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venerdì 22 luglio 2011

Il WI-FI pubblico di Guardia Piemontese: ma come funziona?

Di solito, cosi vuole il marketing politico, se una lista attua un punto del programma lo deve pubblicizzare, in modo che gli elettori possano dire "l'hanno fatto"
A Guardia hanno messo il WI-FI pubblico, ma lo si è scoperto per caso; nessuna comunicazione ufficiale è stata fatta, ne un manifesto, ne un annuncio, ne un aggiornamento sul sito del comune.
La situazione al momento è questa: c'è la linea (il segnale è buono) ma non ci si riesce a connettere, e nessuno sa dirne i motivi. Bisogna registrarsi al comune? bisogna cambiare le impostazione del proprio computer? non si sa, gli unici che parlano sono quelli di radio marciapiede, ma per sentito dire e per "io ho fatto cosi".
Sarebbe utile che una nota ufficiale del comune ci spiegasse come fare per connettersi, magari attraverso il proprio sito internet; ma se ti colleghi sul sito vedi che l'ultimo aggiornamento risale al 14 maggio. Non dico che il sito è l'unico mezzo di comunicazione, ma forse è quello più immediato per le comunicazioni.
Comunque facciamo finta che il WI-FI ancora con è stato attivato, e che il comune ci chiede dei consigli su come impostarlo; noi di avanguardialab daremmo questi consigli:



  • Il WI-FI totalmente libero non è una cosa buona in termini di sicurezza; andrebbero registrati i mac address dei computer, o bisognerebbe registrare gli utenti che si connettono alla "rete pubblica". Questo per evitare che attraverso la "rete pubblica" si possano commettere dei cyber-reati (attacchi hacker ad altri siti)
  • Limitare l'accesso a siti che necessitano di una "grossa banda", ad esempio youtube, megavideo, e tutti i siti di video in streaming. Questi siti rallentano la connessione della rete, e non permetterebbero di far navigare "decentemente" tutti gli utenti.
  • Creare una sezione del sito istituzionale dedicata ai "problemi" della rete pubblica, in modo la soluzione è sempre alla portata di mano


Questi sono i nostri consigli, siamo disposti a fare da "comunicatori" anzi da "amplificatori" delle comunicazioni del comune, basta solo che ci informate per tempo delle cose.....per esempio iniziando ad aggiornare quotidianamente il sito istituzionale.



Se avremo altre informazioni a riguardo, le daremo su questo blog. Stay tuned ;)

giovedì 14 luglio 2011

L'incubo (ed il sogno) della Salerno-Reggio Calabria


Completata nel 1972, la Salerno-Reggio Calabria è l'infuocata cornice dantesca riservata a coloro i quali, nella vita, si son macchiati della grave colpa di esser calabresi/amanti della Calabria.

Tale è la natura perversa dei nostri misfatti che la fine dei lavori d'ammodernamento dell'autostrada, le "cantierizzazioni" iniziate nel '97, è slittata, sadicamente soggiungerei, di anno in anno..non più il 2003 (ottimisti :) nè il 2008, ma il 2013 (con l'auspicio della fine del mondo nel 2012).


Al di là del facile sarcasmo bisogna riportare le lodevoli iniziative dell' ANAS s.p.a. (niente insulti o minacce per mail ;) 
"l’utile sevizio Viabilità ANAS Integrata, una combinazione di media per avere un colpo d’occhio sulla situazione delle autostrade italiane"... "con questa considerevole mole di dati e informazioni sulle Previsioni Traffico è sicuramente più agevole riuscire a programmare l’attraversamento della A3 Salerno Reggio Calabria e contenere il più possibile disagi e ritardi sulle tabelle di marcia."
Esistono inoltre dei numeri telefonici a pagamento utili a "l'attraversamento" (riporta alla mente Lawrence d'Arabia nel deserto)..in tal modo potrete sempre esser aggiornati sul punto esatto della coda chilometrica in cui vi trovate..

Lasciando le pene per l'esodo che presto anch'io dovrò affrontare, mi sposto sulla vera applicazione della tecnologia in campo autostradale parlandovi del progetto Solar Park South.

(concept italiano di Francesco Colarossi, Giovanna Saracino e Luisa Saracino)


Un contest del 2010, passato in sordina, per la riqualificazione del tratto autostradale in dismissione tra Scilla e Bagnara.

