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giovedì 16 giugno 2011

L'estate è alle porte... le vogliamo aprire!?



Inizia a rilento l’opera di turnover estivo dei servizi sul medio tirreno cosentino da parte degli enti preposti al mantenimento in efficienza delle infrastrutture e alla vivibilità dei siti ricettivi. All’imbocco della stagione balneare, motore pressoché unico dell’economia locale, gli interventi sembrano latitare su tutta una serie di problematiche che si ripresentano anno dopo anno e su cui manca il controllo, si tamburellano le responsabilità, il sollevare la questione spesso genera fastidio e il paventare eventuali risoluzioni appare un’indebita ingerenza. La gente lamenta diversi disagi: camions che sfrecciano la notte come se fossero in autostrada sulla SS18, accodandosi pericolosamente, alzando i fari e suonando le trombe a qualunque automezzo che si ostini a rispettare i limiti di velocità e che quindi li ostacola, i limiti delle sedi stradali sovente sono invasi di vegetazione, rendendo difficoltosa la visibilità nei bivii e nelle strade interne. E’ tutto un coro di lamentele inoltre, nei diversi paesi, sull’opera prestata dai cosiddetti “socialmente utili” che , a detta di molti, si limitano spesso alla “simulazione“del lavoro loro assegnatogli, non si capisce chi li coordina e, fatto stà che li si vede spesso in gruppi più o meno numerosi e variamente operosi ai lati delle strade, col passare delle ore sempre stabili negli stessi posti. E intanto le spiagge in molti tratti non sono state pulite e livellate, e le zanzare tigre prolificano malgrado le disinfezioni che si sono viste, anche nelle piscine che molti esercenti durante l’inverno a tutt’oggi non hanno mai svuotato. Particolarmente pernicioso è il fiorire, ai lati delle carreggiate anche nei pressi degli abitati, di innumerevoli carcasse di animali investiti in decomposizione che non vengono mai rimosse, malgrado l’ASP pare abbia dato da tempo l’appalto ad una ditta che non si è mai vista. I paesi con la raccolta differenziata porta a porta sono pressoché privi di cestini della carta straccia, poiché la responsabilità del loro svuotamento quotidiano, si dice, verrebbe palleggiato tra gli addetti alla nettezza urbana, già abbastanza oberati di loro e gli LSU che a quanto pare si rifiuterebbero, e nessuno si prende la briga di deliberare, e intanto si usano fioriere, portaombrelli, buchi nei muri, con i risultati che tutti immaginano e vedono. Questi e altri piccoli e grandi problemi non contribuiscono al tanto paventato “rilancio” del turismo, manca un coordinamento visibile, manca essenzialmente l’attribuzione di responsabilità, soprattutto di questo si lamenta la gente.

martedì 14 giugno 2011

E il bagno dove ce lo facciamo?

Questo di oggi più che un post è uno grido di allarme
Sicuramente sapete la situazione in cui versa la spiaggia, a me viene in mente solo la parola "disastrosa"!

Praticamente la spiaggia è ridotta a raccoglitore di immondizia, è sporca, non curata e quindi non adatta ad ospitare persone che vogliono prendere il sole e farsi un bagno; Il mare è sporco, fra depuratori che non funzionano e fanghiglia prodotta dai "bracci", non può essere certo considerato un valore aggiunto per il turismo.
Il turismo, dovrebbe essere la nostra fonte di ricchezza, ma chi spenderebbe dei soldi per farsi un bagno in un acqua marroncina, e asciugarsi su quello che sembra un cantiere edilizio invece che una spiaggia? Si è un cantiere edilizio, i lavori per le barriere soffolte sarebbero dovuti finire mesi addietro, e invece siamo a giugno e la grande gru fa parte ancora dell'arredamento urbano.
Ma lasciamo stare i turisti, parliamo di noi residenti che siamo le vere vittime della situazione. Il mare come la spiaggia è nostro, appartiene a noi e come ogni nostro bene deve essere difeso e protetto; noi siamo gente di mare, gente che va a pescare, gente che va a farsi il bagno al tramonto, gente che fa i falò la sera e lascia pulito il posto, come possiamo accettare questo?

