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lunedì 27 giugno 2011

Intervista a Micael Barilaro: la geolocalizzazione, l'ultima frontiera social


Micael Barilaro, cosentino alla nascita, guardiolo d’estate e milanese d’adozione è un social media strategist romantico (ninja per scelta), crede in un “futuro migliore attraverso la condivisione e il crowdsourcing in rete”.

Con Micael parliamo di geo-social marketing.
Per cominciare, ci spieghi cos’è la geolocalizzazione? In che modo viene sfruttata per le strategie di marketing e comunicazione?


E’ il fenomeno del momento, il prossimo sarà l’Augmented Reality. E poi?
Sapete cosa vi dico, il vero fenomeno, la vera rivoluzione, siamo noi: "Social media is about people".
Letteralmente, geolocalizzazione, è l'identificazione virtuale della reale posizione geografica di una persona tramite l’utilizzo di un qualsiasi device connesso alla rete e/o dotato di GPS. In altre parole è comunicare ai tuoi amici, followers, o alla rete dove ti trovi nel mondo in un dato momento. Lo sdoganamento di questi servizi è avvenuto grazie alla diffusione degli smartphone e delle applicazioni ad esso dedicate. Questi due fattori hanno influenzato le nostre abitudini quotidiane, generando un sostanziale processo di trasformazione nell’approccio di marketing da parte delle aziende che oggi non possono non approfittare di questa grande opportunità se vogliono avere un vantaggio competitivo sulle logiche del mercato (proprio come successe con l’avvento di Facebook, Twitter e Youtube). Foursquare, Starbucks, MTV, Coin, Gucci sono solo alcuni degli esempi di aziende che hanno saputo cogliere le potenzialità della geolocalizzazione e sfruttarle in funzione dei loro obiettivi strategici: commerciali nei casi in cui si voglia offrire sconto e/o promozioni; di immagine nei casi in cui si voglia creare valore o anche solo aprire le persone ad al mondo del brand. E’ evidente quindi come nell’era dei social media networks, la nostra posizione geografica assume un ruolo importante, anzi fondamentale per la costruzione di strategie di marketing focalizzate sul territorio o su un target specifico.
Personalmente, penso che la geolocalizzazione possa essere considerata come il primo passo verso il futuro del social networking, il cui grande merito è stato senza dubbio la capacità di connettere due mondi fino ad ora separati: on-line e off-line. L’integrazione tra questi due mondi cambia il modo di fare business, crea nuove opportunità strategiche e apre soprattutto alle piccole aziende che magari hanno fatto ben poco su internet, e che adesso possono avvalersi di strumenti commerciali e di comunicazione con investimenti minimi o addirittura gratuitamente.
Quali sono le principali piattaforme di geolocalizzazione, e quali le loro caratteristiche?
In principio fu Dodgeball comprato e poi trasformato da Google in Latitude, poi vennero Loopt e Brightkite. Adesso i geo-social network non si riescono più a contare sulle dita di una mano: Gowalla, Jiepang, Whrll, Foursquare, Facebook Places, ecc.
Certo è che il più famoso, ma anche il più amato da media e utenti, è senz’altro Foursquare. Il 2010 è stato l’anno della sua definitiva consacrazione nell’olimpo dei social media - Wired UK gli ha dedicato addirittura la copertina del mese di Luglio 2010.Le caratteristiche, o meglio la caratteristica principale di queste piattaforme è sempre la stessa: condividere la propria posizione geografica. Le funzionalità fondamentali secondo me, su cui poi prende spunto l’utilizzo business, sono due:
1. Gaming, ovvero la possibilità di collezionare badges, mayorship, ecc. L'aspetto ludico incentiva gli utenti ad esplorare il mondo reale e creare la seconda funzionalità.
2. User-generated guide, ovvero la possibilità di creare contenuto utile e usabile dalla collettività.
Vantaggi e opportunità nell’uso di Foursquare per la promozione territoriale.
Dopo aver conquistato molti grandi brands, anche il turismo si affaccia nel mondo della geolocalizzazione. Negli Stati Uniti, Chicago e Pennsylvania hanno aperto la strada, a ruota è arrivato Welcome2yorks. In Italia la prima istituzione a dotarsi di una brand page è stata la Toscana con Visit Tuscany, a seguire anche Ferrara, centinaia di consigli e recensioni di luoghi sono stati catapultati in rete e nei mobile device. Foursquare non è altro che un ulteriore strumento di cui avvalersi per una promozione territoriale 2.0 che non deve prescindere da una concreta content strategy.La promozione turistica deve quindi raccogliere, creare e rendere disponibili contenuti utili e usabili volti a stimolare la spontanea produzione di contenuti dalle persone: esperienze di viaggio, indicazioni e recensioni.
Una grande innovazione è la versione 2.0 dell’ufficio turistico che non aspetta che siano i turisti a chiedere informazioni, ma è esso stesso ad andare incontro alle necessità dei turisti.
Perché le persone sono disposte a geolocalizzarsi e recensire i luoghi in cui effettuano un check-in?