Il progetto prevede l'utilizzo della carreggiata nord-sud come alternativa alla malandata (eufemisticamente parlando) SS18 per favorire il collegamento tra i paesi e l’accessibilità alle colture agricole di pregio attestate sui crinali, mentre l'altra carreggiata sarà il vero fulcro del contest, destinata alla produzione di energia da fonti rinnovabili, alla sperimentazione di nuove tecnologie eco-compatibili e allo sviluppo di nuove forme d’arte ambientale e di land art funzionali alla creazione di un turismo responsabile.
L'intero progetto si basa sul recupero funzionale e sostenibile delle strutture preesistenti, quelle bypassate dal nuovo percorso dell'A3, investendo i 40 milioni di euro previsti per lo smantellamento del suddetto tratto autostradale nella creazione di questo parco all'avanguardia.
Lo stesso sistema adottato per la selezione delle proposte, presentate per la maggior parte da giovani studenti o professionisti di tutto il mondo, è estremamente innovativo; la Regione Calabria difatti ha creato un apposito sito internet 2.0 www.newitalianblood.com/solarparksouth/ in cui gli internauti potevano visionare e votare le bozze inviate al concorso.

Purtroppo l'idea che si è aggiudicata il primo premio è quella francese, non lo dico per mero campanilismo ma in quanto ritenevo la proposta italiana, che si è aggiudicata un onorevole secondo posto, più valida e a minor impatto ambientale, al terzo posto si piazza, invece, un concept colombiano.

Beh che dire..in un paese famoso per la cementificazione selvaggia, per i progetti fantasma e per le gare d'appalto pilotate o a gestione familiare, un'iniziativa così ecosostenibile e 2.0 può esser, a ragione, definita come un epocale passo in avanti..
..e l'utopia di un Calabria migliore, a piccoli passi, s'avvia alla realizzazione..

STAY TUNED ;)
Inserisci link

giovedì 7 luglio 2011

Cantine e soffitte aperte sull'estate!

Signori e Signore di AvanguardiaLab,
chiediamo la vostra partecipazione al progetto estivo di Avanguardia Lab per Guardia Piemontese. Abbiamo bisogno anche di voi per ri-popolare la spiaggia di Guardia rovente!

Progettiamo un aperitivo al mare: il tramonto e i colori della costa tirrenica cosentina vestiranno la serata. Ma abbiamo bisogno anche di altro: per questo vi chiediamo di aprirci le vostre soffitte e le vostre cantine, alla ricerca di vecchie sedie, poltrone, tavoli, bicchieri e ogni chincaglieria tra il kitsch e il vintage che non trova più posto a casa vostra.
Ci prenderemo cura dei vostri oggetti: li prepareremo per la festa...e magari per rientrare nelle vostre case, con nuovi colori e per nuovi usi. Ovviamente siete poi tutti invitati a partecipare al laboratorio di riuso creativo e riciclo artistico che avrà luogo durante la prima settimana di agosto per re-inventare insieme i vecchi oggetti.
Vi invitiamo a farci avere le vostre adesioni, scrivendo alla nostra mail avanguardialab@gmail.com o contattandoci in altro modo (Guardia è abbastanza piccola per il passa parola ;))

Sgangherati, abbandonati, impolverati: i vostri oggetti chiedono di uscire dalle cantine e dalle soffitte, per rifarsi il look! E voi che aspettate?

lunedì 6 giugno 2011

Intervista a Giusy Aloe: ecco come ti trasformo un non-luogo

Con questa di oggi iniziamo un ciclo di interviste dedicato a dei nostri conterranei che si sono fatti conoscere per particolari idee, iniziative o per la loro bravura artistica.

La prima persona a cui dedicheremo un'intervista è Giusy Aloe, cosentina D.O.C, bolognese d'adozione. Giusy è fra le responsabili del progetto "laZona", praticamente il tentativo di trasformare i non-luoghi della città in "spazi per la socialità, scambio, comunicazione e creatività".



Ciao Giusy, ho accennato brevemente la vostra "missione", mi dici qualcosa in più sui "non-luoghi" e sulla necessità di renderli "luoghi"?

Volevamo solo organizzare aperitivi: occasioni per stare insieme agli amici mangiando e scambiandoci idee. In fondo è un po’ passato il tempo per svaghi fatti di nottate nei locali dance. Ho 35 anni e da un annetto noto che i ragazzi mi danno del “lei”! Inspiegabile che in un anno cambi tanto la percezione del sé nel mondo circostante…ma questa è un’altra storia.Sono molto a mio agio durante le ore del tramonto. A Bologna in primavera fà notte alle 10, mi basta un bicchiere di vino in mano e nell’altra cibo semplice ma di qualità, se c’è della buona musica raggiungo il massimo del benessere (al netto del mare….). Quindi ci siamo incontrati in 6 con la voglia di organizzare semplicemente occasioni d’incontro, all’aperto. Cerchiamo il posto. In centro mille difficoltà e un po’ di ostacoli, concreto e pesante il rischio di dare fastidio ai residenti! Ad un certo punto ci siamo guardati e detti: “ma interessa solo il centro? Ma no!”, “ma in centro è più facile che ci raggiungano” “il centro è più bello” “più servito” “ma Bologna ha altro da offrire”. E’ lì che è nata la mission della LaZona: scegliamo un posto possibilmente immerso nel verde, ingiustamente trascurato dai giri, e impieghiamo energia, conoscenze, entusiasmo, amore, passione ... rendiamolo disponibile all'incontro. Semplicemente.