L'amministrazione deve svegliarsi, siamo a metà giugno e ancora la nostra costa versa in queste condizioni? Negli altri paesi di mare, almeno quelli più evoluti, la stagione estiva è iniziata a metà maggio, noi di questo passo la iniziamo a luglio.....2012!
Alcuni di voi hanno proposto una raccolta firme per denunciare la situazione attuale, facciamola, o facciamo qualsiasi altra cosa che funga da stimolo ai nostri amministratori; mandiamo foto e video a legambiente o al wwf, o alla prefettura, o al presidente della provincia, qualcosa si dovrà fare!
Qui il link a ben 88 foto che testimoniano la situazione attuale; se avete idee o state già facendo qualcosa, contattateci, cosi possiamo contribuire al risanamento del nostro bene più grande.





domenica 29 maggio 2011

800 anni di storia: la 'Settimana Occitana'


La Settimana Occitana arriva alla sua nona edizione.

Ecco il programma:

  • Giovedì 2 giugno
Nella Sala Cconsiliare alle ore 18,30 convegno "150 anni di unità d'Italia e tutela costituzionale delle minoranze linguistiche"; in collaborazione con il Lions Club di Guardia Piemontese.
  • Venerdì 3 giugno
In Piazza Pietro Valdo (Guardia Piemontese Paese) alle 20,30: "Festa occitana".
  • Sabato 4 giugno
Nella Sala Consiliare alle ore 18,00 dibattito sulla vita di G. Luigi Pascale a cura dello sportello linguistico comunale e successiva proiezione della rappresentazione teatrale"Eresia";
in Piazza Pietro Valdo (Guardia P. Paese) alle 21,00 rappresentazione teatrale "Li Valdes" a cura del gruppo teatro "Angrogna".
  • Domenica 5 giugno, Giornata della Memoria. E' previsto un fitto calendario di appuntamenti:
In Piazza della Strage (Guardia P. Paese) alle 10,00 culto evangelico a cura delle chiese valdesi, a seguire inaugurazione del "Centro cultura G. L. Pascale".
Alle 17,30, sempre in Piazza della Strage, convegno "La giornata della memoria: 450 anni dalla strage della porta del sangue; un racconto sull'eccidio dei Valdesi in collaborazione con la fondazione del centro culturale valdese.
Dal centro storico partirà il corteo sino alla roccia di Val di Pellice con deposizione corona e lettura di alcune lettere dall'epistolario dal carcere di G. L. Pascale; le letture saranno intervallate dall'esibizione del quintetto "Italian Brass".
Alle ore 21,oo in Piazza Aldo Moro (Guardia P. Marina) concerto dei "Lou Dalfin", vincitori del premio Luigi Tenco.

Trovate il manifesto della Settimana Occitana e il programma sulla nostra pagina Facebook.

lunedì 23 maggio 2011

L'incubo delle acque nere torna ogni anno: cittadini e villeggianti vittime di una mala depurazione

L'estate è alle porte, studenti esausti dall'afa delle caotiche città aspettano con ansia il momento di salire su quel treno che li porterà a casa, su quella spiaggia, che ne avrebbe da "raccontare"...


Il mare: una risorsa, sicuramente la più preziosa, soprattutto per i piccoli centri abitati, nei quali resta l'essenza più autentica di una pacata quotidianità. Guardia Piemontese è uno di quei paesi di mare tipici della costa tirrenica calabrese, dove la vita scorre con semplicità, ma soprattutto dove ci si accontenta della bellezza delle piccole cose. Erroneamente, di frequente si dà per scontato che le cose rimangano intatte anche quando vi si dedica poca o pochissima cura; la realtà è un'altra, il tempo logora e l'uomo deve darsi da fare non solo per "creare" ma soprattutto per mantenere vive determinate cose.


Dopo questa lunga e metaforica descrizione, qual è il punto? Qual è il vero problema che ha allontanato il turismo più "quotato"? I fattori potrebbero essere molti, ma credo che il podio lo conquisti la questione dei depuratori: vere carcasse di ferro, costruite per adempiere ad una funzione ben precisa, ma molto spesso abbandonate a sè stesse. La situazione non è da sottovalutare, le autorità e le amministrazioni tendono a rimandare il problema; solo quando la stagione arriva ci si accorge di dover rimediare. La giustificazione più frequente è che i fondi non ci sono o che non bastano, che i guasti arrivano all'improvviso e chi più ne ha più ne metta. Ogni anno si ripropone la stessa situazione, i problemi di mala depurazione tornano a galla per magia: mare marrone, chiazze gigantesche di sporcizia, fiumi trasformati in fogne a cielo aperto. Allora il sistema si "spacca", i villeggianti protestano, scattano i controlli e di conseguenza i sequestri.


