mercoledì 15 giugno 2011

Non-Luoghi: Area Afor - San Francesco




Seppur il concetto di non-luogo definisce qualcosa di diverso da un posto come un'area verde abbandonata, ho deciso di usare questo neologismo lo stesso, anche perché lo stesso concetto di non-luogo è stato rivisitato e messo in discussione dallo stesso ideatore, l'antropologo francese Marc Augé. La sensazione di essere in un nonluogo l'ho sempre avuta tutte le volte che mi sono trovato nell'area Afor posta a ridosso del bivio dello 'Scoglio della Regina', all'estremità sud del comune di Acquappesa (Cosenza). Seppur entusiasta alla notizia della realizzazione successivamente pensai subito al male, conoscendo la mia terra, materializzando questo futuro nella mia mente, oltre l'ebbrezza del momento. Nelle foto che pubblico in questo post si vede bene lo stato di degrado in cui versa la 'villetta' posta ai piedi del villaggio 'Santa Rosalia', inoltre ci sono delle foto che mostrano anche la splendida vista dello Scoglio e del centro abitato di Guardia Piemontese. Possiedo diversi ricordi di questa area, ricordo che era piacevolissimo aspettare il tramonto, vedere il sole sparire dietro il 'Palmentello' e godere di una dolce brezza d'agosto. Per la sua orientazione è un posto anche molto fresco nelle mattine di agosto. Vedere lo stato di abbandono in cui è ridotto mi indigna, così come mi indigna vedere che non rispettano nemmeno il santo: posto al centro del percorso San Francesco di Paola proietta il suo sguardo verso la sua città natale.

Alla luce dei diversi casi di alberi decennali scomparsi lungo tutto il territorio del comune di Acquappesa posso ben capire che il verde a volte per gli amministratori può essere un problema e che magari una colata di cemento è più facile e veloce da mettere a nuovo. In malafede potrei pensare che l'area non fu creata per amore verso gli spazi verdi ed i luoghi antropologici, ma forse per altri motivi. Eppure è bello avere un posto dove le persone possano ritrovarsi per evadere dalla routine della vita quotidiana e passare un pò di tempo assieme, magari dialogando o semplicemente degustando un buon gelato artigianale. Che l'area non sarebbe stata iper-frequentata anche nei periodi estivi si poteva prevedere facilmente, ma una volta creata la zona credo vada curata e mantenuta poiché pur sempre si tratta di soldi pubblici spesi, lasciarlo diventare un rudere è una mancanza di rispetto verso chi paga le tasse. Inoltre esistono una serie di lavoratori alle dipendenze del comune, quali i famigerati 'LSU' che potrebbero/dovrebbero occuparsi di questi luoghi in particolare. Quindi si potrebbe cercare una responsabilità in chi coordina questa tipologia di lavoratori.

Potrei scrivere parole e parole, ma non potrò mai eliminare l'amarezza che provo davanti a questi scempi, all'ennesima oasi persa nel nulla. Spero che questo post possa aprire smuovere qualcosa, almeno una discussione pubblica per capire ed avere spiegazioni in merito all'abbandono dell'area, alla luce dell'inizio della stagione turistica 2011!

Segue una non breve galleria fotografica:



2 commenti:

  1. Forse c'e' carenza di forestali..un annoso problema della calbria..come dice Cetto La Qualunque il fine ultimo è "un forestale per ogni albero!"

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