ci spieghi attraverso "ArtGarden" cosa fate praticamente per trasformare il giardino geologico Sandra Forni? e perché avete scelto proprio il giardino della fiera?

Il giardino geologico
tra le torri di Kenzo Tange
I Giardini tra le Torri di Kenzo Tange sono perfetti perché emozionanti per l’architettura e la presenza del Museo Giardino Geologico, facilmente raggiungibili, serviti dai mezzi pubblici e molto conosciuti in città, immersi nel verde e dalle 6 del pomeriggio praticamente disponibili per far baldoria, gli uffici chiudono e non si rischia di dar fastidio. No residenti, si party!Era un po’ questa l’idea di Kenzo Tange, rivoluzionario architetto giapponese a cui l’amministrazione bolognese degli anni 70 commissionò il progetto di costruire una nuova zona di Bologna, moderna, capace di decongestionare il centro storico medievale circoscritto tra le porte della città. Con il Masterplan di Bologna, Tange progettò una nuova parte della città destinata alla vita, alla comunicazione, allo scambio. Abitazioni, piazze, parchi, uffici, luoghi di vita privata e pubblica, di lavoro e d’incontro sociale. Fiera District è solo una minima parte del progetto che nel suo complesso rimase sostanzialmente sulla carta, incompleto, per problemi di fattibilità economica. Forse per questo la zona della fiera è rimasta un posto di passaggio, di tutti e di nessuno. Un luogo vissuto di fretta, quindi non condiviso. Si passa, senza alzare gli occhi, non s'incontra, non ci si ferma. Un luogo di nessuno! Quando spiego dove si svolge ArtGarden noto che le persone in fondo conoscono quel giardino ma non hanno mai avuto motivo per viverlo, eppure son passati da lì 100 volte. Nella mia totale incompetenza, credo che i “Non-luoghi” siano semplicemente il punto dolente di progetti urbanistici delle città moderne, un bug urbanistico! Nei paesi non esistono i “Non-luoghi”… :)

Sembra che la tendenza del momento sia quella di ri-portare le relazioni umane al centro dell'interesse di un'umanità che sta diventando sempre più asociale. Secondo te i social media e il web in genere, tendono a ri-costruire o a rompere ulteriormente queste relazioni?
Il progetto de La Zona di basa sull’idea che la gente voglia incontrarsi, offrire ciò che sa o che sa fare. C’è fame di relazioni, voglia di condividere. I social networks sono intrisi di questo bisogno. Direi che, piuttosto che una devianza, i nuovi media rappresentano una evolutissima risposta della società alla solitudine del terzo millennio. Così come il ritorno alla natura e al principio di sostenibilità che tanto invadono le nostre vite ma che sono percorribili soltanto attraverso progetti di gruppo. Un gruppo può essere composto da 2 persone o da 100.000 o da tutto il web. La nostra società sta solo indagando nuove idee di condivisione. Stiamo cercando di sperimentare nuovi modi di stare assieme perché abbiamo paura della solitudine. La paura è un fatto personale, i social media sono una risposta in coro.La Zona è infatti anche un progetto di socialità sul web proprio attraverso Facebook, Youtube e un blog

Tu conosci sia la realtà cittadina bolognese che quella cosentina; non pensi che anche nella provincia di Cosenza ci siano dei luoghi da valorizzare?
Di recente a Cosenza ho visto 2 nuovi locali frutto di riqualificazione edilizia. Nuove destinazioni d’uso per una ex officina meccanica e per una vecchia stazione ferroviaria. Molto interessanti. Per evolvere ci vuole creatività e curiosità, fiducia nelle persone. AnvanGuardiaLab è un bellissimo esperimento in questa direzione.
Secondo te cosa si potrebbe fare per rendere la nostra terra un luogo dove stare e dove tornare?
Ritorno sempre volentieri in Calabria ed è lì che voglio alla fine tornare. Mi piacerebbe che i calabresi aumentassero la propria autostima riducendo lo spazio che li separa da resto del mondo. I calabresi si sentono diversi, è un retaggio culturale ancestrale dovuto all’antichità della nostra storia e alle caratteristiche geografiche del territorio. Siamo una lingua di terra immersa nel Mediterraneo, un posto di passaggio. Possiamo sfruttare meglio i vantaggi dei nostri tempi, il web e i voli low cost ci smarcano da certi isolamenti. Ai calabresi è mancato il confronto con il resto del mondo. Oggi abbiamo la globalizzazione!
Ciao Giusy in bocca al lupo per "laZona", e alla prossima; magari ci vediamo a Guardia!

