Visualizzazione post con etichetta Istruzione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Istruzione. Mostra tutti i post

venerdì 16 settembre 2011

Il tuo diploma in fallimento è una laurea per reagire!

La triste realtà della scuola italiana, in particolar modo della scuola calabrese che non crea un futuro



L’estate è quasi definitivamente finita, il ciclo delle stagioni continua inesorabile il suo progredire ed il susseguirsi delle stagioni ci porta l’autunno di settembre dal sapore dolciastro e dai colori sfumati. Nell’immaginario collettivo questo mese rappresenta un nuovo inizio: l’1 settembre potrebbe essere il vero “Capodanno” che tutti dovremmo festeggiare. Credo tutto sia frutto di una reminescenza del passato, di anni passati fra banchi di scuola e di università, dove l’estate rappresentava una tregua e l’autunno un triste/felice inizio a seconda dello studente. Del resto nella vita post scolastica per quanto ancora possiamo permettercelo le “ferie estive” possono considerarsi come uno spartiacque fra anno vecchio e nuovo.

Settembre quindi è anche sinonimo di inizio delle lezioni e per molti giovani anche dell’inizio della nuova avventura delle scuole superiori. Quando ho riletto il mio articolo dello scorso numero di “Progetto” ho trovato delle imperfezioni che, oltre a ad evidenziare una mia dose di superficialità nella revisione, mi hanno catapultato violentemente nel mio passato, nel mio percorso, nel mio scegliere una scuola seguendo un percorso obbligato. Percorso dettato da una ristretta e vecchia varietà di scuole presenti nel territorio e da teorie altrettanto arretrate, legate al fatto di frequentare o no l’università una volta conseguito il diploma. Purtroppo per me ero un po confuso e non ebbi la lucidità ed il coraggio di seguire la strada del mio cuore. Ma a 13 anni come può una persona stabilire se vuole intraprendere un percorso umanistico, scientifico, tecnico o professionale? Questa è sempre stata una domanda cui nessuno mi ha mai risposto. L’avviamento professionale abolito molti anni fa metteva i ragazzi davanti ad un bivio cruciale che avrebbe segnato la vita futura di un uomo, tuttavia ancora oggi, molte riforme dopo, i giovani vengono chiamati troppo presto a decidere. E nel momento in cui decidono cosa offre poi il panorama scolastico? Quale liceo scegliere per prepararsi meglio ad affrontare un percorso universitario? Quale professione può apprendere qui in Calabria un ragazzo che non segue la strada dei licei? Quali scuole con indirizzi particolari e moderni sono presenti nel nostro territorio? Le diverse riforme che si sono susseguite negli anni, oltre che portare scompiglio in alcuni aspetti della scuola, hanno anche creato diverse nuove realtà scolastiche, realtà che qui in Calabria sono quasi del tutto assenti, o comunque non ad alti standard. Ancora oggi nel 2011 gli studenti si trovano davanti ad un sistema che offre poche, se non nessuna, alternative: giovani predestinati sin dalla nascita ad essere futuri disoccupati, emigranti o universitari ‘di riscatto’. Spesso fra i tavolini dei vari bar sentiamo dire che l’Università qui da noi sia un ‘parcheggio’, dove gli studenti trovano un alternativa temporanea alla disoccupazione o al lavoro di manovalanza che vogliono evitare, posticipando la triste realtà che li aspetta. Ma questo è luogo comune alquanto superficiale. La realtà è che ci offrono solo “diplomi fallimento”, che in molti casi ci portano verso una “laurea per reagire”, una carta da giocare per riscattare un adolescenza spesa inutilmente. Se fossimo nati a Torino magari avremmo avuto la possibilità di frequentare un istituto professionale multimediale, per la fotografia o per la grafica, mentre qua al Sud in molti casi prima prendiamo un diploma inutile e solo successivamente una laurea indirizzata verso qualche settore specifico. Che senso ha avere ogni anno centinaia di ragionieri, di geometri, di personale ristorativo, di liceali, spesso diplomati in scuole che portano avanti programmi vecchi non a passo con i tempi, per poi riversarli nel precariato (che definirei totale ed assoluto) e nell’università (magari seguendo percorsi per cui non sono stati ben preparati).

Ma dove la scuola funziona meglio non si trovano solo scuole con indirizzi specifici, ma anche scuole post-diploma che formano gli studenti diplomati che gli permettono di acquisire abilità e competenze anche senza conseguire una laurea, scuole che ti formano direttamente per determinati lavori, in modo da arrivare a 22-23 anni ben pronti per il mondo del lavoro. Per contro un giovane calabrese non trova nessun supporto post scolastico: se in Emilia Romagna esiste un ufficio della Provincia di Bologna che fornisce consulenza a chiunque voglia costituire un cooperativa, che addirittura finanzia anche le spese di costituzione, qua dalle nostre parti si trovano per lo più corsi per estetista (dicono che la bellezza non va mai in crisi), per restauratore o qualche corso OSS a prezzi esosi! Ed ecco che ad un certo punto ci svegliamo con una valigia pronta ed un biglietto di sola andata.