piemontese ORDINA i seguenti punti:


  • VIETARE lo stazionamento prolungato di persone presso l'area identificata intermedia tra l'area mineraria e la stazione termale;
  • DARE ATTO che gli operatori addetti allo stabilimento termale dovranno disporre della misura di protezione ai sensi del Decreto Legislativo 81/2008 e s.m.i. 
  • DI DARE ATTO  che la presente ordinaza, un provvedimento necessario indifferibile, per motivi di tutela della salute pubblica, ha una efficacia temporanea, valida dal 12 luglio 2011 al 29 luglio 2011.


In conclusione credo per il momento quest'ordinanza rappresenti un atto obbligato da strutture superiori, alla luce dei controlli e dei risultati ottenuti dall'ARPACAL. Quello che non capisco è su quali basi scientifiche per prevenire il danno possibile da elevate concentrazioni di idrogeno solforato nell'aria basti una inibizione tra il 12 luglio ed il 29 luglio 2011? Ovviamente chiunque può dire la sua e commentare questo post in modo di arricchirci tutti quanti.

Inoltre a che pro non comunicare ufficialmente la questione alla cittadinanza?


lunedì 25 luglio 2011

'Bivio delle Terme' ... è nato un albero ...


L'amministrazione comunale di Acquappesa in seguito alle numerose polemiche e denunce seguite al taglio indiscriminato degli alberi siti nella piazzola del cosiddetto "Bivio delle Terme" (leggi il post precedente) ha attuato una "riforestazione" della piazzola, ben accolta da più parti. La scongiurata tabella pubblicitaria per il momento non si vede! Dimostrandosi per il momento  una bufala la notizia circolata in passato.
Il taglio degli alberi decennali un tempo presenti nel sito aveva dato la scintilla iniziale per un flame fra le attuali maggioranza ed opposizione, scatenando un balletto di denunce, esposti, articoli di giornale, nonché l'attenzione di blog come questo. Contemporaneamente c'è stato un balletto delle responsabilità che saltellando di qua e di là alla fine non ha lasciato capire con nitidezza chi ha sbagliato e la tecnica dello "scarica barile" sembra avere funzionato.

Dal mio punto di vista un nuovo intervento, di riqualificazione questa volta, era necessario nella piazzola, oltre che per motivi urbanistici ed ambientali, anche solo per il decoro dell'occhio al passaggio. Tuttavia il risultato dell'opera di rinverdimento al momento mi sembra come un'accozzaglia di specie vegetali che mai nulla potrà contro la maestosità dei pini precedenti, inoltre il palo continua ad essere il protagonista del panorama per il momento (finchè l'abero centrale non crescerà abbastanza, cioè più anni!). Certo meglio così che con la terra bruciata. Spero che il verde nella piazzola al più presto rinvigorisca e ci aiuti  piano piano a dimenticare i vecchi pini, anche se personalmente a me sembra una soluzione provvisoria. Solo  con il passare del tempo vedremo come andrà a finire!
STAY TUNED!!! (Che per i più vuol dire 'Rimanete connessi!!!'