lunedì 30 maggio 2011

Orti in cerca di una città

Un anno fa, in università, progettavo un orto urbano.
Avevo letto alcuni saggi nella raccolta curata da Paola Bonora e Pier Luigi Cervellati "Per una nuova urbanità dopo l'alluvione immobiliarista": è stato allora che mi sono innamorata dell'orto urbano e mi sono convinta della necessità di ri-creare una neoruralità.

Oggi il territorio è regolato dalle sole leggi economiche, che inseguono lo sviluppo. Ma il mercato è un sistema regolatore miope: non possiede la creatività necessaria per sostituire le risorse irriproducibili. Riduce ogni bene a merce, asserve il consumo alla produzione e marginalizza il lavoro, mero strumento produttivo. Edoardo Salzano evidenzia le conseguenze del diffuso sistema di trattamento del territorio secondo la logica di mercato, che crea centri commerciali, outlet e altri non luoghi in cui cercare la propria identità in vetrina; sottraendo la vita alle piazze (transennate o presidiate da forze dell'ordine per preservarne "l'integrità") e chiudendo le risorse naturali in parchi chiusi e isole ecologiche asfissiate.
Bisogna superare il regime della conservazione e dello sviluppo. Bisogna adottare un nuovo modello, un nuovo approccio.

Quando gli insediamenti urbani sconvolgono gli equilibri ambientali, e gli immobili seppelliscono le identità locali, quando muore "la ville" e l'agricoltura diventa industriale è necessario un intervento, un ripensamento nelle strategie di trattamento del territorio.
Alberto Magnaghi indica allora un approccio olistico e partecipato ai diversi elementi che definiscono la regione; propone la valorizzazione del territorio e pianifica una serie di interventi che mirano alla riconnessione ecologica della città con il suo green core. Che significa: chiusura locale dei cicli di produzione e consumo, e manutenzione collettiva del territorio.
E' dunque necessario ripristinare le relazioni economiche e sociali tra campagna e città per ri-affermare i valori patrimoniali di una comunità locale: la campagna ha una funzione rigeneratrice della qualità urbana. E' questa l'idea alla base del progetto di Magnaghi per la realizzazione di una bioregione urbana policentrica in Toscana.

Ho letto, condiviso e assorbito queste visioni.
Ho pensato che avrei dovuto occuparmi anche io di quei piccoli fazzoletti di terra ancora bianchi, in attesa di subire l'urbanizzazione o l'industrializzazione. Ho pensato che attivando un orto urbano avrei potuto prendermi cura di una piccola parte di territorio, creare un luogo di relazione non solo commerciale ma anche sociale. Insieme alla mia amica e collega, progettammo uno spazio rurale a Bologna, nel quartiere Navile.
...il progetto è rimasto un sogno, il sogno è rimasto in queste slide -ahinoi. Non abbiamo avuto le risorse per poter portare avanti l'idea. Ma mentre il nostro restava un sogno, continuavamo a veder fiorire inziative neo-rurali.

Un esempio.
A Vercelli nasceva un Cyber-Orto a misura di clic. La coltivazione a distanza è l'idea di tre fratelli agricoltori della cascina Pozzuolo di Santhià. Giovanni, uno dei tre, ha addirittura lasciato la professione medica per dedicarsi completamente all'attività (e io non potevo rinunciare agli esami?!).


Un altro esempio, made in Bologna e più recente.
Orto 47. Un blog, ma è anche un orto vero. Serena e Giusy hanno adottato un pezzo di extraurbano: coltivano prodotti bio e il sogno di una nuova ruralità. A destra potete vedere il primo germoglio d'insalata, l'hanno mangiata per la prima volta qualche giorno fa...
Orto 47 è già un punto di incontro, chiama a sè i consigli degli anziani e gli aperitivi dei più giovani. Repubblica gli dedica un articolo e presto AvanguardiaLab intervisterà le contadine metropolitane.
Orto 47 non è un'isola, un'oasi di pace chiusa: ha carattere espansivo. E io non vedo l'ora di farmi contagiare!
E voi?




sabato 21 maggio 2011

Un mese all'avanguardia (Lab)

Un mese fa pubblicavamo il primo post.
Volevamo cambiare un pò di Sud, volevamo che Guardia Piemontese diventasse un territorio in cui restare e in cui tornare; volevamo proporre agli amici un nuovo canale per esprimere lamentele e proposte, evitando che i dialoghi si spegnessero con l'ultimo tramonto estivo.
Il blog ha suscitato immediato entusiasmo, e attivato un movimento d'interesse trasversale e multidisciplinare.

