Riporto in questo post il resoconto di Legambiente riguardo il mare calabrese e noto con piacere che solo due località cosentine vengono riportate (di cui una sola culla costa tirrenica). Tutto questo non giustifica e promuove a pieni voti la situazione del nostro mare comunque che spesso si presenta con la sua tipica schiumetta. Infatti il punto fortemente inquinato segnalato sulla costa tirrenica non dista che una quindicina di km dalle nostre spiaggie.
Buona lettura
fonte: Legambiente
Massima allerta per depurazione, foci e scarichi: ben 20 i punti nella regione risultati fortemente inquinati
Bandiera nera alla Regione Calabria: depurazione insufficiente per oltre il 60% dei cittadini
Calabria al secondo posto della inadempienza depurativa: sono 22 i Comuni calabresi in procedura d'infrazione europea per carenze nella depurazione o nella rete fognaria
Puliti per Decreto: 28,7 km di litorale che fino al 2009 erano interdetti , sono stati riaperti alla balneazione con la nuova normativa
Goletta Verde, la storica campagna itinerante di Legambiente, che ogni estate vigila sullo stato di salute del mare e dei litorali italiani diffondendo informazione e sensibilizzazione, realizzata anche grazie al contributo del Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati, di Corepla, Consorzio Ecogas e Novamont - presenta a Catanzaro i risultati emersi dalle analisi effettuate lungo le coste della Calabria.
Ad esporre i dati della istantanea scattata dai tecnici di Legambiente sul livello di inquinamento microbiologico delle acque regionali, questa mattina erano presenti Rossella Muroni, direttrice generale di Legambiente, Andrea Dominijanni, segreteria regionale di Legambiente, Francesco Pugliano, assessore Regione Calabria Politiche dell'Ambiente, Sabrina Santagati, direttrice Generale ARPACAL, Wanda Ferro, presidente dell'Amministrazione Provinciale, Antonio Reppucci, Prefetto di Catanzaro, Vincenzo De Luca, direttore marittimo della Capitaneria di porto di Reggio Calabria, Mario Magno, componente Commissione Ambiente Consiglio Regionale, Enzo Ciconte, componente Commissione Sanità Consiglio Regionale.
Goletta Verde, in seguito al lavoro svolto dai biologi di Legambiente, che spostandosi a bordo di un laboratorio mobile, regione per regione, focalizzano le analisi alla ricerca di punti critici quali foci di fiumi e torrenti, canali e scarichi che confluiscono direttamente a mare, espone un quadro quanto mai critico rispetto alla situazione qualitativa delle acque calabresi. Sono 20 le località segnalate per forte livello di inquinamento microbiologico essenzialmente determinato da scarichi abusivi, mancanza o mal funzionamento di impianti di depurazione.
Prelievi effettuati nella città di Catanzaro, in località Catanzaro Lido, precisamente presso la Foce Fiume Fiumarella, hanno rilevato altissimi livelli di inquinamento. Spostandoci nella provincia del capoluogo regionale, i tecnici di Goletta Verde hanno campionato l'acqua proveniente dal depuratore di Sellia, nelle vicinanze della Fiumara ricadente nel comune di Sellia Marina, in località Sena, situata all'altezza di Viale Carraro/Viale Ionio, che ha evidenziato seri problemi di funzionamento, in quanto il risultato delle analisi indicava il punto come fortemente inquinato. Parimenti nel comune di Cropani, nonostante la località campionata di Cropani Marina sia un SIC (Sito di Importanza Comunitaria), il prelievo effettuato presso la Foce Fiume Cropani, è stato classificato come fortemente inquinato.