Photo by 3C 

Photo by 3C

lunedì 4 luglio 2011

Non-Luoghi: "Percorso Ecologioco" Terme Luigiane

In passato, agli albori di questo blog, avevo già parlato del "percorso ecologico" (più famoso come "Passeggiata ecologica") situato proprio vicino le sorgenti termali delle Terme Luigiane. Oggi voglio parlare di questo posto per il non luogo che attualmente rappresenta, abbandonato a se stesso, un non luogo anche per gli animali a questo punto. Potrebbe celarsi un amore estremo per la natura selvaggia dietro un tale abbandono, come un mio amico mi ha fatto notare, ma purtroppo la mancanza di prese di posizioni ed il compimento di determinati atti (vedi il taglio degli alberi del "Bivio delle Terme") mi confermano la tesi del ben più comune e normale abbandono. Certamente nell'arco del territorio l'amministrazione di Acquappesa ha problemi ben più grossi e complicati del mantenere in ordine e pulita un area verde, ma credo che proprio in virtù di questa presunta facilità non sia giustificabile tale abbandono, soprattutto alla luce dei vari LSU presenti nel comprensorio. L'unica cosa che un comune ci può guadagnare da una zona abbandonata a se stessa è solo una cattiva immagine per se e per tutti quelli che tacitamente acconsentono con spirito d'accettazione tipico dei martiri, ahimè molto diffuso nella nostra regione.
Nell'articolo precedente che trovate a questo link, sommariamente si parlava di quello che potrebbe essere e diventare il percorso ecologico. Percorso che sin dalla sua 'creazione' è stato subito relegato ad area passeggiata e picnic, tralasciando tutte le altre potenzialità: dal laboratorio didattico all'aperto alla funzione di spazio di educazione ambientale e di sensibilizzazione della cittadinanza, alla realizzazione di strutture prefabbricate (quindi rimovibili e non perenni) che avrebbero potuto sostenere le varie attività, a partire dai servizi igienici (anche solo un bagno chimico ad esempio). Appena entrati nel percorso sulla sinistra, dietro la fitta vegetazione si accede a quelli che un tempo erano gli spazi destinati allo storico locale all'aperto del passato 'Onda Verde', un posto molto bello immerso nella natura, di cui esistono molti ricordi nella mente di chi ha vissuto il glorioso passato delle 'Terme Luigiane'. Un trapassato prossimo in cui anche le strutture del complesso termali erano competitive a livello nazionale ed internazionale, non solo le acque sulfuree in se!
Dopo un periodo di gestione del percorso da parte di terzi, durante il quale il percorso veniva curato, ci ritroviamo con uno scenario degradante. Ma ciò che rende degradante la situazione sono i residui di una presenza antropica, che con le sue panchine marcite trasforma un luogo naturale in un non-luogo innaturale, come se fossimo in una zona utilizzata nel secolo passato, ora abbandonata. Se proprio non si vuole o non si può far funzionare il progetto del percorso ecologico, credo che la cosa migliore sia eliminare totalmente i residui di origine antropica, restituendo alla natura ciò che gli fu preso (seppur senza avergli arrecato un danno permanente, è sempre uno spazio preso in prestito dalla 'Natura'). Ed ecco che senza il riferimento di un tavolo o di un barbecue in pietra l'erba non sarà più alta, senza il cemento dell'ex onda verde la Natura sarà felice di invadere e stabilirsi là dove un tempo la sua macchia mediterranea ballava sospinta dai venti provenienti dalla 'Timpa del Diavolo'.

Quello che mi fa ancora più rabbia, come ho potuto osservare per le spiagge di Guardia Piemontese, è il comportamento delle persone, turisti e non, che davanti all'incuria di chi è tenuto a mantenere in ordine la zona risponde da parte sua lasciando spazzatura qua e là, per la serie '#colpodigrazia!'.

Eppure un percorso ecologico con tutte le funzioni annesse portrebbe essere fonte di lavoro per qualcuno, se si pensa che una buona parte dei giovani della zona, anche con qualifiche, sono costretti a fare i soliti lavori stagionali magari in nero, sottopagati, senza ottenere nemmeno lo status di disoccupato ma di inoccupati.

Concludo invitando chiunque voglia dire qualcosa a scrivere, scrivere, scrivere. Ci piacerebbe sapere qualcosa in più del passato? Qualcuno vuole raccontarci la vera storia dell'Onda Verde? Perché fu chiuso ed abbandonato? Qualcuno sa perchè il 'Sentiero Ecologico' è in queste condizioni? Bene scriveteci subito avanguardialab@gmail.com

Per il momento non ci resta che guardare le foto qui di seguito scattate il 21 giugno 2011


martedì 31 maggio 2011

Là dove c'era l'erba ora c'è...