Si sono attivati talento, tecnologia e tolleranza: ciascuno ha portato il suo contributo e le sue competenze, ciascuno ha accettato la sfida di creare un movimento sul web, ciascuno disposto a tollerare le idee e le appartenenze politiche dell'altro. E' nata una comunità virtuale, e tutti si sentono mamme e papà.
Con questo post facciamo quindi gli auguri a tutte le mamme e i papà di Avanguardia Lab. Grazie per aver nutrito la community di post, idee, immagini e video, sostegno, like, tweet...Ognuno di noi ha contribuito a far nascere e crescere il movimento.

Il blog è nato in campagna elettorale. Ha seguito con passione i comizi e le elezioni, anche a distanza. Per la prima volta nella storia delle amministrative guardiole tutti hanno potuto partecipare all'evento del voto. Speriamo di aver indicato alla pubblica amministrazione un atteggiamento integrato nei confronti delle tecnologie web; e speriamo che il neonato consiglio comunale prenda atto del cambiamento e si avvicini agli strumenti di comunicazione digitali per costruire un dialogo interattivo con tutti gli attori del territorio. (Il ruolo della rete nelle amministrative non può essere ignorato!)
Con questo post rinnoviamo quindi i nostri sogni di cambiamento e innovazione. Rinnoviamo la proposta di collaborazione con l'amministrazione e con le associazioni presenti e attive sul territorio.

Sappiamo che tra le mamme e papà di Avanguardia Lab ci sono anche i non digital native: conosciamo e apprezziamo lo sforzo di tutti voi lettori e sostenitori del blog che avete superato le resistenze alla tecnologia, accettando l'esperienza di dialogare attraverso strumenti digitali.
A voi abbiamo pensato di dedicare un incontro estivo (i nativi digitali lo chiamerebbero "barcamp") per sostenervi nella sperimentazione della tecnologia per attivare cambiamenti territoriali.
E un barcamp lo promettiamo anche alle giovanissime mamme e ai giovanissimi papà di Avanguardia Lab, ai ragazzi e alle ragazze delle scuole medie e superiori di Guardia. Voi conoscete la rete, la vivete e la apprendete con sorprendente velocità.
A voi abbiamo già dedicato un'iniziativa sulla pagina facebook, chiedendovi di fare il vostro manifesto per pubblicizzare il referendum del 12 e 13 giugno, lo sapevate?
E a voi dedicheremo anche un barcamp estivo, un aperitivo cenato e chiacchierato per confrontarci e passarci informazioni su ciò che si può fare con la Rete. E per ascoltare le vostre richieste, i vostri sogni per Guardia Piemontese. (Sapete che l'amministrazione vi ha promesso il wi-fi? Teneteci aggiornati!)

E visto che parliamo di mamme e papà, vogliamo chiudere raccontandovi un'iniziativa che ci è piaciuta e che, come sempre, ci piacerebbe rilanciare in futuro.
L'APT servizi Emilia Romagna ha chiesto ai cittadini di prendersi cura del patrimonio storico e culturale regionale. A parole.
Anzi, l'iniziativa è proprio quella di prendersi cura delle parole. Si chiama Adotta una parola e funziona così: in seguito a un censimento su Wikipedia, sono state individuate tutte le voci correlate con l'Emilia Romagna ed è nata l'anagrafe di Adotta una parola. La geografia, la storia, la cultura, l'arte e la gastronomia dell'Emilia Romagna a parole, su Wikipedia.
Sappiamo che Wikipedia è scritta da altri utenti, che possono sbagliare/omettere contenuti e fonti quando scrivono o aggiornano una voce. Quindi si è chiesto alle persone di fare un controllo qualità delle parole censite; e di correggere/integrare la voce, in caso di bisogno.
Il meccanismo è semplice. Ma il processo di realizzazione e supporto è stato frutto di un lungo lavoro collaborativo. Giovanni Arata (community manager di Turismo Emilia Romagna) racconta l'esperimento, "un tentativo per coinvolgere direttamente i cittadini nel racconto dei luoghi dove vivono".
Nessuno, nè i genitori dell'iniziativa (APT Emilia Romagna) nè i genitori delle parole (volontari cittadini) ha avuto un ritorno economico. Ma insieme, l'ente pubblico e i cittadini hanno collaborato per arricchire il patrimonio culturale del territorio. Ancora una volta, iniziativa resa possibile grazie al web e agli strumenti digitali. Ma soprattutto, grazie alla voglia di collaborare.