Tristemente protagonista nella classifica regionale dei punti critici per inquinamento microbiologico è la città di Reggio Calabria, con quattro punti incriminati ricadenti nel proprio territorio comunale e altri cinque nella provincia. Iniziando l'elenco dalla città, il prelievo eseguito presso la fogna del depuratore di Pellaro accanto al Torrente Fiumarella, in località Pellaro, ha riportato altissimi livelli batteriologici ed è stato catalogato come fortemente inquinato. La situazione del Lido Comunale non è affatto migliore dato che il riversamento dello sbocco del tubo proveniente dal Torrente Caserta inquina fortemente le acque del sito, inoltre, a peggiorare il quadro, i nostri tecnici hanno riportato aloni lattiginosi in corrispondenza del tubo e la presenza di ignari bagnanti a circa 100 m a sud della foce. Situazione ancora peggiore nella zona aeroportuale cittadina, dove lo scarico della fogna che confluisce nel Torrente Menga presentava feci in sospensione e livelli batteriologici così elevati da essere difficilmente quantificabili, probabilmente anche a causa dell'inefficienza del depuratore di Ravagnese che risultava non essere allacciato. Stesso contesto inquietante nel lungomare Catona all'incrocio con Via Marra, dove l'enorme tubo di fogna che sbocca in spiaggia, pericolosamente adiacente a lidi pubblici e privati, presentava anch'esso livelli batteriologici talmente superiori alla norma da risultare non quantificabili. Nella provincia reggina le criticità si susseguono: nel comune di Gallico Marina, presso il lungomare cittadino in fondo a Via Marina Arenile, il campionamento eseguito nel Torrente "Galli" dove sbocca il depuratore, ha riportato a sua volta livelli batteriologici così elevati da essere difficilmente quantificabili. Al passaggio dei biologi di Goletta Verde i depuratori non funzionavano correttamente neanche nel comune di Motta San Giovanni, in quanto, le acque campionate in località Lazzaro, presso lo scarico dell'impianto 300 mt. a nord del Lungomare Cicerone, sono risultate fortemente inquinate. Ancora guai a Villa San Giovanni, in località Cannitello, lo scarico del depuratore presso il Lungomare Cènide inquina talmente le acque da rendere i livelli batteriologici presenti nelle acque campionate così elevati da essere difficilmente quantificabili. Sempre in provincia di Reggio Calabria, a Gioia Tauro, in località Pineta, il prelievo realizzato presso Foce Fiume Petrace è risultato fortemente inquinato. Non diversa è la condizione della Foce Fiume Mesima nel comune di San Ferdinando: i risultati delle analisi evidenziano acque fortemente inquinate.
Nella provincia di Cosenza, la Foce Torrente Coriglianeto, ricadente nel territorio comunale di Corigliano Calabro, in località Marina di Schiavonea, è risultata fortemente inquinata, stesso scenario a Paola: la Foce del Torrente S.Francesco che insiste nel lungomare Charitas ha evidenziato alti livelli di inquinamento.
Spostandoci in provincia di Vibo Valentia il quadro è molto simile. Il comune di Ricadi è stato segnalato per due punti fortemente inquinati: il primo, in località Torre Ruffa - Contrada Biluscia, campionato nella Fiumara Ruffa e il secondo a Santa Domenica, dove il riversamento in mare dello scarico della Fiumara, precisamente nella spiaggia in fondo a Contrada Brace rende le acque fortemente inquinate. Nella stessa provincia, anche il prelievo effettuato nel comune di Bivona, presso la Foce Torrente Sant'Anna, in Via del Pescatore, ha evidenziato acque fortemente inquinate.
La Foce Fiume Esaro, che insiste nella città di Crotone, è stata esaminata analizzando il campionamento compiuto vicino al molo cittadino, in Via Botteghelle, nelle vicinanze dell'incrocio con Via Leonardo da Vinci, ha evidenziato livelli batteriologici così elevati da essere difficilmente quantificabili. Anche il famoso comune di Isola di Capo Rizzuto, in provincia di Crotone, rientra nella lista di punti critici regionali fortemente inquinati. In località Le Castella, segnaliamo la presenza di un canale che scarica direttamente in mare sulla spiaggia principale. Nonostante ciò, i biologi di Goletta Verde hanno riportato un'altissima concentrazione di bagnanti e soprattutto di bambini che utilizzano l'acqua di scarico per giocare. La situazione del sito merita particolare attenzione ed urgenti contromisure anche viste le segnalazioni raccolte sul posto dai nostri tecnici che raccontano di casi di infezioni cutanee probabilmente collegabili allo scarico. Ancora nella provincia di Crotone, nel comune di Strongoli, esattamente in località Fasana, la Foce del Fiume Neto è stata classificata come fortemente inquinata.