Il 2011 potrebbe essere l'anno dei record; a febbraio arriva un nuovo elenco di provvedimenti: la Procura della Repubblica di Lamezia Terme ordina i sigilli per ben 16 impianti in undici comuni della provincia di Catanzaro. Prima di procedere le autorità competenti hanno invitato i gestori a provvedere agli interventi necessari, soprattutto perchè nel mezzo della "bella" stagione fermare l'attività di un depuratore non è proprio la scelta migliore. C'è anche il lavoro della Procura di Paola, che ha deciso di mettere un freno all'inquinamento del mare cosentino, battendo palmo a palmo il territorio alla ricerca di impianti irregolari.



Dal Dossier di Legambiente (29 marzo 2011): "La regione Calabria è stata commissionata dal 1998 al 2008 per l'emergenza ambientale: sotto controllo, insieme al ciclo dei rifiuti, è finito il settore della tutela delle acque. L'ufficio del Commissario delegato doveva censire tutta la rete fognaria e gli impianti della regione, verificando i problemi strutturali e quelli gestionali per definire gli interventi necessari a sanare rapidamente le criticità del sistema. A oggi però la gran parte di questi obiettivi non sono stati raggiunti e la situazione si è aggravata per i ritardi nella costituzione delle strutture operative dei cinque Ato (Ambiti territoriali ottimali) della regione nell'affidamento della gestione del servizio idrico integrato. L'ufficio antifrode della Commissione europea nel 2010 ha verificato una tale serie di irregolarità da suggerire addirittura la revoca dei finanziamenti già erogati".



Legambiente e Goletta Verde ogni anno denunciano i problemi che affliggono il nostro mare e avanzano proposte pratiche da mettere in atto per risollevare la situazione, che del resto comporta conseguenze non di poco conto: tra tutte la più preoccupante riguarda il turismo, sempre più in calo.


Come comportarsi? Per un paese come Guardia che ha voglia di rinnovarsi questo è uno dei problemi più importanti da risolvere. Sembra che ci piaccia nuotare ma in fondo abbiamo paura dell'acqua!

mercoledì 11 maggio 2011

Analisi socio-economica di un paese morente...

Volo andata & ritorno, Roma-resto d'Europa, a partire da 10 euro.
Ostello, dotato di ogni comfort, con camere da 4 posti letto e a due passi dal centro città, a meno di 15 euro a persona.
Una vera cittadina d'Europa, che racchiude in sé, mescolati con sapienza, gli ingredienti giusti per una grande vacanza, non ha prezzo.
Natura&installazioni urbane all'avanguardia, svago&arte, sportelli turistici, sport, ambienti curati nel dettaglio, multiculturalità&cortesia (...senza dimenticare le peculiari attrattive di città come Amsterdam o Praga ;)

Insomma parliamo di un'offerta di servizi a tutto tondo, parliamo dell'evoluzione della rete turistica secondo i più moderni dettami: internet, servizi per il pubblico, attenzione ai particolari, viabilità, ambiente.
Non è la nuova pubblicità della mastercard, è tutto reale e personalmente verificabile.

Ora andiamo su Google Maps.
Ingrandendo circa un milione di volte troviamo Guardia Piemontese.

Per giungere qui, da qualsivoglia punto d'Italia o d'Europa, ci s'impiega il doppio del tempo (e di denaro) rispetto al tempo necessario a percorrere i 1600 km da Ciampino a Londra.
Aereoporto (mah:) di Lamezia, stazione di Paola (i problemi connessi alle FS sono troppi e troppo complessi per poter essere esaustivamente trattati su di un post da 2000 battute), Salerno-Reggio Calabria ed annessa SS-18 (non servono commenti), queste sono in sintesi le opzioni del calvario che tocca all'eventuale turista; un calvario che noi residenti domiciliati altrove conosciamo bene e malvolentieri ci accolliamo.

All'arrivo, tuttavia, le nostre case, gli amici e gli affetti, i ricordi, sopiscono l'affanno per la traversata.
E i turisti (mitologici turisti)? Loro, dopo l'esodo, cosa trovano all'arrivo?
Sul fronte dei servizi stiamo lavorando alacremente (a livello progettuale perlomeno...), in questo post voglio soffermarmi sulla questione dell'alloggio: alberghi e case in affitto.

