Oggi per il nostro ciclo di interviste, facciamo qualche domanda a Francesco Russo: nativo di Acquappesa ma blogger e consulente su "social media martketing" in quel di Bologna.
Ciao Franz, come domanda preliminare ti chiedo se I social media sono solo strumenti per il tempo libero
Con il termine Social Media intendiamo comunque l'insieme dei social network che diventano fonte di informazioni e di condivisione. Certamente i social network, e facebook ne è la prova, nascono come momento di svago, neanche Zuckerberg immaginava che dal suo "libro" spuntasse fuori un fenomeno planetario come appunto è oggi facebook, ma presto, visto il forte interesse e soprattutto il crescente numero di persone che si registra e condivide svariate informazioni, a quel punto diventano preziosi e potenti strumenti di marketing da sfruttare.
Tu per lavoro ti occupi di social media marketing; ci spieghi come è cambiato il concetto di comunicazione con l'avvento dei social network?
La Comunicazione nell'era del web 2.0, che naviga ormai verso il 3.0, ha subito una evoluzione importante. In sostanza si è passato da una comunicazione fatta generalmente di filtri attarverso i quali spesso ci si nascondeva dietro, ad una comunicazione diretta, "orizzontale", che impone il confronto. Le aziende trovano molta difficoltà a recepire questa evoluzione per il fatto che adesso il cliente, o potenziale cliente, deve essere al centro della comunicazione sui social media, con il quale bisogna comunicare e confrontarsi. A livello di aziende medio-grandi questo evoluzione sta cominciando a diventare più assimilata e attuata, ma nelle PMI i problemi ancora persistono anche se cominciano a esserci dei buoni segnali.
Dal punto di vista "sociale", come i social media possono migliorare la vita democratica di un paese in termini di partecipazione e trasparenza?
Già nella domanda indichi due parole chiavi essenziali: partecipazione e trasparenza. Il rapporto che il cittadino instaura con le istituzioni, quando riesce, o con la politica o la Pubblica Amministrazione è spesso complicato e difficile reso tale non solo da un atteggiamento burocratico, che credo tutti conosciamo, ma dalla totale mancanza di sensibilità verso il tema comunicazione. Il cittadino non viene inteso come possibili fonte di critica al fine migliorare i servizi o l'azione politica da adottare, mentre il cittadino chiede più partecipazione ai processi decisionali e soprattutto trasparenza dai propri interlocutori. Tutto questo si può ottenere usando gli strumenti di social media che consentono partecipazione e impongono trasparenza. Guardiamo all'Islanda, per esempio. Dopo la pesante crisi del 2008, con il crollo delle banche e della moneta del paese, decide di intraprendere un profondo percorso di rinascita. Con il presupposto che il cittadino dovesse avere un ruolo decisionale e incisivo. Allora si sono chiesti come fare, mentre avevano dabanti a loro la soluzione. E cioè che la stragrande maggioranza dei cittadini islandesi, su una popolazione di 320 mila abitanti, ha un account su vari social media, soprattutto su facebook. E da qui è partito un processo di scrittura della Costituzione che vede i cittadini protagonisti nel fornire spunti e idee. Tutto via web. Straordinario, no?
Quanto è a rischio la privacy, e quanto è importante usare questi strumenti con cognizione di causa?
L'argomento privacy assume una fondamentale importanza soprattutto quando si comincia a parlare di milioni di utenti che condividono una mole di dati impressionante. Ecco che è necessario porre dei paletti affinchè la tutela dei dati sia garantita. Ma, personalmente, mi sento di fare questa considerazione. Su questo argomento mediamente l'utente è poco informato e forse si accorge del problema solo quando, inconsapevolmente, ne subisce le conseguenze. Allora, prima di tutto, sarebbe opportuno un utilizzo degli strumenti che sia consapevole e cosciente. Se condivido informazioni che reputo sensibili, senza tutelarmi o preoccuparmi minimamente di quello che potrebbe succedere, e poi se altri ne vengono in possesso, utilizzandolo nei modi più svariati, allora non c'è molto da altro aggiungere. Non ci si può lamentare se condivido sulla bacheca pubblica di facebook una foto in cui si è in mutande e il giorno dopo trovarla su un manifesto a San Francisco. Ho fatto un esempio estremo volutamente, per dire che sarebbe meglio cominciare a condividere solo quello che si vuole condividere e non tutto per forza, come purtroppo spesso accade.
Sarebbe utile creare dei corsi propedeutici, alle scuole medie, per usare i social in modo sicuro?
Molto, anzi direi che sarebbe un passaggio molto importante. Anche per riallacciarci all'argomento della privacy. E lo sarebbe ancora di più anche in seguito alla famosa puntata di Report della Gabanelli, che per certi versi ha dipinto il web, e i social network, come luoghi pericolosi. Ovviamente non è così. Il web, nonostante qualcuno continui ad ignorarlo, è fatto di persone e sono persone che incontriamo tutti i giorni normalmente. Certo con la rete molte azioni sono più immediate e dirette, cambiano i meccanismi di condivisione e di informazione. E su questo sarebbe utile realizzare dei percorsi di sensibilizzazione ai ragazzi. Un esempio per chiarire anche questo aspetto. Un anno fa un ragazzo di una provincia inglese decide di dare una festa a casa sua, approfittando dell'assenza dei genitori. Va su facebook e condivide la festa con tutti, quindi non solo con i suoi amici, ma commette l'ingenuità di rendere pubblico quello che doveva essere una tranquilla serata tra amici. Morale, alla festa arrivò un tale numero di gente chiaramente non tutti amici del ragazzo e il ragazzo a fine serata si ritrovò con la casa sottosopra, non proprio quello che aveva immaginato.
Tu che conosci bene la nostra zona, ci dici se è possibile, e come, rilanciare il turismo di Guardia e Acquappesa attraverso il web 2.0?
Ovviamente sarebbe possibile, anzi si dovrebbe cominciare a pianificare e a rilanciare di più il turismo locale con l'utilizzo degli strumenti targati web 2.0. La nostra zona è ricca di potenzialità che andrebbero meglio valorizzate. E sappiamo bene della bellezza del territorio e dei paesaggi. Bisognerebbe cominciare un percorso con le realtà turistiche e commerciali locali per realizzare progetti di comunicazione e marketing in stile web 2.0. Non dimentichiamo che proprio il turismo negli ultimi tempi è migliorato molto da questo punto di vista e molte strutture turistiche hanno ricevuto feedback positivi e critiche costruttive proprio grazie all'uso dei social media. con il risultato di mantenere sempre alta la qualità dei servizi offerti, migliorarla e soprattutto creare un rapporto diretto con il turista che non può che fare bene. Senza sottovalutare il passaparola, che sui social media diventa ancora più potente, anzi virale!
Grazie a Francesco per l'intervista, sperando che vi sia piaciuta e che sia stata utile!
Alla prossima, stay tuned on AvanGuardiaLab!




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