"I risultati riportati dalle analisi di Goletta Verde purtroppo non ci sorprendono - esordisce Andrea Dominijanni, segreteria regionale di Legambiente. Il deficit depurativo in Calabria è una triste realtà contro la quale ci battiamo da anni. Dei circa 700 impianti tra grandi medi e piccoli, sparsi in tutta la Calabria, la maggior parte non funziona o funziona male, con il risultato che oltre il 62% dei cittadini non è servito da un sistema efficiente di smaltimento dei reflui. Nonostante le ripetute segnalazioni, i sequestri, i dieci anni di gestione straordinaria e centinaia di milioni di euro stanziati per mettere a norma impianti guasti o ripristinare quelli in stato di totale abbandono, la situazione non fa altro che peggiorare. Per la pigrizia con la quale viene gestito questo problema la Goletta Verde assegna la bandiera nera alla Regione Calabria per l'allarme depurazione. Già a marzo - ricorda Dominijanni - abbiamo sollevato la grave situazione proponendo una task force regionale in grado di supportare tecnicamente, controllare e verificare la programmazione degli investimenti proprio per prevenire il disastro estivo. Tutto questo, come si legge tutti i giorni dai giornali, non è avvenuto. Chiediamo, dunque, ancora una volta alle autorità competenti regionali e a tutti gli enti preposti di adoperarsi per cambiare questa situazione che rischia di svantaggiare doppiamente i cittadini sia sotto il profilo economico che per quanto concerne la qualità della vita e la fruizione del patrimonio naturale regionale."
"La situazione calabrese riflette purtroppo un'emergenza nazionale - dichiara Rossella Muroni, Direttrice Generale Legambiente. La mancata depurazione e l'inadeguatezza delle strutture esistenti per il trattamento delle acque reflue rappresentano una nota dolente riguardo la qualità delle acque nel nostro paese. E' dal 1998 che l'Italia avrebbe dovuto mettersi in regola con i sistemi di depurazione delle acque reflue, come richiede la Direttiva Europea 1991/271/CE ma, ad oggi, la copertura del servizio in Italia arriva appena al 70,4%, lasciando una ampia parte della popolazione sprovvista di sistemi adeguati di trattamento delle acque. Il termine ultimo per adeguarsi - continua Muroni - era stato fissato a fine Dicembre 2005, ma a molti anni di distanza, il "Belpaese" si ritrova con un sistema ancora deficitario e con l'ennesima procedura d'infrazione aperta a suo carico dalla Commissione Europea. Secondo quanto riportato dalla gazzetta Ufficiale del 29 gennaio 2011, sono 168 i Comuni che non si sono ancora conformati alla direttiva europea per il corretto ed efficiente trattamento dei reflui urbani. In particolare, ci sono 22 comuni calabresi che rientrano in questa lista, la regione Calabria infatti, si pone al secondo posto insieme alla Campania, nella classifica dei Comuni inadempienti. Oltre il danno economico dovuto all'infrazione, ci sono poi le gravi conseguenze ambientali e sanitarie. E' inconcepibile che un paese come il nostro verta in una simile situazione,- conclude la Muroni - occorrono provvedimenti immediati che diano risposte adeguate ai dettami della Direttiva 271 al fine di prevenire il deferimento alla Corte di Giustizia Europea, che rappresenterebbe l'ennesima onta commessa ai danni dell'ambiente e della credibilità internazionale del nostro Paese".
Nel 2010 ben 18 i chilometri di costa (17.982 metri per la precisione), temporaneamente vietati alla balneazione secondo l'articolo 6 del DPR 470/82 sulla base delle analisi del 2009, (Deliberazione Giunta Regionale 177 del 03/03/2010), sono stati riaperti alla balneazione in giugno (Del. GR 479 del 28/06/2010), in seguito a nuove analisi condotte da aprile e seguendo i principi della nuova normativa vigente che prevede parametri molto più permissivi rispetto a quella precedente. In particolare, sono stati completamente riaperte le aree temporaneamente non idonee in provincia di Reggio Calabria (6,5 km), in provincia di Vibo Valentia (760 metri), in provincia di Catanzaro (692 metri) e in provincia di Crotone (2,7 km). In provincia di Cosenza sono stati riaperti 7,3 km di costa, lasciando 4.151 metri temporaneamente vietati alla balneazione. Nel 2011, l'effetto del cambio di normativa nazionale sulla balneazione si è fatto ulteriormente sentire. In totale, in tutta la Calabria sono state riaperte 42 aree che nel 2010 erano vietate alla balneazione, per un totale di 28,7 km. Nella sola provincia di Cosenza sono stati riaperti "per legge" ben 34 tratti di costa per oltre 21,2 km.