Il servizio alberghiero è molto sviluppato, si va dal bed&breakfast al 4stelle, il rapporto qualità-prezzo è nella norma, sebbene alcuni hotel siano troppo cari o, come si evince da alcuni commenti on-line, presentino un servizio a volte carente o lacunoso (troppo regionale a scapito dell'internazionalità).

Ora arriviamo al vero punto dolente. In media una casa a Guardia costa 1500€ mensili (Oo) ovvero quanto quattro settimane a Cuba viaggio escluso.

Ora mi chiedo, essendo questi i dati analizzati, chi e perchè dovrebbe venire in vacanza a Guardia?
Per i servizi da offrire al turista è sopratutto il comune a dover darsi una mossa, ma per quanto riguarda l'alloggio e l'ospitalità la questione è nelle mani dei privati, sono loro a doversi impegnare in tal senso.
Abbassare (di molto direi) i costi d'affitto è il primo indispensabile passo.
Il secondo passo (e sento già le risate di qualcuno...sigh) è iniziare a stipulare contratti di locazione turistica, poco costosi, svincolati dalla normale burocrazia e sopratutto tutelanti chi affitta la casa (...ho sentito dire da qualcuno, inoltre, che i contratti vanno fatti per legge..e che chi non li fa è un evasore fiscale, ovvero uno che ci mette le mani in tasca ;)
Perchè alzare i prezzi d'affitto non è la soluzione a chi ruba stoviglie, mobili e persino lampadine (ommioddio a quali bassezze può spingersi la gente), non è la soluzione alle case devastate o all'aumento incontrollato degli inquilini (affittano in 4 e vanno a viverci in 16..), è il contratto la soluzione, impugnabile di fronte la legge contro eventuali incivili o disonesti.

Basta con le lamentele nei bar...basta all'acredine che scivola tra affittuari e locatori...basta a quelle inutili chiacchiere sul rilancio turistico..proviamo ad agire.
Il futuro di Guardia è nelle nostre mani, in ogni nostra scelta o piccolo gesto..e ciascuno di noi incide (chi più, chi meno) sull'intera comunità..senza prediche o moralismi..si parla di buonsenso...

domenica 8 maggio 2011

"Turismo e fondi comunitari" cronaca e considerazioni personali


Venerdì 6 maggio a Guardia Piemontese Marina si è svolto l'incontro "Turismo e fondi comunitari" organizzato dalla Lista civica "Rinascita Democratica". E' stato invitato l'On. Mario Pirillo (europarlamentare) come relatore, alla presenza di Giorgio Maritato (consigliere provincia di Cosenza), Vito Calarco e dell'aspirante sindaco di Guardia Andrea Muglia.

Va premesso che l'On. Pirillo ha appoggiato apertamente Rinascita Democratica alle elezioni comunali; l'europarlamentare del Partito Democratico vede infatti in Andrea Muglia il candidato più idoneo. In apertura ha poi auspicato una futura collaborazione con Giorgio Maritato, che considera un buon alleato per le politiche di rinnovamento locali.

Temi centrali della discussione sono stati la rivitalizzazione, la creazione di ricchezza e di posti di lavoro sul territorio - quello che va da Paola ad Acquappesa. Si è inoltre discusso dei finanziamenti comunitari necessari per ammodernare le strutture ricettive turistiche: alcuni tra i presenti hanno rivolto dei quesiti all'onorevole Pirillo proprio per fare chiarezza e chiedere indicazioni sull'individuazione dei soggetti finanziatori competenti. L'onorevole sulle prime sembra attaccare con la retorica della crisi parlando delle difficoltà nel reperire finanziamenti in questo periodo; tuttavia lascia intendere che sarà disponibile in prima persona per la collaborazione ai progetti per la rivitalizzazione/ammodernamento delle risorse locali.
"Per il momento - continua l'on. Pirillo - "bisogna puntare sulle risorse per cui siamo conosciuti anche all'estero: il Santuario di San Francesco a Paola, le Terme Luigiane e il mare". Più volte durante il discorso ribadisce che sono queste le tre risorse chiave del territorio; eppure la questione che il deputato europeo sembra presentare come la più urgente è quella termale. "Il 2016 è vicino", dice rivolto al candidato sindaco Muglia; prosegue sostenendo con forza l'urgenza di una strategia in vista del 2016, anno in cui si aprirà il tavolo di discussione del contratto che lega la s.a.te.ca s.p.a al complesso termale dei comuni di Guardia Piemontese e Acquappesa.