Chi vive a Guardia Piemontese piuttosto che ad Acquappesa ha sentito ben parlare del 'fattaccio del Bivio delle Terme' e del relativo abbattimento di questi due splendidi esemplari di Pini: uno cresciuto un pò male ma entrambi in buona salute, per quanto mi riguarda nella non mi pare sia arrivata la Processionaria, la terribile 'malattia' che nell'entroterra silano costituisce una piaga tuttora aperta; nè tantomeno mi sembrava così pericoloso l'esemplare che nella foto vediamo inclinato. 

Il genere Pynus è caratterizzato un un legno resistente e con un duramen ben differenziato che riduce drasticamente le possibilità che l'albero collassi o si lasci spezzare dal vento. Si tratta di un genere appartenente alle Spermatofite, un gruppo sistematico di piante che denota una crescita lenta ma costante nel tempo, fino ad arrivare  a circa 25 metri nel caso del Pino (Pinus pinea) e creare delle vaste zone d'ombra e frescura per via della sua pittoresca forma ad ombrello.

I due pini del 'Bivio delle Terme' (termine coniato dagli abitanti di Guardia) rappresentavano un'oasi di fresco in una zona che, oltre l'umidità del fiume bagni non offre niente, se si considera che la zona ripariale del fiume non è accessibile in nessun modo, non è bonificata e non prevede l'accesso delle persone. Per chi nei giorni d'estate si è mai spostato a piedi lungo la 'Strada delle Terme', l'oasi del bivio era una sosta forzata, per godere della brezza come solo all'ombra si può, per prendere fiato e poi continure alla volta delle terme o in direzione scoglio, a seconda della provenienza.

AvanGuardiaLab ed i sostenitori hanno chiesto spiegazioni in forma ufficiale all'amministrazione comunale di Acquappesa la quale ha preferito rispondere in forma privata e non ufficiale, usufruendo così della legge sulla privacy che tutela le corrispodenze private.
Per sommi capi ci è stato detto che l'amministrazione non era informata e che non è stato autorizzato nessun taglio, ma solo una potatura, nei confronti dell'albero cresciuto male (indicato anche diversamente abile). Quindi forse molto probabilmente l'operaio mentre tentava di accendersi una sigaretta con l'altra mano o sorseggiava una meritata Dreher avrà perso il controllo della motosega... poco plausibile la cosa!!!

Quando un albero viene abbattuto così senza un motivo apparente la rabbia è tanta poichè le piante sono essere viventi indifesi, davanti ad uno stupro del genere chi  ama la natura e rispetta le creature viventi non può che provare un dolore immenso.
Infatti, in seguito alla diffusione della notizia del taglio per passaparola mediatico e dopo la diffusione delle foto, sono piovuti decine e decine di commenti e tanta rabbia. In un articolo su un noto quotidano calabrese l'ex assessore Trotta (attualmente nelle file della minoranza)  chiede spiegazioni direttamente al primo cittadino, spiegando che lui è sempre stato contrario anche al taglio del solo albero diversamente abile. Inoltre da quando emerge dalle parole del consigliere di minoranza e da testimonianze sul territorio il comune di Acquappesa non è nuovo in queste operazioni e diversi alberi, anche ultracinquantenari, sono scomparsi nel nulla. Proprio ieri sulle pagine del 'Quotidiano della Calabria' l'opposizione di continua a chiedere spiegazioni all'amministrazione comunale, ma ancora non si hanno notizie certe.

Sicuramente il comune ed i cittadini di Acquappesa hanno subito un danno, ed io dico non solo Acquappesa, in quanto l'oasi del 'Bivio delle Terme' apparteneva a quella parte di territorio che viene condiviso attivamente con i cittadini di Guardia Piemontese e che quotidianamente si trovano a passare da quella strada, anche solo per passeggio. Non ci resta che sperare di non assistere ad altre dimostrazioni di disprezzo nei confronti della natura e dell'ambiente, ed augurarci che siano accertate le responsabilità. Vi sembra troppo per un 'semplice' taglio di alberi? Io non credo!!!