Mamme e papà di Avanguardia Lab, collaboriamo ancora?

Con l'augurio di aver scritto pezzi di speranza e pezzi di informazione...





martedì 10 maggio 2011

Campagna elettorale: orientamento e iniziative social

Durante le campagne elettorali capita di perdersi nell'eccesso di informazioni e promesse.
Manifesti, messaggi, dichiarazioni, interviste, talkshow: può capitare di non riuscire a capire qual è il reale impianto ideologico e substrato culturale dei candidati in corsa e di non conoscere i reali obiettivi portati avanti da ciascun programma politico.


Il progetto "Voi siete qui" ideato dall'associazione OpenPolis è dedicato proprio all'orientamento dei cittadini/elettori. Funziona così: si sceglie la città, si risponde a un sondaggio costruito ad hoc per verificare le proprie posizioni rispetto a obiettivi concreti e proposte (è presente anche un link "approfondisci" relativamente ad ogni posizione presentata) e in meno di dieci minuti il sito calcola la tua posizione rispetto ai programmi presentati dai candidati alle amministrative della tua città. L'esito del sondaggio è una mappa che visualizza le distanze tra la tua posizione e quella dei candidati e un grafico in cui si elencano i candidati "dal più vicino al più lontano". Inoltre, "Voi siete qui" consente di confrontare le posizioni degli stessi candidati.
Il progetto OpenPolis nasce dal basso, dalla volontà dei singoli cittadini associati nella richiesta di trasparenza e accesso all'informazione pubblica (potete approfondire gli obiettivi di trasparenza cui mira l'associazione qui); OpenPolis non dura solo il tempo delle elezioni: è possibile infatti seguire i propri candidati, una volta eletti; tenendo traccia dei loro incarichi precedenti e delle loro dichiarazioni è possibile verificare se realmente abbiano tenuto fede alle promesse fatte - ad esempio.
OpenPolis mette dunque a disposizione dei cittadini-elettori concreti strumenti di informazione e partecipazione, mettendo in pratica la trasparenza amministrativa.

Ma quest'anno la campagna elettorale per le amministrative non si è spalmata solo sui tradizionali media: i candidati hanno incontrato gli elettori anche sui social media. Con una foto profilo e usando il linguaggio dei social è più facile avvicinare anche i cittadini più giovani e in generale quei cittadini che s'informano on line. Inoltre, essere su Facebook ed esprimere le proprie posizioni in 140 caratteri (tanti sono quelli messi a disposizione da Twitter) è un segno di integrazione ad un sistema di comunicazione bidirezionale, interattivo, basato sulla condivisione di contenuti e risorse.
Sul web nascono nuove forme di consumo partecipativo, imprese collaborative e nuove modalità di relazione in cui credono almeno la maggior parte dei disoccupati/sottoccupati/stagisti/precari. Un candidato sindaco che ci mette la faccia, e scende nelle piazze 2.0 è un candidato disposto a parlare con questa generazione (l'hanno anche chiamata generazione Y). E' un candidato rock, come Virginio Merola a Bologna: oltre a Facebook e Twitter, Merola ha un profilo anche su Linkedin, FriendFeed e Foursquare! In pratica i cittadini bolognesi possono consultare il suo curriculum, conoscere le sue posizioni in merito ai temi sociali e politici, sapere cosa fa e dove si trova in ogni momento e magari raggiungerlo per un incontro o solo con delle domande (e risponde davvero!). Virgino Merola è stato anche il primo - e l'unico fino all'11 Aprile scorso - a sottoscrivere l'appello per Bologna OpenGovernment.
Un candidato sindaco che usa i social media è un politico che sta cercando i giovani, il loro ascolto. Stefano Boeri, candidato sindaco a Milano, si è affidato ad Esterni, impresa culturale e laboratorio creativo milanese e ha creato un blog "Face the vote. Chi non vota si è già arreso". Così, il voto diventa un evento social: "Il 15 e 16 maggio abbiamo organizzato un Face the vote a Milano"; e il voto diventa una scelta, si decide (o meno) di partecipare a un momento di aggregazione.

Ovviamente, accanto a questi (e pochi altri) usi virtuosi della Rete, il web è per i più l'ennesimo canale di propaganda da presidiare. E in mancanza di una strategia comune, il rischio è - di nuovo - la dispersione e l'overload di informazione.