L'europarlamentare del PD ricorda, inoltre, come in passato soldi da investire nei progetti per le terme non sono stati sfruttati bene - nè dal comune di Acquappesa nè da quello di Guardia, ammettendo che spesso è una cattiva gestione del denaro da parte dei politici regionali ad ostacolare il percorso dei finanziamenti per le piccole e grandi opere pubbliche.
Sembrerebbe una lucida fotografia della situazione attuale...

Tuttavia, mi riservo alcune perplessità.

L'on. Pirillo fa parte della classe politica calabrese dal 1972 e ha sempre avuto cariche di spicco: allora, dal momento in cui è consapevole della "mala politica" calabrese, non poteva fare qualcosa prima?

Per quanto riguarda le Terme, se i soldi non sono stati investiti bene bisogna individuare i responsabili, e verificare se questi risiedano ancora nella politica locale. E se così fosse, non significa forse che la cattiva gestione del denaro, in fondo, non è (percepita come) un crimine cosi grave? Forse che le consuetudini perpetrandosi diventano accettabili e tollerabili?

Voglio lanciare un'ultima provocazione.
La provincia di Cosenza - competente sulla fonte termale - è più vicina ai due comuni o è più vicina all'azienda s.a.te.ca? Non mi sembra che negli ultimi anni il consiglio provinciale abbia avuto il pugno di ferro nei confronti della s.a.te.ca. nella gestione dei rapporti contrattuali in favore del territorio.

E allora: come arriviamo al 2016? Forse non è solo il sindaco che deve impegnarsi, non solo i singoli ma la collettività locale e gli enti provinciali - prima ancora che regionali ed europei. La ricchezza del territorio passa dalle terme, e non possiamo permetterci che una partita cosi importante sia gestita male o sia gestita in modo egoistico.
Forse è ora che tutti i soggetti interessati (cittadini, lavoratori s.a.te.ca. e politici locali) alzino la voce contro l'azienda senza avere nessun timore, per pretendere di più da chi ha sfruttato per novant'anni un bene pubblico dando pochissimo in cambio.


venerdì 6 maggio 2011

Riace Village: un esempio di società Civile





Questa è una storia particolare, questa è una storia diversa, da quello che siamo abituati a sentire e vedere nella nostra terra calabra, ma anche nella nostra Italia. Un esempio di buona politica, di cittadinanza attiva, di idee all'avanguardia.

Un esempio su come si possa costruire e trarre anche un guadagno per il territorio da un problema quale l'immigrazione, di come rivalutare il territorio, di come costruire una convivenza pacifica e solidale fra gente del luogo e migranti. Prima ancora di diventare sindaco della cittadina reggina,

Domenico Lucano era un personaggio attivo sul territorio ancora prima di diventare sindaco di Riace, con l'associazione Città Futura - Don Giuseppe Puglisi, da lui stesso fondata, impegnato sin dai primi anni '90 nella solidarietà verso i migranti, che gli valse il soprannome 'Mimmo de Curdi'.

L'idea base messa appunto nel comune di Riace è quella di dare una casa ed un lavoro ai migranti, in modo da ridurre i costi di mantenimento, migliorare l'economia locale e rivalutare parti del paese oramai abbandonate. "Ai centri d'identificazione, o ex Cpt, ogni migrante costa al giorno dai 60 ai 70 euro. Qui a Riace costa 20 euro al giorno, e lavora, risollevando la nostra economia" dice lo stesso Lucano.

Il lavoro dell'associazione e di 'Mimmo dei Curdi' comincia nei primi anni '90, decisivo fu poi lo sbarco di 300 migranti nel 1998 cui lo stesso Lucano assistette. “Noi in Calabria non chiediamo mai a un ospite ‘da dove vieni’?” spiega, “eravamo impegnati a immaginare un riscatto per questi luoghi, un ritorno al senso di identità”.

Come per tutte le altre realtà del Sud, complice l'emigrazione secolare e lo spostamento verso i centri moderni, vi è una progressivo spopolamento delle zone storiche. “La parte storica si svuota. Adesso è tornata a circa 1.800, di cui un centinaio circa sono immigrati”.