Quest'anno il Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati è Main Partner principale della storica campagna estiva di Legambiente. "La difesa dell'ambiente, e del mare in particolare, rappresenta uno dei capisaldi della nostra azione", spiega il presidente del COOU Paolo Tomasi. L'olio usato è ciò che si recupera alla fine del ciclo di vita dei lubrificanti nei macchinari industriali, ma anche nelle automobili, nelle barche e nei mezzi agricoli di ciascun cittadino. "Se eliminato in modo scorretto - continua Tomasi - questo rifiuto pericoloso può danneggiare l'ambiente in modo gravissimo: 4 chili di olio usato, il cambio di un'auto, se versati in mare inquinano una superficie grande come un campo di calcio". A contatto con l'acqua, l'olio lubrificante usato crea una patina sottile che impedisce alla flora e alla fauna sottostante di respirare. Lo scorso anno in Calabria il Consorzio ha raccolto 2.672 tonnellate di oli lubrificanti usati: 974 nella provincia di Catanzaro, 940 a Cosenza, 379 a Reggio Calabria, 218 a Crotone e 161 a Vibo Valentia.
Il Monitoraggio scientifico
I prelievi alla base delle nostre considerazioni, vengono eseguiti dalla squadra di tecnici di Legambiente, l'altra anima della Goletta Verde, che viaggia via terra a bordo di un laboratorio mobile grazie al quale è possibile effettuare le analisi chimiche direttamente in situ con l'ausilio di strumentazione da campo. I campioni per le analisi microbiologiche sono prelevati in barattoli sterili e conservati in frigorifero, fino al momento dell'analisi, che avviene nei laboratori mobili lo stesso giorno di campionamento o comunque entro le 24 ore dal prelievo. I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali, escherichia coli) e chimico-fisici (temperatura dell'acqua, pH, ossigeno disciolto, conducibilità / salinità).
I PUNTI CRITICI DELLA CALABRIA
PROVINCIA | COMUNE | LOCALITÀ | PUNTO DI PRELIEVO | GIUDIZIO |
CS | Corigliano Calabro | Marina Schiavonea | Foce Torrente Coriglianeto | Fortemente inquinato |
CS | Paola | Lungomare Paola | Foce Torrente S.Francesco - lungomare Charitas | Fortemente inquinato |
RC | Motta San Giovanni | Lazzaro | Scarico del depuratore 300 mt. a nord del Lungomare Cicerone | Fortemente inquinato |
RC | Reggio di Calabria | Pellaro | Fogna del depuratore di Pellaro accanto al Torrente Fiumarella | Fortemente inquinato |
RC | Reggio di Calabria | Reggio di Calabria | lido Comunale (lato dx fronte mare) | Fortemente inquinato |
RC | Reggio di Calabria | Reggio di Calabria | Sbocco tubo dal Torrente Caserta | Fortemente inquinato |
RC | Reggio di Calabria | Reggio di Calabria | Zona sud aeroporto | Fortemente inquinato |
RC | Gallico Marina | Gallico Marina | Torrente "Galli" dove sbocca il depuratore - lungomare lato nord | Fortemente inquinato |
RC | Reggio di Calabria | Catona | Tubo di fogna che sbocca in spiaggia | Fortemente inquinato |
RC | Villa San Giovanni | Cannitello | Scarico depuratore - Lungomare Cènide | Fortemente inquinato |
RC | Gioia Tauro | Pineta | Foce Fiume Petrace | Fortemente inquinato |
RC | San Ferdinando | San Ferdinando | Foce Fiume Mesima | Fortemente inquinato |
VV | Ricadi | Torre Ruffa - Contrada Biluscia | Fiumara Ruffa | Fortemente inquinato |
VV | Ricadi | Santa Domenica | a circa 500 m dallo scolo del Torrente Arbone di Formicoli | Fortemente inquinato |
VV | Bivona | Bivona | Foce Torrente Sant'Anna, Via del Pescatore | Fortemente inquinato |
CZ | Catanzaro | Catanzaro Lido | Foce Fiume Fiumarella | Fortemente inquinato |
CZ | Sellia Marina | Sena | Fiumara altezza Viale Carraro/Viale Ionio | Fortemente inquinato |
CZ | Cropani | Cropani Marina | Foce Fiume Cropani | Fortemente inquinato |
KR | Crotone | Crotone | Foce Fiume Esaro | Fortemente inquinato |
KR | Isola di Capo Riizzuto | Le Castella | Scarico a mare | Fortemente inquinato |
KR | Strongoli | Fasana | Foce Fiume Neto | Fortemente inquinato |
Facendo riferimento ai valori limite previsti dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) i giudizi si esprimono sulla base dello schema seguente:
- INQUINATO = Enterococchi intestinali maggiori di 200 UFC/100 ml e/o Escherichia Coli maggiori di 500 UFC/100ml
- FORTEMENTE INQUINATO = Enterococchi intestinali maggiori di 400 UFC/100 ml e/o Escherica Coli maggiori di 1000 UFC/100 ml




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