Ci ha pensato Claudia Vago, alias @tigella, un'esperta di social media che ha redatto una tabella con l'obiettivo di schedare i candidati alle amministrative delle principali città italiane e i loro riferimenti virtuali. La Vago si è meritata un articolo su Wired e ha lanciato anche un'inziativa che vorrei qui rilanciare: fare un report social dei giorni dello spoglio.

A Guardia Piemontese i candidati non sono poi così social, o almeno: ci sono stati tentativi di presidiare Facebook ma i profili sono chiusi e di certo non rivelano una conoscenza dei social media e del loro linguaggio. Si potrebbe obiettare che in un paese tanto piccolo non serve fare campagna sui social, basta la piazza, quella vera. Ma questa è una visione tipica di chi vuole conservare lo status quo della politica di Guardia.
Chi ha una visione a lungo termine, chi crede in un cambiamento e nell'innovazione della Pubblica Amministrazione guardiola deve sapere che i social media e la piazza virtuale sono l'unico mezzo a disposizione per parlare a quanti sono residenti ma studiano/lavorano fuori da Guardia Piemontese. E se la politica parlasse a chi si è visto costretto (o quasi) a lasciare il proprio paese per trovare aspettative lavorative e culturali migliori, se riuscisse a portare i suoi ragazzi in paese per le elezioni, con la voglia di esprimersi riguardo programmi e cose da fare...avverrebbe un cambiamento, piccolo forse, ma reale.

Il problema, certo, è l'assenza di cultura digitale. Noi di AvanGuardiaLab eravamo in piazza lo scorso 29 Aprile per diffondere la cultura digitale e fare lezioni di social media. Abbiamo avuto un modesto riscontro, speriamo di incontrare i candidati (e il futuro sindaco) al prossimo Camp.

E speriamo di ricevere le vostre adesioni per fare il report social delle elezioni a Guardia Piemontese.



lunedì 9 maggio 2011

Jacques Fresco, "Future by design": Un nuovo modo di concepire il progresso

Jacque Fresco è un designer industriale futurista, pioniere nel campo dell’ingegneria dei fattori umani; ha dato il suo contributo in un ampio numero di aree, dalle innovazioni biomediche ai sistemi sociali integrati. La sua visione ottimista e il suo desiderio di creare soluzioni che diano il massimo beneficio al maggior numero di persone provengono dall’aver vissuto gli anni della Grande Depressione. Verso la metà degli anni ’70 fondò "The Venus Project" e l’organizzazione no profit "Future by Design" in collaborazione con Roxanne Meadows, attualmente scrive e presenta conferenze su temi che spaziano dal disegno olistico delle città sostenibili, all’efficenza energetica, utilizzo delle risorse naturali e automazione avanzata, soffermandosi sui benefici che ne trarrebbe la società.


Il Progetto Venus parte dall'idea che la povertà sia causata dall'effetto soffocante del progresso tecnologico, che a sua volta è determinato dal sistema economico capitalistico mondiale. L'avanzamento tecnologico, se venisse portato avanti indipendentemente dalla sua redditività, teorizza Fresco, produrrebbe molte più risorse, così da servire un maggior numero di persone. Questa nuova disponibilità di risorse libererebbe l'uomo dalla tendenza verso l'indipendenza, la corruzione e l'avidità, e quindi renderebbe gli uomini più propensi ad aiutarsi l'uno con l'altro. Fondamentale per la realizzazione del Progetto Venus è l'eliminazione del corrente sistema economico basato sulla moneta, in favore di quella che Fresco chiama "resource based-economy"
Il Progetto Venus è visibile in primo piano all'interno del flm-documentario Zeitgeist: Addendum, uscito nel 2008, presentato come una possibile soluzione ai problemi globali spiegati nel film. Il 2 ottobre 2008 il documentario è stato premiato durante la 5ª edizione de "Artivist Film Festival" che si tiene a Los Angeles, California, vincendo il più alto riconoscimento e, il 4 ottobre dello stesso anno, Google Video lo ha messo a disposizione online gratuitamente.

Di seguito il documentario in lingua inglese con sottotitoli in Italiano, Spagnolo, Inglese:



mercoledì 4 maggio 2011

Un bikepride a Guardia Piemontese


Daremo l'esempio di come potrebbe essere la città ogni giorno se la bicicletta divenisse il mezzo più usato negli spostamenti urbani: questa è la promessa del Bikepride bolognese, giunto alla seconda edizione.
Bikepride è una biciclettata collettiva, apartitica, aperta a tutti gli amanti delle due ruote e non solo. Infatti, si può partecipare anche sui pattini, sui risciò, skate e ogni altro mezzo a emissione zero. Un evento organizzato per dimostrare che una mobilità diversa è possible (e divertente): è la città che chiede un adeguamento del tessuto urbano a quanti preferiscono evitare il traffico, i semafori, le code e la ricerca di parcheggi.