Il comune di Riace aderisce al Piano nazionale di accoglienza sin dal 2001 ed accoglie migranti che chiedono asilo politico provenienti dai centri di Lampedusa o di Crotone: “Si tratta soprattutto di Curdi, Eritrei, Nigeriani, Somali. Gente che scappa da guerre e carestie. Il nostro obiettivo era coniugare le aspettative del territorio e l’accoglienza”.

Venendo alla parte economica, lo stato italiano sostiene una spesa di circa 70-80 euro per mantenere un migrante in una delle sue strutture quali ad esempio i CPT mentre a Riace questo costo scende a 20 euro al giorno, con un guadagno per l'economia locale visto che al migrante viene data la possibilità di lavorare.

“Semplice: basta trovare loro una casa e un lavoro: chi viene qui in gran parte scappa dalle guerre e chiede solo di lavorare”. "Grazie ai migranti Riace è passata dalla rassegnazione per una morte civile, al riscatto economico".

Come spiega il sindaco, l'amministrazione non ha fatto altro che sfruttare al meglio le leggi nazionali, facendo in modo che facendo solidarietà si è anche ottenuto un ritorno per lo Stato.

"Dal secondo governo Berlusconi abbiamo aderito al bando del ministero dell'Interno per la presa in carico dei migranti in attesa dello status di rifugiato e per i migranti in via di identificazione, che a noi costano un terzo che nei centri come Lampedusa o Gradisca d'Isonzo".

"Mi stupisco delle reazioni di certi sindaci che vedono la presenza di migranti come un problema di ordine pubblico - chiude Lucano - dopo l'emergenza dei mesi passati, quando a Lampedusa continuavano a sbarcare ragazze e ragazzi giovani ma anche molti cadaveri, sono rimasto colpito negativamente dalla risposta della signora Letizia Moratti, che ha offerto da Milano ospitalità per 20 migranti. Forse anche in risposta a questo atteggiamento il consiglio comunale ha deciso di offrire ospitalità per duecento di loro".


Ma il ritorno economico vi è stato anche per la popolazione, grazie a queste attività circa 30 ragazzi del posto hanno un'occupazione e molti migranti extracomunitari hanno probabilità di lavorare, "creando un circolo economico virtuoso che ha portato a Riace anche parecchi turisti nordeuropei, incuriositi da questo borgo medievale ripopolato da Etiopi e afgani, il che ha permesso a bar e ristoranti di assumere altri giovani - sintetizza il sindaco - La nostra scelta di accogliere e integrare i migranti non dà solo lavoro ai nostri calabresi che si sono riadattati come docenti ai corsi d'inserimento professionale (dalla vetreria ai corsi di ricamo e cucito per le ragazze somale) ma attira anche un indotto che ha fatto rinascere un borgo che a inizio anni'70 contava il doppio di abitanti e che si era svuotato nel corso dell'ultima grande migrazione verso Genova Milano Torino".

Dopo Riace anche i comuni limitrofi di Stigliano e Caulonia si sono inseriti nella rete dei corsi di riqualificazione professionale e integrazione per migranti. "All'inizio c'era un po' di diffidenza per la prima ondata di migranti che aiutammo: erano un centinaio di curdi turchi sfuggiti all'esercito di Ankara o iracheni scappati dai gas di Saddam. In pochi mesi trovai loro un rifugio. L'idea non è originale: in centro c'erano decine di case abbandonate, lasciate da chi era emigrato non "in Alta Italia'', come diciamo qui, ma in un altro continente. Mi attaccai al telefono e i nostri concittadini emigrati in Venezuela, Argentina, Canada, Australia, non se la sentirono di negare un tetto a chi cercava la fortuna altrove, come avevano fatto loro decenni prima. Così è cominciato tutto”.

Domenico Lucano è una persona virtuosa e da calabrese riesco ad apprezzare ancora di più la sua opera. Purtroppo la gente come 'Mimmo dei Curdi' in questa Terra può dare fastidio a qualcuno (se non a molti). Quando nel 2009 fu confermata la candidatura nel giro di un mese o poco più vi furono diversi atti contro la sua persona: spari contro il ristorante 'Donna Rosa' dove si riuniscono gli amici della lista civica, che ne hanno infranto la vetrina; proiettili contro il portone del palazzo Jannò in centro che ospita la associazione progressista 'Città futura'. L'avvelenamento dei fidati compagni di Lucano, tre pastori di razza indefinita uccisi con polpette avvelenate.

Le cose buone e che aprono gli occhi alla gente sono sempre viste male in Italia, figuriamoci in Calabria... di che meravigliarsi?