Ad essere onesti, tutte le persone non sono ancora disposte a geolocalizzarsi o per lo meno non con la stessa frequenza con cui aggiornano il profilo di Facebook. Probabilmente, le ragioni: poca conoscenza delle piattaforme e perplessità sulla privacy. La privacy è un argomento sensibile per la maggior parte delle persone, un paradosso per il web, per questo cito Google: "The web is what you make of it". Sentiamoci liberi di condividere ciò che vogliamo e con chi vogliamo, ma senza inutili chiusure.Nonostante tutto, Foursquare, conta oggi oltre 2 milioni di checkin al giorno nel mondo e 10 milioni di utenti e le motivazioni che inducono un utente a fare check-in possono essere molteplici. Le principali a mio avviso potrebbero essere suddivise in quattro categorie:
1. Sfera Personale
- Relazionali: voler far sapere che si è assieme a certe persone o a un certo evento. Se faccio il check-in al JFK di NY oppure in un ristorante di élite, comunico al mio network che posso permettermi viaggi all’estero e cene di lusso.
- Rassicurative: voler far sapere ai propri cari dove ci si trova.
3. Sfera Ludica
- Gaming: voler competere con altri utenti nelle varie dinamiche del gioco: collezionare badie, mayorship, ecc.
- Socio-politiche: voler contribuire alla vita civica del proprio territorio. Locations come Sucate di sopra o Quorum sono due esempi evidenti di partecipazione politica localizzata.
4. Sfera Promozionale
- Economiche: per ottenere una promozione o uno sconto commerciale, o più semplicemente un gadget.
- Personal branding per costruire o promuovere la visibilità personale o professionale. Fare check-in all’interno di una conferenza rafforza la mia credibilità come operatore di quel settore
5. Sfera Turistica
- Esplorative: per trovare un posto, ristorante, hotel, destinazione turistica o informazioni su di esso
- Informative per segnalare o recensire un posto a beneficio della collettività, pensate c’è la possibilità di cancellare le false indicazioni. Mi sono trovato bene, sono rimasto soddisfatto del servizio ricevuto e per questo ho piacere nel condividere il luogo tra i miei amici consapevoli che la visibilità che offro incrementerà il business del locale.
- Documentative: per costruire il proprio diario di viaggio, o anche semplicemente tenere un record dei posti visitati.
In un tuo articolo su Ninja marketing, definisci i geosocial network come luoghi in cui le relazioni virtuali sono fortemente legate alle amicizie del mondo reale. Ci spieghi perché?
E' interessante riflettere su come il concetto di "amicizia" nei geo-social network assuma un significato nuovo, quasi intimo direi, rispetto a qualsiasi altro social network odierno. Su Facebook costruiamo la cosidetta cerchia "allargata" degli amici. Su Twitter, cosa ve lo dico a fare, costruiamo la nostra libertà attraverso la libera circolazione delle informazioni e delle relazioni.Con l’avvento dei geo-social network, Foursquare su tutti, la costruzione della rete social avviene all’interno dei cosidetti amici "veri". L’amico è colui che viene abilitato a conoscere la nostra posizione geografica un informazione molto sensibile che presuppone un rapporto fiduciario. I geo-social network, possiamo dire, riportano il social network al suo vero scopo, ovvero quello di connettere fra loro persone reali.

Grazie a Micael per l'intervista, speriamo di collaborare presto alla pagina Foursquare di Guardia Piemontese! Vi anticipiamo che ne abbiamo già parlato...:) Perciò, come sempre, stay tuned!