Cosa impariamo noi di AvanGuardiaLab?
Anche noi possiamo organizzare una biciclettata, un itinerario alla ri-scoperta di Guardia Piemontese. Pedalare dalla Piazza fino alle Terme Luigiane: perchè il percorso verso il futuro è in salita!
Siamo disposti a pedalare?
Pedalare verso un nuovo tipo di mobilità a impatto zero, pedalare verso un servizio di bikesharing estivo rivolto ai turisti.
Vogliamo le piste ciclabili?
Mostriamo all'amministrazione che c'è un consistente numero di persone che usa la bicicletta! Usando solo l'auto stiamo chiedendo che la Piazza diventi un parcheggio - come già accade.

Allora, pronti? Partenza da Piazza Aldo Moro, portate i campanelli, prepariamo le targhe no oil e via! Punto d'arrivo il Percorso Ecologico: il ristoro sarà - ovviamente - a km zero. Macellerie, fruttivendoli e piccoli produttori della zona forniranno cibo e bevande.
E poi...potremmo raccontarci di Guardia Piemontese, e delle ginocchia sbucciate...


Manca solo la data...


martedì 3 maggio 2011

Il ‘Percorso Ecologico’ come risorsa per la comunità


Il cosiddetto ‘Percorso Ecologico’ situato nel cuore delle Terme Luigiane, a ridosso della linea di confine tra i comuni di Acquappesa e Guardia Piemontese, rappresenta allo stato attuale delle cose, una delle risorse del territorio che non vengono sfruttate, potenziate e valorizzate per quello che sono realmente.

Nel caso particolare del ‘Percorso Ecologico’ oggi l’unico servizio che presta è quello di un tavolo e di una griglia per arrostire nelle gitarelle fuori porta.

Dal mio punto di vista il percorso è dotato di una bellezza naturale da non sottovalutare e ricordo con piacere quanto fosse bello e rilassante percorrerlo per tutta la sua lunghezza. Il fiume Bagni indiscusso protagonista è accompagnato per tutto il percorso da macchia mediterranea e specie vegetali tipiche di ambienti ripariali e fluviali.

La caratteristica principale del ‘Percorso Ecologico’ non valorizzata è l’aspetto naturalistico - ambientale - didattico che potrebbe essere ben organizzato. La posizione geografica rende il ‘percorso’ un punto di programmazione da condividere con il comune di Acquappesa per una gestione comune ottimizzata.

Le attività che si possono promuovere sono:

- creazione di un percorso botanico-zoologico con identificazione e censimento delle varie specie botaniche e zoologiche presenti nell’area;

- munire di targhette identificative le varie specie presenti e realizzare cartelloni didattici plastificati da situare lungo il percorso;

- realizzazione di pubblicazioni, a partire da un semplice flyer che indica e illustra il percorso fino a successive pubblicazioni, più consistenti in relazione all’acquisizione di maggiori informazioni e caratteristiche del percorso stesso;

- divulgazione scientifica e didattica ambientale rivolta agli studenti delle scuole (infanzia, primaria e secondaria) ed alla cittadinanza, attività socioculturali, attività di ristorazione (rimessa dell’ex complesso ‘Onda Verde’ situato nell’area del percorso);

- eventuali collaborazioni con l’Università della Calabria per stimolare studi di settore sulla presenza di specie endemiche proprie della zona (la sola scoperta di una specie endemica porterebbe all’autovalorizzazione dell’area;

- individuare ed eventualmente attrezzare delle aree all’interno del percorso per permettere attività di campeggio e campo scuola estivo;

- miglioramento ed ampliamento del servizio tavoli e griglie, potenziamento del percorso a livello di ponti e strutture che permettano un accesso in sicurezza nell’area in modo da eliminare i rischi di infortunio;

- Mercato biologico, mercato equosolidale;

- Eventi artistici, musicali, audiovisivi (es. cinema all’aperto in estate);

- Studiare e valutare la possibilità di poter svolgere e quindi promuovere attività di climbing, freeclimbing e trekking sulla parete rocciosa della cosiddetta ‘Timpa del Diavolo’.

La realizzazione di questi punti può essere svolta in modo diretto dalle amministrazioni comunali creando una riserva naturale, un centro di educazione ambientale, un oasi protetta, accedendo poi a fondi nazionali ed europei destinati a questo tipo di aree. L’altra via è quella rappresentata dall’asta pubblica cui saranno liberi di partecipare tutti i cittadini, cooperative sociali, perchè no imprese che abbiano voglia di investire nell’ecologia e nell’ambiente.

Il progetto può essere esteso fino alla foce del fiume Bagni!!!